Amato-Agugliaro (Confintesa sanità-Confintesa Ugs): "Medici del circuito 118 da stabilizzare"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Sono parecchi i Medici del servizio 118 e del Pronto Soccorso (adesso molti di loro stanno lavorando anche nei centri per l’emergenza CoVid -19). Da diversi anni, anche 6, lavorano nella precarietà di contratti a termine e atipici (CO.CO.CO. – Contratti Libero Professionali) rinnovabili. Svolgono il loro ruolo di medici dell’emergenza urgenza con dedizione, professionalità, esperienza, non sono eroi ma semplicemente professionisti, con esperienza maturata sul campo, che in questo momento di grande emergenza svolgono il loro lavoro mettendo in campo tutte le proprie competenze a disposizione dei pazienti. Sarebbe giusto stabilizzarli per dare non soltanto una maggiore dignità professionale, ma anche una maggiore tutela in ambito di diritti lavorativi in un momento storico in cui lavorare in questo settore significa rischiare la vita, ed i contratti atipici somministrati non garantiscono nulla in tal senso, né una giusta retribuzione, né una tutela personale in caso di malattia o infortuno professionali. Il problema riguarda l’Italia tutta. Confidiamo in una prossima stabilizzazione, percorso già intrapreso dall’Assessorato della Salute siciliano ma ancora non portato a termine, purtroppo infatti una sentenza della Corte Costituzionale (N. 38 ANNO 2020) ha bloccato, in Piemonte e in altre regioni italiane come la Sicilia, la possibilità di conferire incarichi a tempo indeterminato a questa categoria di medici, poiché non in possesso del titolo di formazione specifica in medicina generale.

“Potremmo essere concordi con la sentenza se fossimo in una situazione ordinaria, ma così non è, quindi i ragionamenti e le logiche ordinarie vanno superate in ragione di una urgenza e gravità in ambito sanitario che non si verificava nel mondo da almeno 100 anni. Speriamo quindi che qualcosa si possa muovere in ambito nazionale e regionale e che la stessa giurisprudenza ci possa venire incontro senza cristallizzarsi in sentenze formalmente corrispondenti ai dettami del diritto ma certamente non del buon senso”, così dichiarano Domenico Amato, Segretario Nazionale Confintesa Sanità e Renato Agugliaro, Segretario Provinciale Confintesa UGS Medici. 

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