Cronaca

Amat, l'sos del presidente: "Tagli pesanti in Finanziaria, servizio a rischio"

Antonio Gristina, in un'intervista a PalermoToday, traccia un quadro dell'azienda: "Guardiamo ai traguardi raggiunti e a quelli da raggiungere. La bocciatura del piano industriale? Prevedibile, era un documento del 2015. Ispezioni negate? Porte aperte, ma un conto sono i controlli con un fine, altro è la polemica..."

L'ingresso dell'Amat

Una realtà sana, dove giorno dopo giorno si lavora per cercare la sintesi tra le due "anime": quella di azienda che eroga un servizio pubblico, indispensabile per la città, e quella - appunto - di azienda con conti da fare quadrare nonostante i tagli ai finanziamenti pubblici. E' il quadro che il presidente dell'Amat, Antonio Gristina, traccia dell'azienda che si occupa del trasporto pubblico in città in un colloquio con PalermoToday: "La bocciatura del piano in commissione consiliare? Prevedibile, è un documento anacronistico perchè datato 2015. Nel frattempo è cambiato tanto. Ci sono altri piani, più aggiornati. Guardiamo ai traguardi raggiunti e a quelli da raggiungere. Non ci fermiamo alle polemiche sterili di chi cerca visibilità, parliamo con gli uffici e ci confrontiamo in modo costruttivo. Anche se 'pesa' l'incognita della Finanziaria regionale che potrebbe assestare un duro colpo alle aziende di trasporto pubblico locale come noi..."

Andiamo con ordine. La cronaca comunale narra della bocciatura, da parte della commissione Bilancio, del piano industriale dell'Amat. Nel documento, tra i vari capitoli, si prevedevano introiti dalla Ztl pari a 7,5 milioni per il 2015 e 30 milioni per il 2016. Così non è stato. "Parliamo - spiega Gristina - di un piano presentato nel 2015 ed esitato nei giorni scorsi. Le cifre contenute si riferivano a una realtà oggi mutata. Erano ipotizzate sulla base della prima estensione della Zona a traffico limitata (che includeva anche la cosiddetta Ztl2). L'area off-limits per le auto inquinanti è stata ridotta dalla Giunta al solo centro storico dopo i ricorsi al Tar. Una minore estensione (e una tariffa diversa) che ha portato con sè un numero minore di passaggi e quindi, logicamente, un minore introito. Non solo, quel piano è stato stilato prima che arrivasse un taglio di risorse da parte della Regione". Per Gristina quindi la bocciatura è un atto dovuto, figlia essenzialmente di una discrepanza temporale. Un piano redatto basandosi su situazioni che si sono poi evolute in modo diverso dalle previsioni. "Per altri aspetti - spiega - è stato invece rispettato, come per la revisione delle linee, che è effettivamente avvenuta".

Antonio Gristina-2"La bocciatura del piano - ribadisce - non è un problema reale. Già all'indomani della formulazione della 'nuova' Ztl abbiamo chiesto la revisione del documento per adeguare risorse. Oggi abbiamo un contratto di servizio 'sbilanciato' perchè eroghiamo più servizi di quelli per i quali riceviamo un corrispettivo. Siamo sempre in contatto con gli uffici comunali e lavoriamo insieme per analizzare situaizoni e problemi e trovare le soluzioni più idonee".

Uno dei "problemi" è quello dei fondi. Nelle casse della società di via Roccazzo non finiscono, infatti, solo i soldi dei biglietti di bus e tram ma anche e soprattutto i fondi che arrivano a livello governativo per portare avanti il servizio. 

"Guardando al futuro - precisa Gristina - ci preoccupa il taglio previsto nella Finanziaria regionale dei fondi per le aziende di trasporto pubblico locale. Il governo ha proposto una riduzione del 15% per il 2018 e del 26% nel biennio successivo. In pratica significa non pagare per servizi già erogati. Il 2018 è già iniziato da cinque mesi, periodo durante il quale abbiamo erogato servizi e, quindi sostenuto spese. Ogni azienda si muove secondo linee precise. Ogni obiettivo e ogni servizio che viene dato ha 'a monte' un budget al quale attingere. Se questo viene ridotto nel frattempo, è chiaro che si presenta un problema. Se la legge passasse così come è stata pensata, non solo Amat, ma anche le omologhe aziende nelle altre città siciliane sarebbero costrette a tagliare i servizi. Meno fondi, meno servizi e a pagare sono i cittadini. E' evidente. Non posso continuare a erogare un servizio per il quale non ricevo denaro. E' economicamente impossibile e io ho il dovere di tutelare l'azienda e i lavoratori".

Preoccupazioni confluite in una presa di posizione dell'Asstra - l'associazione trasporti di cui Gristina è componente di Giunta nazionale - che denuncia il rischio "di cancellare in un sol colpo il trasporto pubblico locale urbano ed extraubrano, determinando inefficienze, diseconomie e il sicuro licenziamento per i lavoratori del comparto" e definisce l'idea di tagliare i fondi un "segnale gravissimo e in controtendenza rispetto al resto del Paese".

"L'azienda - spiega ancora Gristina - non ha un euro di debiti con le banche. Il tram ha 900 mila chilometri di servizio pubblico all'attivo. E' un servizio utilizzatissimo, siamo intorno a 200 mila utenti al mese. I nostri fornitori ci danno fiducia. Certo, se poi c'è chi parla di 'crisi' o 'fallimento' senza contezza dei numeri, ma per motivi 'altri', è chiaro che poi questo ha delle ripercussioni. Suscita dubbi nei nostri partner e rende il nostro lavoro più complesso. Invece di rendere un servizio alla città e agli utenti... ottiene l'effetto opposto".

"Siamo aperti al confronto, non ci sottraiamo ai controlli, ma il fine deve essere quello di fare progredire l'azienda", ribadisce il presidente dell'Amat.  Solo ieri un duro atto d'accusa è arrivato dal consigliere comunale Sabrina Figuccia, che si è detta pronta ad andare in Procura per il "no" ricevuto dall'azienda alla richiesta di una visita ispettiva: "L’Amat è una scatola di vetro trasparente, la cui attività viene svolta alla luce del sole, oppure uno scrigno di oscuri segreti, che deve custodire chissà quali misteri inconfessabili?".

"Nei giorni scorsi, - precisa Gristina - in seguito a un confronto congiunto con la terza e la settima commissione, il consigliere Figuccia ha effettuato un'ispezione. Quando poi è giunta la richiesta di una seconda visita, le è stato risposto che nella data da lei indicata (ovvero l'indomani rispetto alla richiesta), non sarebbe stato possibile. Si è presentata ugualmente, con una telecamera al seguito... E' semplicemente impensabile che l'azienda si sottragga alle visite ispettive. Il Consiglio comunale è sovrano. Ma un conto sono le ispezioni con un fine, altro è la polemica. Noi abbiamo agito correttamente e le porte non sono state 'sbarrate'. Era stato tempestivamente detto che l'ispezione non poteva avere luogo. Non accetto che si parli di azienda gestita come 'affare di famiglia', da chi oltrettutto è legata all'azienda proprio per ragioni familiari. E' surreale. L'integrità e la salvaguardia dell'azienda sono le nostre priorità, non la visibilità". 

"Guardo al futuro - conclude Gristina - a cosa fare per difendere i dipendenti e l'azienda. Guardo ai servizi offerti, come la sostituzione entro fine anno di altri 122 bus".

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