Moduli modificati e l'ombra delle imprese: presunte anomalie sui fondi per il centro storico

Pochi giorni fa è stata pubblicata la graduatoria relativa agli 11 milioni del VII bando per riqualificare o ristrutturare immobili. Tra i beneficiari anche consiglieri comunali, parenti di assessori e funzionari. Il caso del preliminare da portare a rogito solo in caso di erogazione dei contributi

Piazza Caracciolo, il cuore della Vucciria

Moduli prestampati e modificati per dichiararsi “promittenti acquirenti”, con un preliminare di vendita scaduto e richieste avanzate più volte dalle stesse persone per ottenere i contributi per ristrutturare immobili nel centro storico. Undici milioni di euro erogati dal Comune, destinati ai privati, che nel caso in cui la graduatoria definitiva venisse confermata finirebbero nelle tasche fra gli altri di funzionari comunali, cugine di assessori, consiglieri comunali, figli e mogli di "inquilini" di Sala delle Lapidi (che hanno votato la delibera propedeutica), candidati che alle scorse elezioni correvano nelle liste che sostenevano il sindaco Orlando. O, ancora, alcuni componenti (o persone a loro vicine) di una società specializzata proprio nella riqualificazione di immobili, nonostante le imprese siano escluse dal regolamento.

Sono diverse le anomalie che adombrano il VII bando per il centro storico di cui, circa 10 giorni fa, è stata pubblicata la graduatoria definitiva che riporta gli 87 nominativi che hanno superato le prime scremature. Tra questi ci sono solo tre residenti che, stando al regolamento, l'Amministrazione avrebbe voluto "privilegiare". Ma dal Comune assicurano: "Se in sede di verifica dovessero saltare fuori irregolarità, queste persone non riceveranno i contributi". Non è chiaro quindi che genere di controlli siano stati eseguiti durante l'iter seguito sino ad ora.

Centro storico, 11 milioni per ristrutturare edifici degradati

Un'alta percentuale delle 87 istanze ammesse (42 su intere unità edilizie e 37 interventi parziali) riguarderebbe soggetti che avrebbero messo gli occhi su alcuni ruderi della Vucciria e più in generale del centro storico (e non dai suoi residenti). Tra questi, leggendo i documenti presentati per accedere ai contributi stanziati con la legge regionale 25/93, ci sono nomi riportati su più istanze e professionisti che insieme costituirebbero una cordata di architetti e imprenditori del settore che avrebbero richiesto i fondi in qualità di proprietari, di promittenti acquirenti o di procuratori di un consorzio legalmente costituito, indicando quali architetti incaricati della progettazione (spesa finanziata in parte anche grazie alle risorse messe a disposizione con il bando) uno studio d’architettura legato a doppio filo a una srl che, leggendo la visura camerala, si occupa di "acquisizione, costruzione, recupero, ristrutturazione e commercializzazione di immobili siti in Palermo, prospicienti ovvero adiacenti a piazza Garraffello".

La graduatoria di pochi giorni fa arriva al termine di un lungo percorso, iniziato con la pubblicazione del bando e proseguito con una delibera di Giunta di settembre 2016 (per la riapertura dei termini) e poi con un voto del Consiglio comunale (per rivedere i criteri di assegnazione). Una circostanza che potrebbe configurare un potenziale conflitto di interessi che rischierebbe di invalidare quanto fatto sin qui. Da allora ad oggi i richiedenti hanno presentato le loro istanze allegando tutta la documentazione richiesta in attesa delle verifiche che gli uffici comunali del Centro storico stanno eseguendo proprio in questi giorni. Quindi entro un paio di settimane al massimo l’Amministrazione dovrebbe procedere con l’erogazione dei contributi o, in caso di anomalie, con nuove esclusioni. Le presunte anomalie emerse dall’analisi dei documenti, però, sembrerebbero non essere state ancora individuate dall’apposita commissione (la cui composizione è cambiata nel tempo) che ha stilato la graduatoria. Non ci si sarebbe accorti di quei nomi ripetuti, di quelle persone che - in virtù di un preliminare sottoscritto qualche giorno prima della presentazione delle istanze - avrebbero chiesto i contributi cercando un escamotage per non restare incagliati tra le maglie del bando. L'articolo 2.2 delle note esplicative del regolamento individua infatti i destinatari: le persone fisiche non imprenditori edili.

La graduatoria del settimo bando

Dopo un accesso agli atti è venuto fuori che alcuni potenziali beneficiari dei contributi hanno promesso di acquistare le proprietà da due fratelli residenti a Milano, convenendo di perfezionare il rogito entro il 31 marzo 2018 (termine di scadenza dell'impegno contrattuale che riguardava oltre venti immobili) e subordinando la stipula del contratto all'acquisizione dei contributi. Con la clausola, in caso di esito negativo, di restituire i beni ai legittimi proprietari. Un dettaglio non da poco perchè, mancando il requisito al momento dell'approvazione della graduatoria, verrebbe meno il presupposto per accedere ai contributi. Nell'atto notarile sottoscritto a gennaio 2017 la parte alienante precisa che gli immobili sono stati “realizzati prima del 1967 e secondo le prescrizioni dell’epoca e che, successivamente, non sono state apportate modifiche soggette a licenza o concessione, ad eccezione di alcune opere effettuate in assenza di concessioni edilizie" che poi avrebbe cercato di sanare ma senza riuscirci. Non è chiaro se i finanziamenti del VII bando siano stati richiesti anche per le opere che sono state dichiarate abusive dalla parte alienante. Altra anomalia riguarderebbe i redditi di alcuni degli aspiranti beneficiari: dichiarano redditi derivanti da lavoro dipendente o pensione compresi tra i 7 e i 20 mila euro annui (redditi 2016 su 2015), ma avrebbero messo in conto di accendere mutui con cifre da capogiro.

Dell’unione tra pubblico e privato, in fondo, ne aveva parlato anche l’ex vicesindaco nonché attuale assessore alla Rigenerazione urbana Emilio Arcuri che a maggio 2017, su piazza Garraffello, aveva espresso il suo gradimento per l’investimento da 7 milioni di una cordata di privati che aveva rilevato gli immobili alcuni altamente degradati della della Vucciria. Già allora l’obiettivo era quello di riqualificare parte del centro storico per liberarlo dai ponteggi, restituirlo parzialmente al suo antico splendore ed evitare il rischio di nuovi crolli: “Un’iniziativa inedita nella nostra città, una partnership tra pubblico e privato", aveva detto.

Il capoarea Di Bartolomeo, firmatario delle determinazioni che ufficializzano le graduatorie, ha garantito che verrà utilizzato il pugno duro: "Qualora dovessimo riscontrare altre criticità - ha detto a PalermoToday - i soggetti beneficiari saranno esclusi". E qualcun altro rincara la dose, annunciando esposti in Procura nel caso in cui saltasse fuori che qualcuno ha dichiarato il falso per aggirare la norma. A proposito di Procura, pare che nei mesi scorsi i carabinieri abbiano spedito un'informativa in Tribunale per far luce su queste presunte anomalie.

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