Trucidati per mano mafiosa: Palermo ricorda Cassarà, Antiochia e Costa

Gli omicidi, avvenuti in anni e posti diversi, hanno in comune la data: il 6 agosto. Commemorazioni in via Croce Rossa, nell'atrio della caserma "Boris Giuliano" e in via Cavour

Il procuratore Costa

Il 6 agosto del 1985, in via Croce Rossa, il vice questore Aggiunto Ninni Cassarà e l'agente Roberto Antiochia venivano assassinati dalla mafia. Il 6 agosto di 37 anni fa, in via Cavour, la mafia uccideva il procuratore Gaetano Costa. Una tragica giornata quella di oggi, segnata dal ricordo di questi omicidi. 

“Il 6 agosto è da oltre trent’anni a questa parte – ha dichiarato il sindaco Leoluca Orlando - una data dolorosa e una ferita ancora aperta per quanti hanno a cuore i valori della legalità, del vivere civile, della lotta a ogni forma di prevaricazione. Trentasette anni fa, in via Cavour, veniva barbaramente ucciso il Procuratore Gaetano Costa, un alto servitore dello Stato che, con fermezza e coraggio, ma anche nel silenzio del lavoro quotidiano e nella sobrietà di vita, ha lottato contro la mafia e le ingiustizie. Cinque anni dopo, in via Croce Rossa, venivano trucidati Antonino Cassarà e Roberto Antiochia, valorosi poliziotti di un formidabile pool di investigatori coraggiosi di cui faceva parte anche Beppe Montana, ucciso qualche giorno prima a Porticello. Erano tutti fedeli servitori dello Stato, ognuno con le proprie competenze ed i propri talenti, costretti a lavorare in un clima ostile e pesante in cui, troppo spesso, la mafia aveva il volto connivente delle istituzioni".

In occasione del 32esimo anniversario del duplice omicidio di via Croce Rossa, la polizia ha voluto ricordarli con diverse iniziative. Alle 9 è stato deposto un cuscino di fiori sul luogo del delitto. Alle 9.30, alla presenza dei parenti delle vittime e delle autorità civili e militari, il Questore Renato Cortese ha deposto una corona di alloro sulla lapide commemorativa presente nell'atrio della Caserma "Boris Giuliano", sede della Squadra Mobile, a nome del "Capo della Polizia". Poi è stata celebrata una Santa Messa, nella Cappella della Caserma "Pietro Lungaro". Nel corso della manifestazione sono stati ricordati anche il commissario Beppe Montana, ucciso il 28 luglio 1985 a Porticello, l'agente scelto Antonino Agostino e la moglie Ida Castelluccio, trucidati il 5 agosto del 1989 a Villagrazia di Carini.

Il ricordo dell'omicidio del procuratore Costa, invece, è avvenuto davanti alla lapide che lo ricorda, in via Cavour dove s' è svolta la commemorazione ufficiale. Il magistrato, poco prima di essere ucciso, firmò la convalida di oltre 50 ordini d'arresto per altrettanti mafiosi, sfidando i propri sostituti che si rifiutarono - con l'eccezione di Geraci - di condividere la sua decisione. Cos' lo ricorda il presidente Grasso: "Era il 1980, ed ero impegnato nelle indagini sull’omicidio Mattarella: in città c’era un clima tesissimo. Mi telefonò l’allora procuratore di Palermo, Gaetano Costa, un magistrato brillante e stimatissimo per la sua grande professionalità e fermezza: 'so che questa sera siamo alla stessa cena con le rispettive mogli, sarebbe così cortese da passarci a prendere, così non disturbo l’autista?' Dissi si, senza pensare che avevo una macchina con soli due posti e fui quindi costretto a chiederla in prestito a mio cognato. Mentre andavamo, Costa disse a sua moglie: 'Ma lo sai quanto rischiamo a stare in macchina col dottor Grasso?'. Ci ridemmo su, non potevo certo sapere che poco tempo dopo, il 6 agosto, sarei stato io a piangere sulla sua tomba. Fu ucciso con tre colpi di pistola in Via Cavour, mentre sceglieva su una bancarella i libri da portarsi in vacanza".

"Il tempo non potrà certo cancellare il loro sacrificio – ha concluso Orlando - e oggi la presenza dell’Amministrazione comunale non rappresenta certamente un rituale, ma l'espressione di una sincera gratitudine e il rinnovarsi di un impegno perché non solo sia fatta Giustizia per quanti, anche a costo della propria vita, hanno contribuito a liberarci dalla mafia, ma soprattutto perché la Sicilia non lasci più soli e spesso indifesi coloro che combattono il crimine, l'illegalità e la corruzione".

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