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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Inaugurato l'anno giudiziario, tra pandemia e crisi del Csm: "Processi ancora troppo lunghi"

Il presidente della Corte d'Appello, Matteo Frasca, ha rimarcato la necessità di "garantire un servizio ai cittadini". Il consigliere Di Matteo: "Il potere approfitta della perdita di credibilità della magistratura" e ha aggiunto: "Nel trentennale delle stragi si trovino i loro mandanti esterni"

Poco dopo le 10.30 è stato ufficialmente inaugurato, con l'ingresso in aula magna dei giudici della Corte d'Appello, l'anno giudiziario anche nel distretto di Palermo. La cerimonia è stata molto più breve del solito per via della pandemia. Tra gli ospiti il direttore del Dap, Dino Petralia (già aggiunto a Palermo), e il consigliere del Csm, Nino Di Matteo (già sostituto alla Dda del capoluogo), il presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati, Antonello Armetta, oltre alla deputata Giusi Bartolozzi e al vicepresidente della Regione siciliana, Gaetano Armao.

Frasca: "Processi ancora troppo lunghi"

Il presidente della Corte d'Appello, Matteo Frasca, si è soffermato sul fatto che la pandemia "ha messo definitivamente a nudo le gravi criticità in cui versa la giustizia". Tra tutte l'eccessiva durata dei processi: "La lunghezza ingiustificata del processo penale, oltre a essere già una pena per gli imputati, colpevoli o innocenti che siano, una sofferenza per le parti offese, un rischio per la formazione della prova, un pregiudizio alla funzione rieducativa della pena, ha prodotto altri effetti distorsivi nel sistema, spostando il baricentro, anche mediatico, dal processo alla fase delle indagini preliminari nelle quali si prova a recuperare la celerità che manca nel primo, così come nelle misure cautelari si tende a individuare un effetto anticipatorio della pena. E si trascura, invece, che un processo dalla durata ragionevole concorre anche a rafforzare la credibilità della fase investigativa".

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"Non solo smaltire l'arretrato, ma garantire un servizio"

Frasca ha poi aggiunto, come riporta l'Adnkronos, che "l'ufficio del processo è il primo banco di prova di un nuovo modello di esercizio della giurisdizione. E' il più immediato strumento che, pur con alcune incognite, si propone di avviare la rivoluzione della giurisdizione e che non deve esaurire i proprio ruolo nel pur indispensabile compito di eliminare l'arretrato ma deve divenire, dopo la temporaneità imposta dalle direttive europee, una struttura stabile coessenziale all'efficace servizio della giurisdizione".

Di Matteo: "Csm in crisi, il potere ne approfitta"

L'intervento di Di Matteo è partito invece dalla considerazione che "stiamo vivendo una profonda crisi di credibilità della quale parte del potere vuole oggi approfittare per avviare un vero e proprio regolamento di conti contro quella parte di magistratura che si è dimostrata in passato capace veramente di esercitare il proprio ruolo a 360 gradi, di estendere al controllo della legalità anche all'esercizio del potere da parte di altri". E ha rimarcato, come riporta ancora l'Adnkronos: "Mi impegnerò fino all'ultimo giorno del mio mandato cercando di fare la mia parte per rendere l'attività consiliare più lineare e trasparente ed affrancarla dagli impropri condizionamenti di tipo politico o correntizio che ancora talvolta la caratterizzano. Auspico che il Csm sappia riscattarsi dalle opacità che ne hanno ridotto al minimo la credibilità e sappia recuperare la sua principale funzione: quella di tutelare l'autonomia e l'indipendenza della magistratura e di ciascun magistrato abbandonando per sempre squallide logiche di potere e sottopotere che hanno troppe volte ispirato le sue scelte".

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"Nel trentennale delle stragi trovare i mandanti esterni"

Di Matteo ha poi affermato: "Nel 2022 ricorre il trentennale delle stragi di Capaci e via D'Amelio. E' fondamentale coltivare la memoria. E' importante evitare che essa si trasformi soltanto in uno sterile esercizio retorico. Il miglior modo per ricordare i nostri morti è quello di lavorare con impegno, coraggio, determinazione e umiltà nella direzione della ricerca di mandanti e moventi ulteriori, anche esterni alla criminalità mafiosa in senso stretto, di quelle stragi, senza cedere al diffuso sentimento di rassegnazione a considerare impresa impossibile quella di colmare le lacune di verità che ancora residuano. E' anche per questo che la magistratura di questo distretto ha il diritto di tornare a percepire l'Organo di autogoverno come suo baluardo".

Petralia: "La pandemia è stata un detonatore sulle carceri"

Sul fronte del sistema penitenziario, come ha aggiunto Petralia durante la cerimonia, "la pandemia è stato un detonatore di cronici problemi, a cominciare dal sovraffollamento e dalla salute mentale, che hanno acuito i mali del carcere e alimentato tensioni. Sono previsti interventi pensati per migliorare la quotidianità di chi lavora e di chi vive all'interno degli Istituti. Nel Pnrr, intervenendo su precedenti progetti - ha spiegato -, è stata prevista la realizzazione di otto nuovi padiglioni, che non solo aumenteranno i posti, ma anche gli spazi necessari per il percorso di rieducazione e reinserimento del detenuto, come previsto dalla Costituzione, che parla di pena e non necessariamente di carcere".

Gli avvocati: "La giustizia sia orientata al vero e non solo alla celerità dei processi"

Durante la cerimonia è intervenuto anche il presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Palermo, Antonello Armetta, che si è soffermato sulle difficoltà provocate dalla pandemia sull'amministrazione della giustizia e ha pure sollevato degli interrogativi in relazione alla riforma del settore: "Siamo davvero certi che la giustizia possa essere velocizzata dall'ulteriore compressione dei termini di costituzione in giudizio o dalla necessaria articolazione dei messi di prova negli atti introduttivi, come sarà previsto nella prossima riforma?" e ha concluso: "L'Avvocatura non può accettare, in silenzio, il passaggio da una giustizia orientata al vero ad una giustizia orientata alla mera e celere definizione del giudizio, in cui contino solo celerità, velocità, efficienza ed in cui l'accertamento degli interessi delle persone è eventuale, ma non indispensabile".

Il sindaco Orlando: "Dal 1992 forte ribellione sociale a violenza mafia"

"L'inaugurazione dell'anno giudiziario è stata un'importante occasione di bilancio nell'azione di contrasto a ogni forma di illegalità e anche un richiamo al senso di responsabilità di tutti, della società civile e delle istituzioni nel ricordo del trentennale delle stragi del 1992, che hanno costituito uno dei momenti più bui della storia del nostro Paese. Ma da quel 1992 è poi nata una forte ribellione sociale alla violenza di Cosa Nostra che è stata fondamentale nel cammino di liberazione di Palermo dal governo della mafia", ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, in occasione della cerimonia.
 

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