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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Cronaca

Anziani legati per ore al letto o alla sedia a rotelle, pugni e schiaffi: scovata casa di riposo lager

Operazione messa a segno dai finanzieri del comando provinciale di Palermo. Le indagini hanno inguaiato sei persone che lavoravano all'interno della struttura "Giardino delle Strelizie", in viale Lazio

Schiaffi, pugni, minacce. E anziani legati per ore al letto o alla sedia a rotelle. Scovata un'altra casa di riposo lager. I finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di sei persone: cinque di loro - Gaetana Montalto, Maria Lo Iacono, Patrizia La Mattina, Antonina Militello e Vincenzo Cascino - sono destinatarie "del divieto temporaneo di prestazione della propria attività professionale" per un anno.

Le immagini delle torture nella casa di riposo | Video

Per uno dei titolari, Valerio Alagna, è invece scattato il "divieto di esercizio di attività imprenditoriale all’interno di case di riposo e strutture assistenziali per anziani", sempre per la durata di un anno. Sono tutte accusate di avere maltrattato gli anziani ospiti di una struttura assistenziale.

L'operazione è stata messa a segno al "Giardino delle Strelizie", struttura di viale Lazio. Le indagini, avviate grazie alla segnalazione di un ospite della comunità alloggio e condotte dagli specialisti del Nucleo di polizia economico finanziaria, hanno consentito di ipotizzare condotte illecite da parte degli operatori ai danni di persone particolarmente fragili.

Eloquente il nome dell'operazione: "Giardino oscuro". "Sarebbero numerosi - dicono dalla guardia di finanza - gli episodi di vessazioni ed angherie nei confronti degli ospiti, come violenze fisiche (schiaffi, pugni e strattonamenti), offese e minacce (finanche di morte), nonché l’abituale ricorso a forme di contenzione meccanica, legando gli anziani per ore al letto o alla sedia a rotelle, somministrando, inoltre, in alcuni casi, ai degenti farmaci in misura superiore rispetto alle prescrizioni mediche per sedarli"

Il gip, nel valutare il gravissimo quadro probatorio raccolto dalla Procura della Repubblica sulla base del lavoro svolto dagli investigatori ha ritenuto la sussistenza di esigenze cautelari sottolineando che “le continue offese, le umiliazioni, le minacce, le percosse, le ingiurie, poste in essere nei confronti degli ospiti della struttura assistenziale, integrano il delitto di maltrattamenti, potendo certamente tali atti, per la loro intensità e abitualità, essere fonte di disagio continuo per le persone offese".

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