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Una delle intercettazioni dell'operazione "Nessun tocchi i nonnini" della guardia di finanza

Una delle intercettazioni dell'operazione "Nessun tocchi i nonnini" della guardia di finanza

Ospizio degli orrori, i timori dopo la scoperta delle microspie: "A te si portano, io rivelo tutto"

Dalle intercettazioni captate nella casa di riposo "I nonnini di Enza" di viale Lazio emerge che gli indagati avrebbero staccato le telecamere piazzate dalla guardia di finanza a più riprese. Una delle arrestate diceva: "Io ho la coscienza pulita, li ho trattati sempre bene ma ora ha paura..."

A più riprese durante le indagini sulla casa di riposo "I nonnini di Enza" di viale Lazio gli indagati hanno scoperto la presenza di telecamere piazzate dalla guardia di finanza nella struttura. E le hanno pure staccate. Questo ha portato a dover interrompere le captazioni dopo circa un mese, ma non ha impedito di registrare le reazioni di Maria Grazia, Carmelina e Mariano Ingrassia, i tre operatori finiti ieri ai domiciliari assieme alla titolare dell'ospizio Vincenza Alfano. Quest'ultima è stata ritenuta dal gip Cristina Lo Bue responsabile dei maltrattamenti ai danni degli anziani anche se non sarebbe stata sempre presente nella struttura.

"Io le mani non le alzo a nessuno"

Una telecamera è stata trovata il 9 dicembre ed un'altra il giorno di Natale. Proprio il 25 dicembre, Carmelina Ingrassia afferma: "Io le mani non le alzo a nessuno, è lei che se ne deve andare, perché lei è cattiva". Come emerge dall'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Maria Rosaria Perricone, nonostante il ritrovamento e le giustificazioni, il 29 dicembre venivano regisgtrati altri maltrattamenti. Maria Grazia Ingrassia diceva a un'anziana: "Veramente sei una cosa inutile, siediti!" e la vecchietta rispondeva: "Basta, basta, non c'è bisogno di dare legnate tutta la giornata... è da quando mi sono alzata dal letto che mi dà pugni in testa!".

"Non dovevi togliere la telecamera"

Il nucleo di polizia economico-finanziaria, coordinato da Danilo Persano e Gianluca Angelini, ha poi intercettato le reazioni degli indagati. In particolare una delle badanti, Carmelina Ingrassia, rimproverava a uno dei titolari di aver staccato le telecamere: "Io i nonnini li ho trattati benissimo, dal primo giorno... Mi spavento delle telecamere, non posso lavorare così, tu hai sbagliato a levarla, la dovevi lasciare, perché non lo dicevi: 'Vedi che hanno messo le telecamere, state attente', hai sbagliato a levarla, le doveva inquadrare quelle persone...".

"Se avessero visto un mese di cose sarebbero venuti subito"

La stessa indagata aggiungeva: "Io ho la coscienza pulita, però essere torturata no... Io mi spavento, non ho fatto niente di male, però ho paura... A te si portano, perché se ho un problema io rivelo tutto, hanno abbandonato la struttura, ci siamo noi e queste persone stanno bene con noi... Se avessero avuto un mese di registrazioni non sarebbero venuti subito? Se avessero visto un mese di cose non sarebbero venuti subito? Oppure aspettavano cose più gravi?", si chiedeva. E le veniva risposto: "Si vede che non hanno visto cose gravi e non sono venuti".

Il gip: "La titolare era consapevole dei metodi e non li ha interrotti"

Per il giudice, anche se la titolare, Vincenza Alfano, non sarebbe stata sempre presente nella struttura "a carico della stessa sussistono numerosi elementi indiziari che denotano non solo l'esistenza di una culpa in vigilando ma, altresì, il diretto coinvolgimento della donna in precisi episodi di maltrattamento". Anche in relazione al mancato rispetto delle norme anti Covid. "La Alfano non solo era pienamente consapevole dei 'metodi' praticati nella struttura e non vi poneva fine - sottolinea il gip nell'ordinanza di custodia cautelare - ma, abbandonando la struttura a se stessa e non vigilando neanche sulla corretta osservanza delle misure anti Covid, contribuiva in prima persona, proprio in ragione della particolare posizione di garanzia che la stessa ricopre, alla perpetrazione di ulteriori maltrattamenti".

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