Scampato a una sparatoria ma ucciso per vendetta, ricordato il carabiniere Giaccone

Celebrata la messa in memoria Rosario Pietro Giaccone, ucciso 32 anni fa da tre killer all'Albergheria. La Corte d’Assise ha confermato che l'omicidio è stato commesso per vendicare Aurelio Bonanno, morto 6 anni prima nel conflitto al fuoco al mercato ortofrutticolo

La commemorazione nel cimitero di Monreale

Era riuscito a scampare a una sparatoria avvenuta al mercato ortofrutticolo. In quell’occasione morì Aurelio Bonanno, nipote di uno dei componenti del commando che uccise il capitano Emanuele Basile. Sei anni dopo quella morte fu vendicata, nel cuore dell’Alberghiera. E’ stato celebrato questa mattina, nel cimitero di Monreale, il ricordo del carabiniere ausiliario in congedo Rosario Pietro Giaccone, medaglia d’oro al valore civile, nel giorno del trentaduesimo anniversario della sua morte.

Alla ricorrenza hanno preso parte oggi il vicario generale della curia arcivescovile di Monreale, Antonio Dolce, il comandante del gruppo carabinieri di Monreale Luigi De Simone e il sindaco Pietro Capizzi. Insieme alle altre autorità civili e militari è stato ricordato quel militare della stazione di Palermo Falde che si era trovato nel mezzo di un conflitto a fuoco con una banda che aveva assaltato la cassa del mercato ortofrutticolo. Lì morì il nipote di Armando Bonanno, ma anni dopo qualcuno decise che Giaccone andava fatto fuori.

E infatti, il 17 novembre del 1986, un commando composto da tre killer raggiunse Giaccone che si trovava a bordo della sua auto in via Giuseppe Verga, all’Albergheria. Furono esplosi 15 colpi di pistola che furono per lui fatali. Nel 1993 la Corte di Assise di Palermo ha confermato in una sua sentenza che l’omicidio del carabiniere era stato commesso per vendicare proprio la morte del giovane Bonanno.

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Ma c’è un altro altro carabiniere che è stato ricordato questa mattina a Bagheria, Antonino Aiello. Il maresciallo è deceduto tre anni fa a causa di un incidente stradale avvenuto in Bosnia Erzegovina, dove si trovava in missione. Oggi alle 9.30, davanti ai suoi familiari e al comandante del gruppo carabinieri di Palermo, il tenente colonnello Antonio Caterino, è stato deposto un cuscino di fiori (foto allegata) ai piedi della lapide del militare. Poi la funzione eucaristica nella chiesa madre celebrata dal cappellano militare, don Salvatore Falzone.

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