Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

"La verità su zio Paolo? Non sono ottimista", parla la nipote di Borsellino

Dopo la scomparsa della sorella del giudice, Rita, gli eredi hanno raccolto il testimone portando avanti le iniziative in tema di legalità: "Un onore e un privilegio far parte di questa famiglia. Alla nonna non chiedevo di raccontarmi favole, ma qualcosa sullo zio"

"Non bisogna giudicare le istituzioni né le persone. Non tutti sono corrotti. In questi anni, però, si è parlato tanto ma fondamentalmente non si è detto niente. La speranza di arrivare alla verità sulla morte di zio Paolo c'è, prima o poi verrà fuori. Ne era convinta anche nonna Rita. Io, però, a dirla tutta non sono tanto ottimista". A parlare all'Adnkronos è Valentina Corrao, 18 anni, nipote di Rita Borsellino, la sorella del giudice antimafia ucciso dal tritolo di Cosa nostra 27 anni fa insieme ai cinque agenti della sua scorta. In via D'Amelio è arrivata di buon mattino, maglietta e pantaloni neri.

 

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"Questo era il momento della giornata che nonna Rita amava di più, diceva sempre che grazie al gioco si impara più facilmente", racconta. Rita Borsellino è scomparsa lo scorso anno ed è la prima commemorazione senza di lei. Le nipoti hanno raccolto il testimone. E proprio davanti alla casa di via D'Amelio hanno sistemato il gioco dell'oca. "Il tema è la lotta civile al femminile" spiega e nei tasselli realizzati con fogli A4 ci sono i volti delle donne impegnate nella lotta alla mafia da nonna Rita a Emanuela Loi, passando per Augusta Schiera, la mamma di Antonino Agostino, l'agente di polizia ucciso nell'agosto 1989 insieme alla giovane moglie, Ida Castelluccio e al figlio che teneva in grembo.

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"Facciamo memoria facendo giocare i bimbi", spiega Valentina. Il suo futuro è lontano da Palermo. "Spero di poter entrare all'Accademia teatrale di Roma o Milano. Si può parlare di legalità in qualsiasi modo e io spero di poterlo fare attraverso l'arte che come l'amore è universale e in grado di raggiungere il cuore di tutte le generazioni".

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Nei suoi coetanei la nipote di Rita Borsellino vede "un po' di indifferenza" nei confronti dei temi dell'antimafia. "Spero di riuscire a coinvolgere anche loro", ammette. La legalità lei l'ha respirata fin da piccola. "E' un onore e una grande responsabilità far parte di questa famiglia, ma per me è soprattutto un privilegio". Degli anni da piccola ricorda le notti trascorse in via D'Amelio a casa di nonna alla vigilia delle commemorazioni. "Dormivo qui e a nonna Rita per addormentarmi chiedevo di raccontarmi non le favole, ma qualcosa di zio Paolo. Adesso raccolgo il suo testimone. Ho il dovere di farlo".

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