Venerdì, 6 Agosto 2021
Cronaca

Anello ferroviario tra ritardi e polemiche, Rfi a Orlando: "Impossibile rescindere contratto Tecnis"

Il primo cittadino aveva chiesto ai vertici della Regione "l’attivazione dei controlli sulla spesa comunitaria per l’appalto" e a Rete ferroviaria "di giustificare ritardi ed errori"

"Piena disponibilità a illustrare lo stato dei lavori", ma anche "l'impossibilità di rescindere il contratto con Tecnis". Rfi risponde così alle critiche sollevate dal sindaco Leoluca Orlando in merito alla realizzazione dell'anello ferroviario. Lavori che hanno subito pesanti ritardi nel tempo causando disagi per l'intera città.

In una lettera inviata al presidente della Regione e all’assessore regionale alle Infrastrutture, il primo cittadino ha chiesto "l’attivazione dei controlli sulla spesa comunitaria per l’appalto" e ha sollecitato Rfi a giustificare "in modo chiaro e puntuale sia i gravi errori progettuali segnalati dall’Anac, nonché i ritardi inaccettabili nel porvi rimedio e nell’esecuzione complessiva dei lavori". 

Dopo qualche ora è arrivata la replica di Rete Ferroviaria Italiana che ha confermato "la piena disponibilità a illustrare all'amministrazione comunale lo stato di avanzamento dell'opera e il dettaglio dei problemi riscontrati finora, spesso causa di forti disagi per la cittadinanza per il protrarsi dei cantieri, e il proprio impegno a minimizzare gli effetti di questi ritardi e disagi, purtroppo nei limiti che l'attuale situazione consente. Infatti, pur avendo sempre spinto per la soluzione delle criticità nate nel corso dell'appalto, Rfi non può attuare quanto richiesto dal sindaco - prosegue la nota - in quanto non esistevano in passato e non esistono tuttora le condizioni per procedere alla rescissione del contratto con Tecnis. L'impresa inoltre è in gestione commissariale e il commissario ha sempre garantito la prosecuzione dei lavori e il completamento della fase di risanamento, che prevede la vendita della società entro la seconda metà del 2018". Inoltre "per quanto riguarda i presunti errori progettuali, Italferr precisa di aver risposto all'Anac sulla questione nel dicembre 2015. La progettazione ha sempre seguito le regole previste, coinvolgendo direttamente gli enti gestori interessati al censimento dei sottoservizi interferenti. Peraltro - conclude la nota - le differenze fra la progettazione definitiva e quella esecutiva derivano anche dal lungo tempo intercorso tra queste due fasi, soprattutto a causa del ricorso della seconda impresa classificata nella procedura di affidamento. In tale periodo sono intervenute modifiche sostanziali ai luoghi delle opere, che hanno reso necessari cambiamenti progettuali".


 

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