Mattarella ricorda "l'impegno esemplare di Pio La Torre", commemorazione all'Ars

In occasione dell'anniversario dell'omicidio del segretario regionale del Pci e del suo autista, Rosario Di Salvo, il Capo dello Stato ha inviato un messaggio al Centro Pio La Torre. Studenti e volontari del servizio civile celebrano le vittime a Palazzo dei Normanni

La commemorazione all'Ars

Un applauso e la deposizione delle corone in piazza Turba hanno aperto le commemorazioni in occasione del 37esimo anniversario dell'omicidio del segretario regionale del Pci Pio La Torre e del suo autista Rosario Di Salvo. "Il modo migliore di ricordare Pio La Torre e dirgli 'missione compiuta' anche se c'è ancora molto da fare", il commento del sindaco Leoluca Orlando. Presenti anche il prefetto Antonella De Miro, il segretario regionale del Pd Davide Faraone e le autorità civili e militari.

Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio al Centro per ricordare le vittime: "Nella ricorrenza del 37esimo anniversario del feroce assassinio di Pio La Torre e Rosario Di Salvo desidero ricordarne l'esemplare impegno civile a favore della libertà e della democrazia". "L'evento di oggi - scrive ancora Mattarella - costituisce una ulteriore, preziosa, opportunità per mantenere viva la loro testimonianza e quella di tutte le vittime della mafia, incoraggiando il radicamento della cultura della legalità soprattutto nelle nuove generazioni. In tale prospettiva assume una peculiare valenza il progetto educativo antimafia, promosso dal Centro La Torre che, concorrendo concretamente a sensibilizzare gli studenti italiani sulla percezione del fenomeno mafioso, offre un significativo contributo nel percorso di contrasto alla violenza e alla sopraffazione".

L'uccisione politico-mafiosa di Pio La Torre e Rosario Di Salvo oggi è stata ricordata anche all'Ars. Dalle 9,30 nel Cortile Maqueda di Palazzo dei Normanni, protagonisti gli studenti delle scuole "Giuseppe Greggiati" di Mantova, "Michael Faraday" di Ostia, "Vittorio Emanuele II" di Palermo e i ragazzi che svolgono il servizio civile nel Centro Pio La Torre che racconteranno le loro testimonianze. Presenti all'iniziativa, oltra ai familiari delle vittime, anche Nello Musumeci, Presidente della Regione Siciliana; Gianfranco Micciché, presidente dell'Assemblea regionale siciliana; Leoluca Orlando, sindaco di Palermo; Claudio Fava, presidente della Commissione antimafia dell'Ars; don Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo; Gianna Fracassi, vicesegretaria generale della Cgil; Roberto Scarpinato, Procuratore Generale della Repubblica di Palermo; Emiliano De Maio, del Miur. Ad introdurre  i loro interventi il presidente del Centro Studi Pio La Torre, Vito Lo Monaco. "La scelta di far parlare gli studenti e i giovani - spiega Vito Lo Monaco - è dettata dalla necessità di un passaggio generazionale della memoria ai ragazzi che avranno il compito di alimentarla e farla propria, per loro e per le generazioni future".

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"Lo sviluppo delle misure patrimoniali contro le mafie, iniziato con la sua legge, ha raggiunto una dimensione transnazionale fino alla recente introduzione della confisca preventiva nel diritto dell'UE, sulla quale ho lavorato al Parlamento Europeo: lo hanno ucciso ma la sua opera vive e prosegue, e questo è il miglior riconoscimento alla memoria". Così Caterina Chinnici sottolinea il valore sempre attuale dell'impegno di Pio La Torre. "L'esperienza siciliana e italiana ha indicato la via maestra, cioè combattere le mafie colpendone la ricchezza - conclude l'eurodeputata siciliana, che ha partecipato alla manifestazione a Palazzo dei Normanni - e la leggeRognoni-La Torre, di cui mio padre fu acceso sostenitore, ha avviato il riconoscimento legislativo di questa intuizione. Le misure di prevenzione patrimoniale hanno dato eccellenti risultati in Italia e devono poter essere applicate in tutta l'Unione Europea. Non bisogna lasciare alle reti del malaffare la possibilità di sfruttare eventuali punti deboli dei sistemi nazionali, e uno studio di Europol ci dice che finora nell'Ue le confische non superano l'1,1% dei profitti criminali. L'introduzione della confisca preventiva nel regolamento Ue dell'ottobre scorso sul riconoscimento reciproco dei provvedimenti di congelamento e di confisca è un grande risultato per l'Italia e per la Sicilia: le mafie non potranno più salvare i loro capitali illeciti dalla confisca trasferendoli in un altro stato dell'Ue. Nella prossima legislatura occorrerà compiere il passo in più:introdurre nella normativa Ue anche una nozione comune e dettagliata di criminalità organizzata, indispensabile per valorizzare tutti gli strumenti di contrasto". 

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