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Le intercettazioni della polizia

Le intercettazioni della polizia

"In bagno? Manco se butti sangue": le umiliazioni all'anziano nella casa di riposo da incubo

Le microspie della polizia hanno svelato il clima che si respirava nella struttura "Anni azzurri" di via Benedetto Marcello. Nell'ordinanza raccontati oltre 100 episodi: "Ti do un pugno in faccia, ti faccio cadere i denti, ti butto per terra"

Soprusi, violenze, minacce e offese nei confronti di un anziano ospite di una comunità alloggio perché considerato troppo rumoroso. “Sei un porco, tu di umano di non hai nulla, pezzo di bestia, vecchiaccio, sei una testa di ca…”, diceva uno degli indagati. “Fai schifo, prendi un tubo e te lo infili in cu..., mi hai rotto i co..., il Signore ti deve prendere", diceva un altro. Queste le intercettazioni raccolte dalla polizia che ha eseguito all'alba di oggi la misura cautelare del divieto di dimora per cinque persone interrompendo quello che per l'anziano era ormai diventato un incubo. Dopo l'operazione "Anni neri" i cinque indagati sono stati accusati a vario titolo di maltrattamenti aggravati nei confronti di uno degli ospiti della comunità-alloggio "Anni Azzurri", di via Benedetto Marcello.

"Non ti lavo più": le intercettazioni nella casa di riposo | VIDEO

Le intercettazioni audio e video, nell'arco di tre mesi di monitoraggio, sono servite a registrare più di 100 episodi tra condotte vessatorie, denigratorie, lesive della dignità umana, oltre a percosse e immobilizzazioni tali da ingenerare uno stato di soggezione nell'anziano, un 84enne gravemente malato e invalido. "Ti do un pugno in faccia, ti faccio cadere i denti, ti butto per terra", gli diceva uno degli indagati. "A conoscenza del fatto che l'anziano non avesse altri familiari - scrive il gip - lo minacciava di cacciarlo fuori dalla struttura, oltre a prospettargli di tenerlo rinchiuso in una stanza. Ignorava le sue richieste di assistenza anche minime legate ai suoi bisogni fisiologici ("ti puoi stare cacato"), lo percuoteva con schiaffi nonché facendo sbattere la sua testa contro le pareti, lo immobilizzava legandolo o imbavagliandolo".

Gli indagati sono tutti appartenenti a un unico nucleo familiare che esprimeva il titolare di fatto della struttura, affiancato da padre, madre e fratello nella gestione quotidiana dell'attività. Tra gli indagati c'è anche una badante in nero della struttura, chiamata a lavorare soprattutto durante le notti. Proprio quest'ultima era beneficiaria del reddito di cittadinanza e anche per tale motivo risulta indagata con relativo sequestro preventivo della carta ove viene accreditato il beneficio.

"Le numerose condotte illecite registrate hanno consentito di acclarare come esse avessero preso di mira un anziano, beneficiario dei sussidi previsti dalla legge 104 e quindi soggetto portatore di handicap in situazione di gravità, 'colpevole' soltanto di lamentarsi eccessivamente per i dolori connessi al suo stato precario di salute, circostanza che avrebbe in tal modo arrecato 'disturbo' agli altri ospiti e agli stessi badanti/gestori", dicono gli inquirenti. Costantemente ingiuriato e offeso, minacciato, sottoposto a soprusi e vessazioni di ogni genere, molto spesso veniva lasciato piangere e lamentarsi anche per ore piuttosto che essere accompagnato in bagno per adempiere a bisogni fisiologici. Altre volte veniva addirittura immobilizzato, imbavagliato e percosso. Altre ancora riceveva risposte come: "Mancu si ghiecchi u sangu ru cuori".

Di recente, peraltro, è stato accertato tramite un intervento dei sanitari dell'Asp di Palermo che presso la stessa struttura tutti gli operatori lavorassero in nero e come nessuno di essi fosse in possesso di attestazione professionale utile a svolgere tale attività. Inoltre, sono state riscontrate delle anomalie sulla comunicazione degli alloggiati all'autorità di pubblica sicurezza, reato punito con una contravvenzione. Al termine dell'operazione tutti i degenti presenti nella struttura sono stati riaffidati ai rispettivi parenti.

"Siamo in presenza di un ricorso continuo e sistematico alla vessazione e sopraffazione dell'anziano ospite, in danno del quale risulta instaurato un regime di vita abitualmente doloroso e avvilente, regime di vita che la persona offesa subisce impotente". E' quanto scrive il gip del tribunale di Palermo nell'ordinanza depositata pochi giorni fa: "Risulta dunque ampiamente comprovato, a carico di tutti gli indagati, il delitto di maltrattamenti in danno dell'anziano. Quest'ultimo, come documentato in atti, è un soggetto al quale è stata riconosciuta la condizione di 'portatore di handicap in situazione di gravita'".

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