Cronaca

"U scintilluni" tradito da un confidente, agli agenti ha negato la sua identità

Agli agenti che lo hanno fermato ha detto di chiamarsi Salvatore Messina. A dispetto del suo soprannome sembrava un clochard vestito con pinocchietti, calze a strisce, una maglietta a maniche corte e un foulard rosso

Il boss della Kalsa Antonio Lauricella

Più che “u scintilluni”, nomignolo affibbiatogli per la sua mania di vestire con abiti di marca, sembrava un clochard. Gli agenti della squadra mobile che hanno arrestato stamattina al mercato di Ballarò Antonio Lauricella, lo hanno fermato mentre era vestito con un paio di pinocchietti bianchi, calze a strisce una maglietta a maniche corte gialla e un foulard rosso al collo. La barba era bianca e incolta, in tasca non aveva telefono cellulare ma solo 40 euro.

Secondo quanto hanno riferito gli investigatori a tradire Antonio Lauricella, il boss mafioso della Kalsa, è stata una fonte confidenziale. Un personaggio ”a piede libero e affidabile”, lo hanno definito gli inquirenti. Lauricella, al momento del fermo, ai aggirava tra le bancarelle del mercato. Ai poliziotti ha detto di chiamarsi Salvatore Messina. Non aveva documenti addosso. Condotto alla squadra mobile ha continuato a negare la sua vera identità. Si è confuso, però, su alcune parentele.

Poi, messo alle stette, ha confessato: ''Sono io Lauricella'' e si è complimentato con il dirigente della sezione Carmine Mosca. Il mafioso Antonino Lauricella, latitante da sei anni quando è sceso dall'auto della polizia nell'atrio della squadra mobile aveva anche una fascia rossa legata attorno alla fronte tipo ''Rambo'' ed è sceso sorridendo, quasi compiaciuto, guardando la telecamera che lo riprendeva. Uscendo dalla squadra mobile per essere portato in carcere, il mafioso ha detto: "Tanti auguri". E poi ha aggiunto: "Ma non a voi", rivolgendosi ai giornalisti, "ma a loro", indicando i poliziotti.

"E' stato un arresto difficile per la cortina di omertà che si ergeva attorno a Lauricella", ha detto invece il procuratore aggiunto di Palermo, Ignazio De Francisci. "La Squadra Mobile di Palermo, con la consueta professionalità e impegno, è riuscita in quest'operazione. Siamo molto soddisfatti perché Lauricella, pur non essendo un latitante di primo piano, gestiva gli affari mafiosi nel cuore di Palermo".
 

 

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