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La cerimonia di stamattina al cimitero di Monreale

La cerimonia di stamattina al cimitero di Monreale

Sventò rapina allo "scaro", poi fu ucciso per vendetta: ricordato il carabiniere Giaccone

Nel 33esimo anniversario dall'omicidio, cerimonia nel cimitero di Monreale alla presenza di autorità civili, militari e religiose. Rosario Pietro Giaccone nel 1980 aveva ferito mortalmente un rapinatore; sei anni dopo fu freddato in un agguato all'Albergheria

Nel 1980, per una rapina al mercato ortofrutticolo, fu costretto a sparare e colì ortalmente uno dei malviventi. Nel 1986 fu ucciso per vendetta nel quartiere Albergheria metre era alla guida della sua auto. A distanza di 33 anni dall'omicidio, il carabiniere ausiliario Rosario Pietro Giaccone, medaglia d’oro al valor civile, è stato ricordato stamattina con una cerimonia nel cimitero di Monreale. 

La commemorazione del decorato si è svolta dinanzi ai familiari; al cappellano militare don Salvatore Falzone; al comandante provinciale di Palermo, colonnello Arturo Guarino; al comandante del Gruppo carabinieri di Monreale, tenente colonnello Luigi De Simone; al vescovo di Monreale monsignor Michele Pennisi; al sindaco Alberto Arcidiacono ed alle autorità civili e militari.

Giaccone, arruolatosi nell’Arma come carabiniere ausiliario, tra il settembre 1979 e il settembre 1980 ha prestato servizio presso la stazione di Palermo Falde. Il 17 giugno del 1980, mentre era impegnato in un’attività di servizio all’interno del mercato ortofrutticolo di Palermo, unitamente ad un sottufficiale interveniva per sventare una rapina. Nella circostanza esplose con la sua pistola di ordinanza alcuni colpi che ferirono mortalmente uno dei rapinatori.

Alle ore 10 circa del 17 novembre 1986, a Palermo, via Giovanni Verga, all’interno del quartiere Albergheria, mentre si trovava alla guida della sua autovettura, venne avvicinato da tre killer che esplosero al suo indirizzo diversi colpi d’arma da fuoco, provocandone la morte. Le attività investigative conseguentemente condotte hanno consentito di documentare la responsabilità della locale famiglia mafiosa in ordine all’omicidio, eseguito a distanza di anni per vendicare la morte di quel rapinatore.
 

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