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Caos Amat, decreto ingiuntivo blocca quasi 3 milioni: "Stipendi a rischio"

Il consigliere comunale Orazio La Corte accusa il presidente della società del trasporto pubblico. La replica: "Stiamo gestendo la situazione nelle modalità previste dalla legge"

E' caos all'Amat. Da un lato le gravi accuse del consigliere comunale Orazio La Corte (Leva Democratica), al termine dell’audizione della commissione Aziende nei locali di via Roccazzo. Dall'altro quel decreto ingiuntivo che blocca 2,9 milioni di euro della società del trasporto pubblico a Palermo e potrebbe mettere a rischio gli stipendi dei dipendenti. 

“L’Amat - è l'accusa di La Corte - non può essere gestita da un Consiglio d’amministrazione che continua a collezionare un fallimento dietro l’altro: dai nuovi turni al riordino delle linee e in ultimo al mancato accantonamento in bilancio delle somme necessarie per far fronte a sentenze pregresse, che condannano l’azienda a corrispondere svariati milioni di euro ad alcuni dipendenti. Questi sono alcuni dei motivi per cui il Cda si deve dimettere”. Dito puntato contro il presidente Antonio Gristina: “Sembra quasi che Gristina, autoproclamatosi anche direttore generale senza averne i titoli, sia solamente aggrappato alla poltrona e ad un compenso di 1.200 euro al mese”.

La polemica del consigliere fa leva (è proprio il caso di dire) su una sentenza della Cassazione sezione Lavoro (la n°4655 del 25-2-2011) che chiude il contenzioso con i lavoratori. Il riferimento è al decreto ingiuntivo che bloccando 2,9 milioni di euro, metterebbe a rischio i conti dell’Amat e gli stipendi dei dipendenti.

Tempestiva la risposta di Gristina: "Non si comprende per quale motivo sia stata tirata in ballo una sentenza di Cassazione del 2011, in quanto il contenzioso con gli ex dipendenti, che risale al 1991, è ancora in corso e si riferisce a una sentenza della Corte d'appello del Tribunale di Palermo, sezione Lavoro, che riforma parzialmente una precedente decisione dei giudici del primo grado a noi favorevole. Non si capisce come si possa addebitare a questo Consiglio di amministrazione un provvedimento della Corte di Cassazione in data 2011, quando questo Cda non era in carica, mentre invece, a tutela dell'azienda, gli attuali amministratori hanno già predisposto il ricorso per Cassazione avverso la sentenza che ha determinato la richiesta di fermo somme".

 "Stiamo gestendo la situazione nelle modalità previste dalla legge - assicura il presidente dell'Amat -, scongiurando il rischio retribuzioni ai dipendenti, che saranno pagati il prossimo venerdì". Per quanto riguarda i nuovi turni di servizio e il riordino delle linee Amat, secondo Gristina si tratta di "un provvedimento di portata epocale di cui l'azienda è solo uno degli attori partecipi al processo di trasformazione e adeguamento della mappa del trasporto pubblico in città. E' quindi fisiologico - conclude il presidente dell'Amat - che si passi da una fase iniziale, attraverso un assestamento, a soluzioni definitive, che potrebbero essere più velocemente recuperate se solo tutti i soggetti a vario titolo coinvolti o interessati convergessero verso l'unico obiettivo del rilancio aziendale".
 

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