Anziana uccisa da un masso a Monte Gallo, archiviazione per Orlando e Cammarata

Così ha deciso il gip anche per alcuni funzionari del Comune. Avendo delegato le relative funzioni, sia il Sindaco che il suo predecessore non possono essere considerati responsabili. Resta pendente una richiesta di rinvio a giudizio per 13 fra assessori e tecnici

Il masso "killer" che è piombato nella villetta di via Calpurnio

Archiviata la posizione del sindaco Leoluca Orlando, del suo predecessore Diego Cammarata e di alcuni funzionari del Comune per il masso caduto da Monte Gallo che ha ucciso un’anziana donna e ferito sua nipote. E’ questa la decisione presa dal giudice per l’udienza preliminare Rosario Di Gioia che ha chiuso il caso anche per gli altri indagati Mario Li Castri, Rosario Verga, Fabio Cittati e Vincenzo Cerniglia. “Sulla base della consulenza tecnica - scriveva il pm nella richiesta di archiviazione - dell’ingegnere Giovanni Barla, esperto di meccanica delle rocce, è stato possibile ricostruire le cause e le responsabilità del crollo, ma si ritiene che alla luce degli esiti investigativi nessun addebito vada mosso a carico degli indagati”.

La tragedia si consumò nel 2015 ai piedi di Monte Gallo, in via Calpurnio, nella zona di Mondello. Erano le 12.30 di venerdì 27 novembre quando i vigili del fuoco finirono di estrarre il corpo senza vita di Ornella Paltrinieri Galletti, 88 anni. Nella stessa abitazione furono soccorse la figlia 52enne e la nipote, una diciannovenne portata a Villa Sofia e dimessa giorni dopo. La Procura sequestrò la villetta e avviò le indagini per accertare se la casa fosse stata costruita nel rispetto delle normative edilizie, se la zona fosse considerata a rischio e se fossero state adottate misure per la messa in sicurezza del costone. All’indomani dell’incidente furono avviati due diversi procedimenti.

Per uno dei due risulta ad oggi ancora pendente una richiesta di rinvio a giudizio per tredici persone (tra assessori, tecnici e funzionari comunali) indagate per omicidio e disastro colposi. L'altro, nonostante l’opposizione dei familiari della vittima che si sono costituiti parte civile con l'assistenza dell'avvocato Alessandro Campo, è stato archiviato. Condividendo la tesi del sostituto procuratore Silvia Benetti il gip ha escluso ogni responsabilità per Orlando (difeso dall’avvocato Roberto Mangano) e Cammarata per i quali “l’avvenuta delega le rispettive funzioni esclude a monte qualsivoglia addebito nei loro confronti. Neppure può ritenersi che i suddetti indagati avrebbero potuto adottare apposite ordinanze” previste in “situazioni di carattere eccezionale”.

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Il pericolo di frana sul Monte Gallo invece c’era da anni (come ammesso anche dai familiari della vittima), escludendo la possibilità di considerarla una situazione “eccezionale” che imponesse “un intervento di carattere emergenziale”. Quanto alla posizione di Li Castri il pm ha sottolineato il breve periodo (un mese) in cui il funzionario avrebbe rivestito la carica di capo area con gestione ad interim della Protezione civile. Verga, Cerniglia, Pisano e Cittati, pur essendo tecnici del gruppo di progettazione per la messa in sicurezza, sono stati “destinati - scriveva ancora il sostituto procuratore - a specifiche funzioni estranee ai fatti in contestazione”. Nè avrebbero avuto “ruoli o competenze necessarie per censurare l’operato altrui”.

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