"Per l'attentato all'Addaura Giovanni tradito da organi istituzionali", l'accusa di Morvillo

Alfredo Morvillo procuratore di Trapani e fratello di Francesca, moglie di Giovanni Falcone, ricorda il fallito attentato contro il cognato del 21 giugno 1989. L'atto di accusa: "E' stato fatto tanto in termini di repressione, ma certa politica è ancora una palla al piede"

Alfredo Morvillo - foto archivio

Per il fallito attentato all'Addaura del 21 giugno 1989 contro il giudice Giovanni Falcone "è pacifico che qualche appartenente a certi organi istituzionali lo abbia tradito, perché è un attentato che presupponeva che Falcone andasse al mare quel giorno è da quando aveva preso la casa al mare non era sceso su quella scogliera". E' la denuncia di Alfredo Morvillo, procuratore di Trapani e fratello di Francesca, moglie di Giovanni Falcone morta con lui nella strage di Capaci. Morvillo ha partecipato alla manifestazione organizzata dall'Anm davanti al tribunale per il "non compleanno" del cognato. 

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Secondo Morvillo "sono stati fatti tanti passi avanti ma, purtroppo, chi stenta ancora a venirci appresso è la politica. Certa politica, certe facce, sono ancora una palla al piede. Sono cambiate molte cose nella nostra società, ma ancora non possiamo cantare vittoria, perché nonostante si siano verificate tante condizioni chi non sta al passo purtroppo è una parte del potere. E' innegabile - accusa - che ci sono ancora resistenze a eliminare dal mondo certi personaggi condannati o con giudizi in corso che continuano a occupare la vita politica ancora si stenta ad affrontare quest'ultimo baluardo. Si è fatto tantissimo sulla repressione purtroppo questo coinvolgimento della politica stenta ancora a decollare".

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