Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Vertenza Amat, nulla di fatto in prefettura: "Pronti a proclamare lo sciopero"

Esito negativo per la riunione convocata in videoconferenza e restano tesi i rapporti con il Comune. I sindacati: "Deve partecipare al confronto, ma abbiamo evidenziato tutti gli atti che stanno mettendo a rischio la stabilità aziendale a cominciare da quello legato al pagamento di Tosap e Tari"

Un nulla di fatto anche per il secondo incontro fra Amat e sindacati: resta calda la vertenza dell’azienda trasporti di Palermo ed è sempre più vicino lo sciopero. Ieri infatti non è andato a buon fine la riunione in videoconferenza convocata dalla prefettura.

"Riteniamo che il Comune di Palermo debba partecipare al confronto e quindi abbiamo segnalato al vicario del prefetto e alla azienda, tutti i gravi atti economici e finanziari disposti dall’amministrazione comunale, soprattutto in quest’ultimo quinquennio, fondamento della vertenza stessa”, così spiegano i sindacati di Amat, Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Ugl Trasporti, Faisa Cisal, Cobas Trasporti e Orsa Trasporti, che aggiungono: "Manteniamo aperto ogni canale di trattativa con il Comune ma siamo pronti a proclamare lo sciopero".

"Da un quinquennio e più - dicono ancora i sindacati - proprio dall’ente proprietario dell'Amat è stato oggetto, e continua ad esserlo, di una serie di provvedimenti che hanno inciso e che hanno messo in gravissime difficoltà la stabilità aziendale. Illogica, inverosimile, irrazionale sotto ogni profilo appare la vicenda legata al pagamento della Tosap-Tari preteso dal Comune visto che è la stessa amministrazione comunale ad aver affidato all'ex municipalizzata la gestione degli ‘stalli blu’".

I sindacati affermano ancora: "Se con una mano all’Amat veniva assegnato il controllo con il proprio personale delle zone di competenza dell'azienda, con ricavi annui stimabili tra 2 milioni e mezzo e 3 milioni di euro nella vendita delle schede parcheggio, con l’altra mano, sempre il Comune emetteva cartelle esattoriali per 13 milioni annui a carico della stessa azienda. Questo ha portato nel corso degli anni a una situazione debitoria di Amat per circa 140 milioni. E a poco valgono i giudizi vinti in primo e secondo grado se poi il Comune prende la strada dell’accanimento con il ricorso in Cassazione, mettendo a gravissimo rischio l'esistenza della stessa azienda".

Concludono i sindacati: "Ogni tentativo ragionevole, basato su possibili intermediazioni per sanare lo stato di fatto, non solo non ha sortito alcun effetto, ma sono stati pure vanificati sul nascere, a dispetto degli impegni assunti di attivare una Commissione tecnica ad hoc. Le  nostre estreme preoccupazioni ci hanno portato ad aprire la vertenza e a proclamare lo stato di agitazione e il destinatario della protesta non è certo l'azienda Amat, ma il Comune di Palermo che continua a sottrarsi ad ogni confronto su un tema di questa gravità".

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