Don Pino Puglisi, il ricordo 25 anni dopo: "Toglieva i giovani alla mafia"

Così il sottosegretario di Stato Luigi Gaetti ricorda il prete nato nella borgata di Brancaccio e freddato il 15 settembre 1993 con due colpi alla nuca

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Don Puglisi è stato ammazzato perché ci toglieva i ragazzi, hanno detto alcuni mafiosi nel corso del processo ai mandanti e agli assassini del prete. Padre e parroco, amico e guida. Martire della mafia che ha sempre contrastato apertamente vivendo e facendo vivere il Vangelo. Poi Beato. Don Pino Puglisi potrebbe essere definito in tanti modi. Lui avrebbe preferito essere considerato 'un prete, semplicemente prete, come amava ripetere'. Così il sottosegretario di Stato all'Interno Luigi Gaetti ricorda il sacerdote nato nella borgata di Brancaccio e freddato il 15 settembre 1993 con due colpi alla nuca su un marciapiede di Palermo dai sicari di Cosa nostra nel giorno in cui compiva 56 anni.

"Padre Puglisi deve essere una guida per tutti noi. La sua morte, avvenuta 25 anni fa, rappresenta - conclude Gaetti - l'eliminazione di una tra le figure più temute dalla mafia: quella dell'educatore. Pertanto, è nostro dovere non dimenticarlo e lavorare soprattutto sulla mentalità dei giovani, ai quali don Puglisi ha dedicato tutta la sua vita".

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