Cronaca

Anniversario delitto La Torre, il figlio: “Mio padre era consapevole”

La testimonianza del deputato Pci è contenuta nel fumetto 'La marcia di Pio' dal centro Pio La Torre agli studenti presenti al teatro Biondo per la manifestazione in ricordo del trentunesimo anniversario dell'uccisione

“Ero consapevole del fatto che mio padre correva il rischio di essere ucciso e che lui avesse ritenuto accettabile il rischio per la responsabilità che si era preso, non per eroismo. Era un genitore coerente e in molti avevano provato a fargli cambiare idea. Ma ciò non ha reso più sopportabile il dolore”. E' il ricordo di Franco La Torre, figlio di Pio nel 31esimo anniversario del delitto. La sua testimonianza è contenuta nel fumetto 'La marcia di Pio', scritto da Nico Blunda, disegnato da Giuseppe Lo Bocchiaro e distribuito in una nuova edizione cartacea dal centro Pio La Torre agli studenti presenti al teatro Biondo di Palermo per la manifestazione in ricordo del trentunesimo anniversario dell'uccisione. Ricorda Tiziana Di Salvo, figlia di Rosario, il collaboratore ucciso insieme a Pio La Torre: “Avevo appena 11 anni quando il 30 aprile del 1982 ho perso mio padre nell'attentato mafioso contro Pio La Torre. Oggi ne ho 41, ma quando penso a lui i miei sentimenti ritornano ad essere quelli della bambina che ero allora, come fossero congelati a quel momento”. Le 40 tavole del fumetto sono liberamente ispirate al testo 'Pio La Torre orgoglio di Sicilia' di Vincenzo Consolo e raccontano gli anni di militanza nel Pci e nel sindacato di Pio La Torre, le lotte per l'assegnazione delle terre, le battaglie contro l'installazione dei missili Nato a Comiso, fino alla proposta di legge che introdusse il reato di associazione mafiosa e la confisca dei beni.

“Sentiamo incredibilmente attuale la battaglia politica di Pio La Torre, la lucidità con cui comprese, prima e più di altri, che la lotta contro la mafia era anzitutto una sfida di civiltà e democrazia”. Così la presidente della Camera, Laura Boldrini ricorda Pio La Torre e Rosario Di Salvo in un messaggio inviato al centro studi Pio La Torre. “La Torre - sostiene Boldrini - aveva capito che la mafia la sconfiggi non nei tribunali ma nei feudi e nelle città.La sconfiggi se la metti in ginocchio, togliendo le risorse materiali”. E Boldrini sottolinea l'importanza della confisca e del corretto riutilizzo dei beni sottratti alle mafie: “Lo Stato si riprende quello che cosa nostra ha accumulato con il crimine”. Anche Giorgio Napolitano ricorda ricorda il deputato del Pci: “Ancora oggi, a 31 anni da quel tragico evento, rinnovare la memoria e lo sdegno per quel vile assassinio significa riaffermare i valori di democrazia e di libertà solennemente sanciti dalla Carta costituzionale e su cui si fonda la convivenza civile nel nostro Paese”. “L'incontro - prosegue la nota del Quirinale - offre una preziosa opportunità per rafforzare, specialmente nelle giovani generazioni, la cultura della legalità e del rispetto dello Stato di diritto contro ogni forma di violenza e prevaricazione per la costruzione di una società più giusta e solidale”.

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