Cronaca

Caso Niceta, Angelo e famiglia trasferiti in una località protetta

Avviato l'iter del riconoscimento dello status di testimone di giustizia. L'avvocato Rosalba Vitale: "Siamo soddisfatti ma il caso rimane senz’altro aperto"

Angelo Niceta

Angelo Niceta e i suoi familiari sono stati momentaneamente trasferiti in una località protetta. A rendere nota la decisione deliberata dal ministero dell’Interno è stato l’avvocato Rosalba Vitale, legale di Angelo Niceta: "Nella seduta del 12 luglio 2017 la Commissione Centrale ha disposto l’esecuzione del programma provvisorio di protezione per Angelo Niceta e i suoi congiunti deliberando il trasferimento in località protetta con trattamento previsto per i testimoni di giustizia, eseguito nella giornata di ieri".

L'avvocato e il suo cliente sono soddisfatti del risultato raggiunto: "Ben quattro Procure, esaminati gli atti e acquisiti gli ulteriori elementi di valutazione hanno in data 3 luglio 2017 proposto l’ammissione ed espresso parere favorevole al programma di protezione in qualità di testimone di giustizia per il sig. Niceta. Bene, il caso rimane senz’altro aperto fino alla definizione dell’iter e attendiamo le opportune risposte scritte da parte dei due rami del parlamento per le interrogazioni a risposta scritta che sono state presentate". 

Niceta ha denunciato possibili collegamenti della sua stessa famiglia con la mafia e da tempo chiede quello che ha avuto ieri. Ha anche fatto lo sciopero della fame per ben 43 giorni: è tornato a mangiare solo quando la Procura di Palermo ha formulato una nuova proposta per l'ammissione alle misure speciali di protezione

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