menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Via D'Amelio, quella bomba che squarciò Palermo: il ricordo tra depistaggi e misteri

Ventisette anni dopo la città si ferma per ricordare il giudice Paolo Borsellino e i suoi agenti di scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Emanuela Loi e Vincenzo Li Muli

Minuto di silenzio alle 16.58 in via d'Amelio per ricordare il momento in cui 27 anni fa una Fiat 126 carica di esplosivo uccise il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Prima del silenzio sul palco sono stati letti i nomi delle vittime della strage, ognuno seguito da un applauso. 

Il primo 19 luglio senza Rita, il suo sorriso sul volto dei bimbi che colorano via D'Amelio

Così Palermo, come ogni anno, ha sublimato la valanga di iniziative organizzate per ricordare le vittime della strage. E' il primo anniversario senza la sorella del giudice, Rita, scomparsa la scorsa primavera. Sullo sfondo restano tanti punti oscuri dalla sparizione dell'agenda rossa dalla quale il giudice non si separava mai al  depistaggio (per il quale è in corso un processo a Caltanissetta ndr).

Mattarella: "Memoria, giustizia e verità sono doverose"

Qua sotto - ordinati in modo cronologico (dall'alto verso il basso) tutti i momenti salienti della giornata.

Ore 16.09

Deposizione di corone del Capo della Polizia Franco Gabrielli alla caserma Lungaro per ricordare gli agenti di scorta uccisi nella strage di via D'Amelio. Presenti alla cerimonia anche il Prefetto Antonella De Miro, il sindaco Leoluca Orlando, il questore Renato. Offese e i vertici delle forze dell'ordine. Oltre al Procuratore generale Roberto Scarpinato, il Presidente della corte d'Appello Matteo frasca e il Procuratore Franco Lo Voi.

Ore 15.59

"Sono qui non solo per celebrare la memoria di alcuni uomini dello Stato che sono stati trucidati in maniera squallida per volonta', forse non solo, di Cosa Nostra, ma anche per dare il senso di una rottura rispetto al passato". Così il presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra, arrivando in via D'Amelio per ricordare il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti di scorta. "Questa Commissione antimafia ha deciso di avviare la desecretazione di quanto era coperto da segreto funzionale - ha aggiunto -. Si tratta di 1.612 documenti ad oggi, ma potrebbero aumentare".

Ore 15.45

Così Enzo Letizia, segretario dell'associazione nazionale funzionari di polizia, a margine della giornata commemorativa: "Ci uniamo, senza se e senza ma, alla richiesta di verità espressa con tono severo dal Capo della Polizia nell'ambito della commemorazione della Strage di via D'Amelio. Siamo convinti che la memoria delle stragi di quella terribile stagione sia l'arma migliore per la lotta alle mafie ed alla corruzione, quest'ultima vero humus del crimine organizzato. Il valore della legalità va coltivato ogni giorno attraverso la conoscenza dei fenomeni criminali, è un dovere civico nei confronti di tutte le vittime della mafia".

Ore 15.27

"A 27 anni di distanza è necessario ricordare la strage di via D'Amelio in cui vennero assassinati il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta. È necessario perché è l'occasione per ripercorrere il lavoro e la lotta alle mafie portata avanti da Borsellino, per trarne un insegnamento che deve guidare la nostra attività di amministratori: non abbassare lo sguardo di fronte alla criminalità, non arretrare mai davanti a chi vuole bloccare quel processo di pulizia istituzionale e di ritorno della legalità di cui questo paese ha bisogno". Così in un post su Facebook la sindaca di Roma Virginia Raggi. "Vorrei ringraziare chi, oggi, a distanza di anni, sta provando a fare chiarezza sull'omicidio del giudice. La vita di Paolo Borsellino, invece, ci insegna che è possibile contrastare i clan criminali e i loro affari illeciti che hanno devastato interi pezzi dei nostri territori". "Non importa se per questo è necessario vivere sotto scorta o esporsi alle intimidazioni. Fare il nostro dovere, nell'esclusivo interesse dei cittadini, è il modo migliore per onorare il debito che tutti abbiamo nei confronti di chi, prima di noi, ha perso la propria libertà e la propria vita per il bene comune".

Ore 14

"Ho espresso grande apprezzamento  al Questore di Palermo ed un saluto al Capo della Polizia presente a Palermo a conferma della grande attenzione per la nostra realtà, ma anche dello straordinario contributo della polizia per un profondo cambiamento della nostra città. La Questura di Palermo si è ancora una volta confermata come punto di riferimento della legalità, dei diritti e della promozione della cultura come fondamento per l'affermazione della dignità della persona e della comunità. Artisti, docenti, studenti e operatori sociali hanno testimoniato l'importanza di un cammino comune per affrancare le nostre comunità da egoismi individualistici e soffocanti logiche di appartenenza delle mafie di ieri e di oggi". Così il sindaco Orlando durante l'incontro--dibattito, svoltosi nel chiostro della Questura.

Incontro in Questura, arriva Gigi d'Alessio e Fiammetta Borsellino va via
 

Ore 13.30

"C'è da capire se" tra gli investigatori che indagarono sulla strage di via D'Amelio e che oggi sono sotto processo mentre alcuni ok sono indagati "c'è stata ansia da prestazione o se c'è dell'altro, cioè se c'era una regia, un obiettivo, o la volontà di portare a un percorso diverso da quello che i fatti e le testimonianze dei collaboratori Di giustizia ci hanno portato. Noi siamo i primi a voler capire". Così il capo a Polizia Franco Gabrielli. "Se ci sono delle responsabilità - aggiunge - vanno individuate con nomi e cognomi. Anche noi lo rivendichiamo con forza".

Ore 13.11

"Non ci accontentiamo di verità di comodo. Se tra di noi qualcuno ha sbagliato o ha tradito, per ansia da prestazione o per oscuri progetti, noi siamo i primi a pretendere chiarezza e verità. E questo non e' negoziabile". E quanto dice il capo della polizia Franco Gabrielli commemorando Paolo Borsellino in Questura. "Il 23 maggio e il 19 luglio - aggiunge - sono entrati nella coscienza del nostro paese, appartengono al pantheon della memoria. Ma c'è un rischio: che queste date rimangano solo occasioni celebrative, una sorta di incontro tra reduci". Per questo "è importante combattere la mafia non solo sul piano repressivo".

Musumeci: "Borsellino tradito da chi doveva stargli vicino" | Video  

 

Ore 12.35

"Solo la verità con il senso civico, con il riaffermarsi della legalità e della giustizia non potrà certo restituirci i nostri cari morti ingiustamente finalmente ma potrà placare i nostri cuori". Così il questore Renato Cortese durante la commemorazione di Paolo Borsellino nel chiostro della questura. "Dobbiamo ricordare senza paura, è importante non dimenticare", dice alla presenza del capo della polizia Franco Gabrielli.

Incontro in Questura: arriva Gigi D'Alessio e Fiammetta Borsellino va via

Ore 12.30

"Oggi non ci limitiamo a ricordare le vittime, ma rinnoviamo l'impegno quotidiano e incessante nella lotta contro le mafie, un impegno che lo Stato deve portare avanti attraverso tutti gli strumenti a sua disposizione: predisponendo normative costantemente attente a contrastare il fenomeno mafioso, promuovendo giustizia sociale e un movimento culturale e morale, perseguendo trasparenza e verità".  Lo dice il presidente della Camera Roberto Fico. "Proprio pochi giorni fa - aggiunge - grazie al lavoro prezioso di declassificazione della Commissione parlamentare Antimafia - che si inserisce nel solco del percorso avviato in questo ambito dalla Camera - sono state rese note le dichiarazioni che Borsellino rese durante alcune audizioni negli anni 80. Ascoltare quelle parole addolora. Ci ricordano che non dobbiamo mai lasciar soli gli uomini impegnati in prima fila contro la criminalità organizzata, e che ogni gesto è decisivo. Quella contro le mafie è una battaglia di civiltà che deve vedere tutti uniti: magistrati, forze dell'ordine, istituzioni e tutte le persone che con i loro comportamenti all'insegna della legalità, con coraggio e senso civico, possono veramente cambiare le cose".

Lorefice: "Lo Stato aiuti a credere nella giustizia"

Ore 12.20

"Commemorare Paolo Borsellino è un dovere per tutti noi. Un dovere che non si deve manifestare soltanto il giorno della ricorrenza della strage di via D’Amelio, il 19 luglio, ma quotidianamente. Bisogna, soprattutto, parlarne con i più giovani per mantenere viva la memoria non solo di vittime come Borsellino e Giovanni Falcone ma di tutte quelle che, innocenti, sono cadute a causa della violenza mafiosa". Così il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, ricorda il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta. "Le istituzioni giudiziarie – aggiunge Miccichè – sono chiamate a fare luce sui depistaggi e sulle false verità che hanno contraddistinto le indagini su via D’Amelio".

Ore 12

"Il 19 luglio moriva, ucciso con la sua scorta, in un attentato di mafia in via D'amelio a Palermo, il magistrato Paolo Borsellino. Ricordarlo significa rinnovare ogni volta il valore del suo impegno nella battaglia contro la mafia per l'affermazione della legalità. Le mafie possono essere sconfitte. Ma solo coltivando la memoria e promuovendo l'educazione civica fra le giovani generazioni può germogliare il seme della libertà". Lo scrive su Facebook il ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti.

"La verità su zio Paolo? Non sono ottimista", parla la nipote di Borsellino

Ore 11.35

Il questore Renato Cortese ha ricordato, nel suo intervento alla presenza del capo della polizia, Rita Borsellino "che ha lottato tutta la vita per tenere vivo il ricordo del fratello". Un ringraziamento anche alla presenza di Manfredi Borsellino, figlio di Paolo Borsellino e oggi funzionario di polizia. "Ha dato a quegli avvenimenti il senso più grande decidendo di indossare la divisa", ha detto.

Maria Falcone: "Con la famiglia Borsellino chiediamo tutta la verità"

Ore 11.20

"Da cittadina siciliana e ora da ministro non posso che onorare la memoria e l'esempio di Borsellino, uomo di Stato, guerriero della legalità". Così su Facebook il ministro della Salute Giulia Grillo ricorda l'anniversario della strage di via D'Amelio. "Le parole di Paolo Borsellino risuonano ancora potenti a 27 anni dal suo assassinio: 'Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d'accordo'", ricorda.

Ore 11.10

Il capo della polizia, il prefetto Franco Gabrielli, è arrivato in questura a per la commemorazione della strage di via D'Amelio. Ad accoglierlo il questore Renato Cortese e il sindaco Leoluca Orlando. Presente anche il capo della Direzione centrale anticrimine Francesco Messina. Durante la Commemorazione interverrà anche il Cantante Gigi D'Alessio.

Ore 11.05

"Veniva assassinato 27 anni fa, insieme alla sua scorta, il magistrato Paolo Borsellino. Tra depistaggi e insabbiamenti, ancora oggi questa pagina buia della nostra storia non conosce verita'. Per questo Fratelli d'Italia chiede l'istituzione di una commissione d'inchiesta sull'attentato di via D'Amelio. Appurare la verità è un atto dovuto nei confronti della memoria delle vittime e di tutti gli italiani onesti che, nell'esempio di eroi come Borsellino, si battono ogni giorno per liberare l'Italia dall'oppressione mafiosa. Noi non dimentichiamo: Paolo vive". Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, che in un successivo post aggiunge: "Come ogni anno, questa sera sarò alla tradizionale fiaccolata del 19 luglio in memoria di Paolo Borsellino".

Ore 10.55

"Libertà, giustizia, coraggio, rigore morale: ancora oggi, a 27 anni di distanza dalla strage di via D'Amelio, il ricordo degli ideali che animavano Paolo Borsellino e ai quali egli improntò tutta la sua vita privata e professionale, è vivo e pulsante nella memoria collettiva del Paese. Un segno indelebile dell'esempio che Borsellino ancora oggi incarna per tante generazioni di italiani". Lo dice il presidente del Senato Elisabetta Casellati, che aggiunge: "Ai familiari di Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta esprimo la mia vicinanza: il dovere delle istituzioni deve essere quello di sostenerli fino in fondo nella ricerca della verità assoluta dei fatti. Finchè ciò non avverrà e finchè le organizzazioni criminali non verranno definitivamente disarticolate e sconfitte, il loro ricordo non potrà mai dirsi davvero onorato. È guardando a figure come Paolo Borsellino - conclude - che i magistrati e le istituzioni giudiziarie italiane possono e debbono attingere le energie per rinnovare ogni giorno il loro impegno in nome della giustizia e della legalità".

Musumeci: "Borsellino tradito da chi doveva stargli vicino" | VIDEO

Ore 10.50

"Sono passati 27 anni da quando Paolo Borsellino e i suoi cinque agenti di scorta persero la vita nell'attentato di via D'Amelio". Lo ricorda su Fb il ministero della Difesa, Elisabetta Trenta. "Oggi come allora ricordiamo con orgoglio il loro esempio di determinazione, coraggio, senso di giustizia e fedeltà allo Stato", sottolinea Trenta.

La sorella dell'agente Li Muli: "E' stato tradito dallo Stato in cui credeva"

Ore 10.45

"È incredibile pensare che siano passati 27 anni dalla strage via D'Amelio, anni in cui lo Stato ha inflitto colpi durissimi alla mafia, ma ancora non definitivi. E soprattutto, anni in cui non si è arrivati, nonostante gli sforzi, a svelare alcuni aspetti fondamentali e oscuri della strage che ha portato alla morte di Paolo, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Nel loro nome non dobbiamo smettere di combattere e di cercare la verità", scrive su Facebook l'ex presidente del Senato Pietro Grasso.
Grasso cita l'audio reso pubblico nei giorni scorsi dalla commissione nazionale antimafia in cui il giudice sottolineava i problemi del sistema giudiziario e della protezione che gli era stata assegnata. "'Non capisco che senso abbia perdere la libertà di mattina per poi essere libero di essere ucciso la sera'. In questa risposta tagliente - scrive Grasso - c’è tutto il Paolo Borsellino che conosco. La rabbia di chi era consapevole di cosa servisse per combattere efficacemente la mafia, e già nel 1984 pretendeva dallo Stato totale dedizione e collaborazione; la lucidità di analisi, che lo rese insieme a Falcone il punto di riferimento di tutti noi magistrati e fiero nemico di Cosa nostra; l'ironia palermitana, quella capacità unica di strappare un sorriso - troppo spesso amaro - davanti a difficoltà grandissime. Paolo ha affrontato tutte quelle difficoltà con la consapevolezza di fare 'solo' il proprio dovere, con l’affabilità nei modi dei grandi uomini, con la fermezza del cittadino modello, devoto alla Costituzione e alla toga che aveva scelto di indossare. Sentire di nuovo la sua voce mi ha ancora una volta commosso. Ha riacceso ricordi lontani nel tempo che pure è impossibile dimenticare".

L'audio inedito di Paolo Borsellino: "Sono liberi di uccidermi di sera"

Ore 10.30

"Quest’anno una iniziativa sobria, nello spirito invocato dalla famiglia Borsellino. Chiediamo verità per Paolo. Nient’altro", dice l'assessore regionale alla Salute Ruggero Razza.

Fiammetta Borsellino: "Papà non smetteva mai di sorridere" | VIDEO

Ore 10.20

Il ministro per il Sud Barbara Lezzi ha pubblicato sulla sua pagina Facebook il video dell'ultimo intervento pubblico di Paolo Borsellino. Era il 25 giugno 1992. "Borsellino - scrive il ministro - vive da morto che cammina ma lascia testimonianze, rivela il suo pensiero, racconta della solitudine di Falcone. Oggi ricordiamo e rendiamo onore a Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina. Uomini e donne delle Istituzioni abbandonati da queste al loro destino segnato e annunciato".

Ore 10

"Siamo davanti all'albero di ulivo che simboleggia l'eternità del messaggio che hanno voluto lasciare Paolo Borsellino, la sua scorta e anche Giovanni Falcone e gli uomini che lo accompagnavano e tutti coloro che sono caduti nella trincea della lotta alla mafia". Lo ha detto il presidente della Regione Nello Musumeci. "E' un iniziativa sobria, breve, semplice come è giusto che sia - ha detto il governatore siciliano -, il messaggio che deve passare soprattutto a questi giovani meravigliosi che ho incontrato qua, ai quali dobbiamo spiegare che ognuno di noi è impegnato e deve sentirsi impegnato sul fronte della Antimafia che non deve essere sgridata non deve essere un passaporto per affrontare con comunità le criticità della vita l'antimafia va praticata giorno dopo giorno nel silenzio del dovere e il dovere si fa sempre in silenzio”.

"Un inferno che porto sempre addosso", il grido di dolore del sopravvissuto 

Ore 9,45

Il presidente della Regione Nello Musumeci si è recato in via D'Amelio per rendere omaggio alle vittime. deponendo una corona di fiori ai piedi dell'albero della pace. Insieme a Musumeci, anche gli assessori regionali Gaetano Armao, Ruggero Razza e Toto Cordaro hanno reso omaggio alle vittime.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PalermoToday è in caricamento