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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Palermo ricorda Giovanni Palatucci, il poliziotto irpino che salvò migliaia di ebrei

Cerimonia in occasione dell'anniversario della morte del questore reggente di Fiume, avvenuta il 10 febbraio 1945 nel campo di sterminio di Dachau. Sulla targa che lo ricorda a Villa Bonanno è stata posata una pietra proveniente da Gerusalemme per iniziativa della Comunità ebraica. Orlando: "Ha anticipato la stagione dei diritti, gli dobbiamo tanto"

"Ho la possibilità di fare un po' di bene e i beneficiati da me sono assai riconoscenti. Nel complesso riscontro molte simpatie. Di me non ho altro di speciale da comunicare", questo scrisse Giovanni Palatucci, il poliziotto irpino che, da questore reggente di Fiume durante la Seconda guerra mondiale, salvò la vita a migliaia di ebrei, impendendo che finissero in uno di quei campi di sterminio in cui poi lui stesso morì invece, il 10 febbraio del 1945, poco più di due mesi prima della liberazione. Oggi, in occasione dell'anniversario della sua morte, Palatucci - che è Medaglia d'oro al merito civile, Giusto tra le nazioni e Servo di Dio - è stato ricordato anche a Palermo.

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Il questore reggente di Fiume, nato a Montella, in provincia di Avellino, sfidò le leggi razziali e si stima che sia riuscito - anche con l'aiuto dello zio Giuseppe Maria Palatucci, allora vescovo di Campagna - a garantire la libertà e la vita a circa 5 mila ebrei. Venne arrestato nel settembre del 1944 dai tedeschi con l'accusa di "cospirazione ed intelligenza con il nemico" per il suo impegno volto a tutelare l'indipendenza della città di Fiume. Fu poi trasferito nel campo di sterminio di Dachau, dove morì cinque mesi dopo, ad appena 36 anni.

Già dall'anno scorso una targa commemorativa e una pianta di mandorlo per ricordare Giovanni Palatucci sono state sistemate a Villa Bonanno, proprio di fronte alla questura ed è in questo punto che oggi è stato rievocato "il sacrificio estremo di Giovanni Palatucci, che lo accomuna ai tanti poliziotti palermitani che hanno scelto di non voltare lo sguardo da un'altra parte, ma di combattere contro le ingiustizie fino a donare la propria vita per l'altro", come si legge in una nota della questura.

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Durante la cerimonia di stamattina è stata posata sulla targa dedicata a Palatucci una pietra proveniente da Gerusalemme per iniziativa della Comunità ebraica. 

"Giovanni Palatucci, Giusto tra le nazioni, è stato un uomo delle istituzioni, garante del diritto che ha dedicato la sua vita all'affermazione dei diritti della persona, anticipando così quella che sarebbe stata poi la Costituzione repubblicana che privilegia la tutela dei diritti rispetto all'affermazione del diritto. Palatucci pose tutte le sue energie, sacrificando la sua vita, per impedire l'applicazione delle leggi razziali che furono causa di un genocidio. Utilizzò le sue competenze e funzioni non per essere al servizio di leggi criminali e di morte ma per essere al servizio del diritto alla vita. Tutto il Paese deve molto a Palatucci che ha anticipato la stagione dei diritti". Lo ha detto il sindaco Leoluca Orlando.

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