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Cronaca Libertà

"Anziani legati, picchiati e lasciati senza pasti in due case di riposo", chieste 3 condanne

I 17 ospiti della "Anni d'oro" di via Marchese di Villabianca e della "Arcobaleno" di via Libertà sarebbero stati anche sedati con dei farmaci. Sotto processo le due titolari, una di loro in servizio alla polizia municipale, e una badante. L'inchiesta era nata proprio dalla denuncia di un'impiegata: nessuna sarebbe stata in regola e qualificata

In pieno centro e con rette mensili che si aggiravano sui mille euro. Eppure gli anziani ospiti di due case di ripose sarebbero stati trattati con "crudeltà" e "disumanità": non solo picchiati, ma anche legati ai letti, rinchiusi a chiave in una stanza, persino costretti a saltare i pasti e a bere latte che sarebbe stato "allungato" con l'acqua per risparmiare. La Procura adesso ha chiesto la condanna delle due titolari e anche di una badante, che erano finite sotto inchiesta nel 2015.

Le due strutture, che all'epoca vennero sequestrate dai poliziotti del commissariato Libertà, sono "Anni d'oro" di via Marchese di Villabianca 163 e "Arcobaleno" di via Libertà 103. Il sostituto procuratore Federica La Chioma, al termine della sua requisotoria, ha chiesto ai giudici della Corte d'Assise presieduta da Sergio Gulotta una pena di 9 anni e mezzo per Maria Grazia Demma (peraltro in servizio alla polizia municipale), 8 anni e mezzo per la figlia, Simona Fichera, e 3 anni e mezzo per una delle badanti che erano impiegate nelle case di riposo.

L'inchiesta era nata proprio dalla denuncia di una delle badanti: nessuna delle dipendenti sarebbe stata in regola e avrebbe avuto i requisiti per accudire gli anziani. Se si lamentavano per i turni massacranti sarebbero state minacciate di licenziamento.

Ai 17 ospiti delle due case di riposo sarebbe stata imposta una sveglia forzata alle 4 di mattina e in diversi casi sarebbero stati legati con dei lacci ai loro letti o chiusi a chiave in una stanza. Non sarebbero stati nutriti correttamente, tanto che i medici che li visitarono dopo il sequestro affermarono di averli trovati "disidratati e sottopeso". Per farli stare tranquilli, inoltre, secondo l'accusa, le imputate li avrebbero sedati con dei farmaci.

Anche diverse persone che vivevano vicino alle due strutture avevano riferito che avrebbero sentito gli anziani gridare, chiedendo di essere salvati. Una donna aveva raccontato che una delle ospiti sarebbe vistosamente dimigrita dopo aver trascorso pochi mesi in una delle case di riposo.

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