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Venerdì, 1 Marzo 2024
La commemorazione

La ribellione al pizzo che 31 anni fa Libero Grassi pagò con la vita, eventi e iniziative per ricordarlo

L'imprenditore tessile venne ucciso a colpi di pistola in via Alfieri il 29 agosto del 1991, mentre di mattina andava al lavoro. Un dibattito sulle estorsioni, una mostra fotografica e anche una veleggiata organizzati da Addiopizzo e dalla famiglia della vittima in occasione dell'anniversario dell'omicidio

Andava al lavoro come tutte le mattine, ma quel giorno - il 29 agosto di 31 anni fa - Libero Grassi, l'imprenditore a capo dell'azienda tessile "Sigma", fu punito da Cosa nostra per il suo coraggio con quattro colpi di pistola e pagò con la vita la sua ribellione al pizzo: solo pochi mesi prima dell'omicidio, a gennaio del 1991, non aveva esitato a scrivere una lettera aperta, pubblicata dal Giornale di Sicilia, al suo "ignoto estorsore" per chiedergli di "risparmiare telefonate dal tono minaccioso e le spese per l'acquisto di micce, bombe e proiettili, in quanto non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia". Un seme lanciato nel tempo - da un uomo che libero non lo era soltanto di nome - che da allora ha senz'altro dato dei frutti e che lunedì, in occasione dell'anniversario del delitto, sarà ricordato con una serie di eventi.

La commemorazione sul luogo dell'omicidio

Le iniziative, volte anche a ricordare la moglie di Libero Grassi, Pina Maisano, sono organizzate dai parenti dell'imprenditore e da Addiopizzo, che ha raccolto proprio quel seme ed ha contribuito significativamente a fare lentamente cambiare la mentalità di commercianti ed imprenditori rispetto alla possibilità di denunciare. Si inizierà alle 7.45 proprio in via Alfieri, dove ogni anno la famiglia Grassi affigge il manifesto che rievoca le condizioni di isolamento e solitudine in cui maturò il delitto. Perché Grassi fu lasciato solo, anche dai suoi colleghi e dalle associazioni di categoria che si spinsero a definire la sua ribellione come una "tammurriata". Cosa per la quale, tempo dopo, chiesero pubblicamente scusa.

"La giornata del 29 agosto rappresenta un momento non solo per interrogarsi su cosa sia rimasto dell'esempio di Libero Grassi e sulle difficoltà che ancora si incontrano lungo il percorso della denuncia contro le estorsioni - scrive in una nota Addiopizzo - ma soprattutto sulle relazioni di connivenza che si instaurano tra Cosa nostra e molti di coloro che ancora pagano e non denunciano".

Il programma delle iniziative per ricordare Libero Grassi

In programma per lunedì alle 10, quindi, un confronto sul fenomeno estorsivo in città e provincia che si terrà nella sede dell'associazione antiracket, in via Lincoln, 131. Il tema sarà proprio "Le estorsioni a Palermo: chi paga e perché?" ed interverranno il procuratore facente funzioni, Marzia Sabella, il commissario straordinario del governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, Maria Grazia Nicolò, e il prefetto Giuseppe Forlani, oltre a Daniele Marannano e Raffaele Genova di Addiopizzo. Spazio anche alle testimonianze di alcune vittime che si sono opposte al pizzo, che saranno introdotte dall'avvocato dell'associazione, Salvo Caradonna. A moderare il dibattito sarà il giornalista Riccardo Arena.

Alle 15.30, alla Cala, la VII edizione di "Vela per l'inclusione sociale", una veleggiata in barche d'altura con i bambini del quartiere Kalsa e gli educatori di Addiopizzo, la Lega navale italiana e Alfredo Chiodi, nipote di Libero Grassi.

Alle 19.30, infine, al Nautoscopio, sarà inaugurata la mostra fotografica "Libero e Pina Grassi, tra famiglia, lavoro e impegno civile". All'evento, moderato dalla giornalista Elvira Terranova, interverranno i figli di Libero Grassi, Davide e Alice, il presidente del tribunale di Palermo, Antonio Balsamo e nuovamente il commissario antiracket, Nicolò.

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