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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca

Palermo si ritrova ai piedi dell'albero Falcone, Mattarella: "O si è contro la mafia o si è complici"

Il monito del presidente della Repubblica, in città con le più alte cariche dello Stato, per partecipare alle iniziative in memoria delle vittime dell'attentato del 23 maggio 1992 costato la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro 

Il 23 maggio del 1992, in quello che sembrava un normalissimo pomeriggio palermitano di quasi estate, cambiavano le sorti della città, della Sicilia, del Paese intero. Una potente carica di esplosivo sventrava l'autostrada Palermo-Mazara all'altezza di Capaci: in un inferno di fiamme e fumo, lamiere e asfalto la mafia compiva la sua vendetta contro il giudice Giovanni Falcone. Con lui morivano la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Il 19 luglio dello stesso anno la stessa sentenza di morte, questa volta in via D'Amelio, veniva eseguita per Paolo Borsellino Con lui c'erano i suoi angeli custodi: Agostino Catalano, Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e anche prima donna della polizia a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.  

Il 23 maggio e il 19 luglio sono le pagine più buie della storia di Palermo, ma segnano allo stesso tempo il risveglio della società civile che davanti a tanta barbarie inizia ad alzare la testa. Il 23 maggio è ormai da anni diventata la data simbolo della lotta alla mafia, del "no" al malaffare. E ogni anno, grazie anche all'impegno della fondazione Falcone (creata dalla sorella del giudice, Maria) e del Miur, l'Italia intera si mobilita con l'iniziativa "Palermo chiama Italia" per ricordare e rinnovare l'impegno per la legalità. Il programma del 2021, nel 29esimo anniversario della strage, risente dei limiti imposti dalla pandemia, ma è comunque fitto di appuntamenti e vede la presenza in città anche del capo dello Stato, Sergio Mattarella. 

VIDEO | All'albero Falcone risuona il Silenzio 

Ore 17.58 - Suona il Silenzio in memoria delle vittime delle stragi. La folla radunata in via Notarbartolo si scioglie dopo un lungo e commosso applauso.

Ore 17.50 - Da quando sono presidente della Camera sono sempre venuto qui, credo che le istituzioni vadano servite sempre fino in fondo e tramite le istituzioni serviamo tutti i cittadini italiani". Roberto Fico, presidente della Camera, lo dice partecipando a Palermo alle celebrazioni del 29mo anniversario della strage di Capaci all'albero Falcone. "La sensazione di rivalsa, di ribellione, di giustizia la riaffermiamo ogni anno qui sotto questo albero - dice Fico - da quando Palermo scese in strada abbiamo combattuto fino in fondo" la mafia, e "ogni anno non dobbiamo dire facciamo un passo avanti, non dobbiamo dimenticare che l'obiettivo è distruggere insieme e per sempre la criminalità organizzata"

Ore 17 - Una piccola folla si è radunata nonostante i divieti anti Covid in via Notarbartolo, ai piedi dell'albero Falcone, diventato uno dei "simboli" della Palermo che resiste. Alle 17,58 sarà suonato il Silenzio e saranno scanditi i nomi delle vittime delle stragi di Capaci e via d'Amelio. La strada è "colorata" da striscioni che riportano frasi come "Fuori la mafia dallo Stato", "Mai più trattative Stato-mafia". 

All'ombra dell'albero Falcone i sogni della Palermo antimafia

Ore 16.30 - Sono state premiate le scuole vincitrici del concorso nazionale "Cittadini di un'Europa libera dalle mafie" del Miur con la fondazione Falcone. Sono: l'istituto comprensivo Pascoli-scuola primaria, Rieti, con l'elaborato "Girotondo dell'Innocenza"; l'istituto comprensivo Ugo Betti-scuola secondaria I grado, Fermo (FM), classe di Violino, con l'elaborato "Da Isola felice a Strasburgo, la vera Unione fa la forza"; il liceo artistico Michelangelo Buonarroti-scuola secondaria di II grado - Latina (LT) - classe VF, con l'elaborato "Io Cittadino di un'Europa libera dalle mafie".

"Le opere che le scuole hanno realizzato - ha sottolineato il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi - rappresentano in modo alto il valore della legalità e dimostrano il grande impegno della scuola su questi temi. Gli Istituti scolastici vincitori, insieme a tutti quelli che hanno partecipato a questo concorso, sono un esempio e motivo di speranza non solo per l'Italia, ma anche fuori dai confini nazionali. Si vince contro le mafie solo se siamo tutti uniti e i nostri ragazzi ce lo ricordano con le loro opere e con la loro partecipazione".

questore laricchia tomba schifani2-2Ore 15.30 - Il questore di Palermo ha reso omaggio a Francesca Morvillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, seppelliti al cimitero dei Rotoli.

Ore 15.27 - Anche il calcio ricorda le vittime della strage di Capaci del 23 maggio 1992. In occasione del primo turno della fase nazionale dei playoff tra Palermo e Avellino, sugli spalti del Barbera non ci sono solo i soliti striscioni del tifo organizzato, ma anche dei lenzuoli bianchi: quelli che da ventinove anni siamo abituati a vedere sventolare dai balconi palermitani per commemorare simbolicamente le stragi di mafia e, in particolare il 23 maggio, il sacrificio del giudice Giovanni Falcone con Francesca Morvillo e gli agenti di scorta. L'iniziativa del club rosanero e Addiopizzo. Alle 17,58, ora della strage, il gioco si fermerà per osservare un minuto di silenzio.

Ore 14 - "Nel 29esimo anniversario del sacrificio del giudice Falcone, della moglie e della scorta, questa mattina il presidente della Repubblica Mattarella, citando Antonino Caponnetto, ci ha autorevolmente ricordato come la mafia abbia più timore della scuola che della stessa giustizia. Questa ricorrenza è stata un’occasione importante per fare il punto sulla scuola in Sicilia, grazie alla presenza e alla disponibilità del ministro Bianchi che ha apprezzato e riconosciuto il grande lavoro fatto in Sicilia nel corso della pandemia". Lo dice l'assessore regionale all'Istruzione, Roberto Lagalla, che stamani ha accompagnato il titolare del Miur in tutte le tappe fatte in città.

"Il ministro - rivela l’assessore - ha anche voluto ribadire la significativa convergenza tra le iniziative locali e nazionali e ha espresso apprezzamento e sostegno alle attività e ai programmi introdotti dalla Regione a sostegno delle scuole di ogni ordine e grado. C’è la volontà comune di anticipare, in Sicilia, alcune strategie nazionali, anche nell’ottica del Pnrr e di dare ulteriore impulso ai piani della Regione per il potenziamento del tempo pieno, per il prolungamento del tempo scuola, per la lotta alle povertà educative e alla dispersione scolastica e per il rafforzamento della scuola digitale".

ministro bianchi istitutto Borsellino-2Ore 13 - Il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi visita l'istituto comprensivo "Rita Borsellino" in piazza Magione nel quartiere Kalsa dove i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono nati. Con lui il sindaco Leoluca Orlando e l'assessore regionale all'Istruzione, Roberto Lagalla. "Palermo mi ha riempito il cuore  -ha detto il ministro -. Nella scuola palermitana non occorre fare una rivoluzione perché qui la rivoluzione è già in atto. Occorre che la scuola palermitana sia esempio per tutto il Paese". 

La scuola Rita Borsellino, interamente ristrutturata e dotata anche di piscina, tempo prolungato e tante attività laboratoriali, è una delle eccellenze sempre più diffuse nei diversi quartieri della città nella fascia 0-6 anni e scuola dell'obbligo.

Mattarella visita l'hub vaccinale della Fiera, il saluto agli anziani e il selfie con i giovani

Ore 11.10 - Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato all'hub vaccinale della Fiera del Mediterraneo dove visiterà gli stand dedicati alla vaccinazione dei pazienti. Ad accoglierlo, tra gli altri, il presidente della Regione Nello Musumeci, il commissario Covid Renato Costa, il generale Maurizio Scardino, comandante dell'Esercito in Sicilia. Mattarella visiterà il padiglione 20. 

VIDEO | Mattarella accolto tra gli applausi alla Fiera

Ore 11 - "La strage di Capaci è una ferita ancora aperta per il nostro Paese. Il groviglio di queste lamiere è anche simbolo di una riscossa civile e culturale che, insieme all'impegno delle istituzioni, ha profondamente cambiato la città sottraendola al governo del sistema di potere politico affaristico mafioso". Lo ha detto il sindaco Leoluca Orlando, presente alla caserma Lungaro.

Ore 10.50 - "Il 23 maggio da 29 anni è una data importante e impressa nella mente della collettività, che niente e nessuno potrà cancellare". Così Tina Montinaro, moglie di Antonio, capo scorta di Giovanni Falcone morti il 23 maggio del 1992 nella strage di Capaci, intervenendo alla caserma Lungaro. Tina Montinaro è anche presidente dell'associazione "Quarto Savona 15", nome della sigla radio attribuita agli uomini che difendevano il magistrato. "Uomini che credevano nello Stato", ha rimarcato Montinaro che poi, rivolgendosi a presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha aggiunto: "Il tritolo è entrato in casa mia ma da allora gli occhi, il cuore e il pensiero di mio marito camminano attraverso me e i miei figli". 

cerimonia caserma lungaro 23 maggio 2021 _ teca3-2Ore 10.40 - Svelata alla caserma Pietro Lungaro, sede del reparto scorte della polizia, la teca contenente i resti della Fiat Croma "Quarto Savona 15", l'auto su cui viaggiavano i tre agenti di scorta di Giovanni Falcone morti a Capaci e che è stata oggetto di un recente intervento di restauro. A scoprirla a sono stati il capo della polizia, Lamberto Giannini, e il questore, Leopoldo Laricchia, insieme con i parenti delle vittime delle stragi di Capaci e via D'Amelio. Sono poi stati consegnati ai familiari dei poliziotti deceduti nelle due stragi i nuovi distintivi di qualifica. "Perché Antonio, Rocco, Vito, Emanuela, Agostino, Walter Eddie, Vincenzo e Claudio sono ancora tra noi", dicono dalla Questura.

Ore 10.40 - "Questo posto per i poliziotti di Palermo è un luogo della memoria, carico di un profondo significato che interpella ognuno di noi poliziotti sulla scelta di servizio e di vita, rendendola ogni giorno più salda. Un luogo che porta in sè una sacralità espressa in simboli: il tricolore, la lapide e la teca che contiene ciò che rimane della Quarto Savona 15". Queste le parole del questore Leopoldo Laricchia, intervenuto alla caserma Lungaro.

Ore 10.35  -"E' nato da quel sangue versato a Capaci un Paese più consapevole". Lo ha detto il ministro Luciana Lamorgese intervenendo alla caserma Lungaro, sede del reparto scorte della Questura.

Alla caserma Lungaro i resti dell'auto di scorta di Falcone

Ore 10.30 - "Giovanni, Paolo, Francesca, Rocco, Vito, Antonio, Walter Eddie, Claudio, Emanuela, Vincenzo, Agostino continuano a essere per noi l'esempio di ciò che significa vivere in nome di un principio nella più completa consapevolezza dei rischi di questa scelta, dei rischi che si corrono''. Comincia così il discorso pronunciato dal capo della Polizia, Lamberto Giannini, durante la commemorazione del 29esimo anniversario della strage di Capaci alla caserma Lungaro. ''Voglio ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile la seconda vita della Quarto Savona 15, a partire da Tina Montinaro - dice il capo della oolizia - Perché questa è la potenza del ricordo e soprattutto la forza di chi si impegna a tenerlo sempre vivo. Soltanto così l'incedere inesorabile del tempo non disperde ma, anzi, diffonde e plasma una memoria condivisa di tutti noi. Colgo l'occasione per esprimere i miei sentimenti più sinceri di vicinanza ai familiari dei caduti e ad Antonio sopravvissuti a questi tragici eventi che hanno lasciato segni indelebili nella loro coscienza". 

Mattarella striglia le toghe: "Contese e polemiche minano autorevolezza magistratura"

Mattarella caserma Lungaro1-2Ore 10.13 - Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla caserma Lungaro, sede del reparto scorte della Questura, depone una corona d'alloro alla lapide dei caduti nelle Stragi e presenzia allo svelamento della nuova teca in cui sono conservati i resti della Fiat Croma Quarto Savona 15.

Ore 10 - "Ero in servizio a Roma il 23 maggio di 29 anni fa. Ricordo quando arrivò questa terribile notizia, in quel momento non si capiva bene cosa fosse accaduto. Poi man mano, la situazione diventava più chiara e ci fu un attimo terribile, di sconcerto, sconforto, dolore e preoccupazione. Da una parte si cercavano notizie, dall'altra dovevamo continuare nel nostro lavoro. Era un continuo di chiamate al 113, alcune anche da parte dei cittadini solo per mostrarci senso di vicinanza e affetto. Una cosa che ci colpì molto". Così il capo della polizia. Lamberto Giannini, nell'aula bunker dell'Ucciardone. "Fu davvero un momento difficile - ha aggiunto - Falcone era per tutti noi un simbolo. Vedevamo le facce nostri ragazzi più giovani atterrite, sapevamo che anche lì c'erano nostri ragazzi. Poi per Borsellino, quando cambiai ufficio e andai alla Digos di Roma, lo stesso grande dolore, la stessa reazione, lo stesso sconcerto". 

mattarella aula bunker intervento 2-2Ore 9.40 - "E' sempre di grande significato ritrovarsi nel bunker, un luogo di grande valenza simbolica, dove lo Stato ha assestato importanti colpi alla mafia". Con queste parole il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha iniziato il suo intervento all'Ucciardone per ricordare le vittime della strage di Capaci. 

"La mafia, lo sappiamo, esiste tuttora. Non è stata ancora definitivamente sconfitta. Estende i suoi tentacoli nefasti in attività illecite e insidiose anche a livello internazionale. Per questo è necessario tenere sempre la guardia alta e l’attenzione vigile da parte di tutte le forze dello Stato. Ma la condanna popolare, ampia e possente, ha respinto con efficacia, in modo chiaro, corale e diffuso, i crimini, gli uomini, i metodi, l’esistenza della mafia. Nessuna zona grigia, nessuna omertà né tacita connivenza: o si sta contro la mafia o si è complici dei mafiosi. Non vi sono alternative", il duro monito di Mattarella.

Mattarella ha voluto sottolineare come "L'onda di sdegno e di commozione generale, suscitata dopo i gravissimi attentati a Falcone e a Borsellino, il grido di dolore e di protesta che si è levato dagli italiani liberi e onesti è diventato movimento, passione, azione. Hanno messo radici solide nella società. Con un lavorio paziente e incessante, hanno contribuito a spezzare le catene della paura, della reticenza, dell'ambiguità, del conformismo, del silenzio, della complicità".  

Mattarella ha poi citato uno dei magistrati simbolo della lotta alla criminalità organizzata: "La mafia, diceva Antonino Caponnetto, 'teme la scuola più della Giustizia, l'istruzione toglie l'erba sotto i piedi della cultura mafiosa'. Una organizzazione criminale, che ha fatto di una malintesa, distorta e falsa onorabilità il suo codice di condotta, in questi ultimi decenni ha perduto terreno nella capacità di aggregare e di generare, anche attraverso il terrore, consenso e omertà tra la popolazione. La mafia, con queste premesse, non è invincibile. Può essere definitivamente sconfitta, realizzando così la lucida profezia di Giovanni Falcone".

Ore 9.38 - In aula bunker sono presenti magistrati, amici e colleghi di Falcone e Borsellino. Toccante l'incontro tra il presidente del Maxiprocesso Alfonso Giordano e il capo dello Stato Sergio Mattarella.

Ore 9.35 - "Giovanni diceva che Palermo era come una bella signora affacciata alla finestra che aspettava di vedere come finiva la corrida. Oggi è una città che partecipa. Ce lo ha dimostrato in questo momento in cui abbiamo portato in città l'arte, l'abbiamo visto attraverso la creazione di grandi murales. Abbiamo strappato il controllo del territorio alla mafia attraverso i ragazzi". Lo ha detto Maria Falcone, intervenuta nell'aula bunker del carcere Ucciardone.

Ore 9.30 - "Tutti i ragazzi d'Italia sono qui oggi, in questa giornata che ricorda come la legalità è il diritto di vivere una vita felice e insieme. Torneremo l'anno prossimo e arriveremo a Palermo con la banchina piena di ragazzi. Il ministero deve essere la casa di tutti i bambini e le bambine. Il primo volto dello Stato e' quando un bambino va a scuola e vede la propria maestra". Lo ha detto Patrizio Bianchi, ministro dell'Istruzione, nell'aula bunker dell'Ucciardone. Il titolare del Miur ha anche srotolato uno striscione realizzato da alcuni alunni di una scuola di Roma. 

cartabia aula bunker-2Ore 9.20 - "Il lavoro di Falcone è stato quello di andare alla ricerca della forza economica della mafia. E lo portò a sviluppare la consapevolezza che bisognava superare i confini nazionali". Lo ha detto il ministro della Giustizia Marta Cartabia intervento all'aula bunker.

Ore 9.10 - "L'emozione di ricordare il giudice Falcone, la moglie e la scorta è sempre grande. Il metodo Falcone ha dato un'impronta, l'avere punti informativi e di collegamento con tutti, fare rete con tutti coloro che facevano indagini sulla mafia". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, intervenuta nell'aula bunker del carcere Ucciardone. La titolare del Viminale ha ricordato che Falcone "Ha portato un ulteriore elemento: l'avvicinamento delle normative a livello nazionale e mondiale. E non dimentichiamo che istituì la Direzione Nazionale Antimafia".

Ore 9 -"Ero uno studente quando la mafia uccise Giovanni Falcone e, poco dopo, Paolo Borsellino. Furono due momenti tragici che mi segnarono profondamente, come segnarono tutto il Paese e un’intera generazione. Quelle del 23 maggio e del 19 luglio 1992 sono immagini che non si dimenticano. Hanno suscitato rabbia, indignazione, paura. E hanno fatto maturare dentro di noi la necessità di non farci assalire dallo sconforto, ma al contrario di farci carico delle idee, dell’esempio, della serietà e del lavoro di Falcone e Borsellino e di portare avanti la battaglia contro le mafie. Un impegno che deve essere quotidiano perché il cambiamento del nostro Paese parte da noi, da ogni singolo individuo". E' quanto si legge sulla pagina Facebook del presidente della Camera, Roberto Fico.

orlando mattarella tricolore scuola-2Ore 8.50 - Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, entra nell'aula bunker del carcere Ucciardone. Al suo arrivo, all'esterno della struttura, è stato accolto dal sindaco Leoluca Orlando e dai presidenti di Regione e Ars, Nello Musumeci e Gianfranco Miccichè. Il primo cittadino ha consegnato al capo dello Stato il Tricolore realizzato dai bambini della scuola Cavallari di Brancaccio in ricordo di tutte le vittime di mafia.

Ore 8.40 - "Purtroppo i fatti di mafia e le stragi sono avvenimenti complessi e hanno bisogno di ulteriori ricerche della verità: ancora oggi dobbiamo capire chi, oltre a Cosa nostra, ha dato un supporto a queste stragi, a cominciare da quella di Falcone". Lo ha detto il senatore di Leu, Pietro Grasso, ex procuratore di Palermo, al suo arrivo all'aula bunker del carcere Ucciardone per l'anniversario della strage di Capaci. "Gli strumenti per la lotta alla mafia ci sono ma bisogna continuare con la partecipazione delle persone", ha aggiunto. 

lamorgese capaci-3Ore 8.30 - Il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, accompagnata dal capo della polizia Lamberto Giannini, ha deposto una corona d'alloro alla Stele commemorativa di Capaci, sull'autostrada Palermo-Mazara del Vallo, in ricordo vittime attentato del 23 maggio 1992.

Ore 8.20 - Hanno preso il via al porto le iniziative in ricordo di Giovanni Falcone. Un'orchestra di studenti dell'Istituto Regina Margherita si è esibita alla presenza del ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi e della presidente della Fondazione Falcone, Maria Falcone, eseguendo l'inno d'Italia.

Nell'aula bunker dell'Ucciardone il ricordo di Giovanni Falcone

"Di cosa siamo Capaci"

Lo slogan di quest'anno gioca sulla parola "capaci". Lo scopo è portare alla luce storie di ordinario coraggio. Il tema farà da filo conduttore durante le celebrazioni e ùha accompagnato anche la fase preparatoria, con l’obiettivo di far emergere e risaltare esempi positivi di impegno e altruismo.

"'Di cosa siamo Capaci’ - sottolinea Maria Falcone - è una frase semplice, immediata che punta a valorizzare storie positive, esempi di coraggio e altruismo in momenti bui del Paese, testimonianze di resilienza non necessariamente collegate alle mafie. Vogliamo insomma narrare di cosa siamo Capaci come cittadini, come singoli individui, come comunità. Abbiamo pensato a modi diversi per coinvolgere i ragazzi e i cittadini - spiega - È nato così ‘Spazi Capaci’, un progetto di memoria 4.0 che ci consente di riappropriarci attraverso l’arte dei luoghi che la pandemia ci ha sottratto e che potrebbero essere di nuovo 'occupati' dalla criminalità organizzata. Abbiamo chiesto ad alcuni tra i maggiori artisti italiani - prosegue Maria Falcone  - di contribuire alla realizzazione di un programma speciale di interventi urbani, nei luoghi simbolo del riscatto civile contro le cosche. La bellezza e la cultura sono armi importanti contro la paura e l’omertà".

Atti del Maxiprocesso alla mafia in formato digitale: "Onoriamo Falcone"


 
 

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