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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Amat, proclamato lo stato di agitazione: "Siamo seriamente preoccupati per il futuro dei lavoratori"

I sindacati puntano il dito contro il Comune: "L'amministrazione guarda solo i 'propri' tornaconti, il taglio di un ulteriore 10% delle risorse per l'azienda indebolisce il servizio alla cittadinanza". Oggi in strada non più di 120-140 mezzi al giorno. "Nulla è mutato"

“Chiediamo un incontro al Comune e alla dirigenza Amat, che riteniamo urgentissimo dato che, dall’ultimo avvenuto ad ottobre, nulla è mutato se non la bieca intransigenza di un'amministrazione comunale che guarda solo i 'propri' tornaconti, distaccata da un'azienda di proprietà che gestisce il trasporto cittadino bus-tram, zone blu e sosta tariffata, servizio rimozione, segnaletica stradale, car e bike sharing con non più di 1.150 dipendenti. Siamo seriamente preoccupati per il futuro incerto di questa partecipata”.

Così i sindacati annunciano lo stato di agitazione dei dipendenti Amat. In una nota firmata da Franco Mineo (Filt Cgil), Salvatore Girgenti (Fit Cisl), Franco Trupia (Uil Trasporti), Corrado Di Maria (Ugl Trasporti), Fabio Danesvalle (Faisa Cisal), Carlo Cataldi (Cobas Trasporti) e Giuseppe Taormina (Orsa Trasporti) vengono elencati i motivi della protesta: "I previsti introiti di circa 30 milioni di euro della Ztl, che avrebbero dovuto finanziare anche il tram, soprattutto nella fase iniziale per gli ingenti costi contrattuali di oltre 6 milioni annui, non ci sono stati e gli incassi assestati a non più di 2-3 milioni annui. Dopo un anno contrassegnato dalla pandemia, il Comune taglia già per il 2021 un ulteriore 10% delle risorse per Amat. Lasciamo ai posteri la chiusura dei successivi bilanci, dai quali nel 2022 mancheranno, per forza, anche parte delle contribuzioni regionali. Ci interroghiamo come si possano garantire le attuali fasce occupazionali con un fatturato così ridimensionato e con quali altre logiche si potrà portare a termine quel famoso concorso in itinere per nuovi 100 autisti".

"Sicuramente - concludono i sindacati - pochi di coloro che assumono queste scelte frequentano le fermate Amat, altrimenti si sarebbero resi conto della sempre maggiore carenza di autisti, ma anche di meccanici, che permette di mettere su strada non più di 120-140 mezzi al giorno e solo nelle ore mattutine e nei giorni feriali. Su tutte queste vicende che solleviamo da molto tempo nessuno risponde, e intanto, piuttosto, nel panorama presente e futuro occorrerebbe costruire qualcosa di diverso, la progettualità deve essere ben altra, specialmente in un'azienda che dovrà confrontarsi con limitate risorse economiche; occorrerebbe aprire alle opportunità che ci offrono leggi nazionali in cui il sindacato si è impegnato a svolgere ruoli di primo piano".

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