Linee bus soppresse, l'allarme: "Così periferie ancora più isolate"

Comitati cittadini e residenti parlano di emarginazione. Le linee attive, 57 rispetto alle precedenti 88, non riuscirebbero a soddisfare la richiesta quartieri come lo Zen, Boccadifalco, Borgo Molara e Vergine Maria. Chinnici: "Nessuna campagna informativa adeguata". Si alza il coro di polemiche

Pensilina "fantasma" allo Zen, nei pressi del Conca d'Oro

Gioie e dolori per il nuovo piano sulla rete dei bus, con gli abitanti delle periferie "emarginate" che invocano l’intervento dell’Amministrazione. Il riassetto delle vetture dell’Amat per il trasporto pubblico su gomma hanno creato diversi malumori, portando cittadini e comitati a parlare di "discriminazione". Dal primo gennaio sono state sospese numerose linee, facendo scendere il numero da 88 a 57, lungo i percorsi già coperti dal tram o dove le linee si sarebbero "sovrapposte". "Non abbiamo più le linee 923 e 440, aggravando - spiegano dal Comitato civico per Boccadifalco - la situazione di marginalità del nostro quartiere". Ma i disagi riguardano anche altre zone altamente popolate come lo Zen. "Il Comune, che qui ha tagliato le linee 961 e 662 - si chiede Gianni Dragna, consigliere della settima circoscrizione -, ha pensato a studenti, anziani e più in generale a chiunque non abbia macchina?".

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dario-chinnici-2Al coro di polemiche si unisce anche il vicepresidente della Terza circoscrizione, Dario Chinnici, che punta il dito contro l’assessore comunale alla Mobilità Giusto Catania: "Il nuovo piano dell'Amat lascia le periferie sempre più lontane dal centro. L’assessore ancora una volta ha dimostrato di essere approssimativo". Ma oltre alla riorganizzazione delle vetture, che sulle "linee calde" sembrerebbe riuscire a garantire una frequenza di bus maggiore, i problemi riguarderebbero anche le "capacità comunicative" del Comune e della sua azienda partecipata. "E' inconcepibile - aggiunge Chinnici - che cambino i percorsi dei bus dall’oggi al domani senza una preventiva campagna di comunicazione. E' inconcepibile che le tabelle siano prive di indicazioni ed è altrettanto inconcepibile dover prendere in alcuni tratti ben tre bus dall’estrema periferia per giungere a piazza Castelnuovo. Sarebbe stato più saggio - conclude - stampare delle brochure informative da distribuire preventivamente ai capolinea, apporre le dovute indicazioni in tutte le fermate e creare un apposito sito web funzionante e leggibile. Non come quello attuale dell’Amat".

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luisa-la-colla-2Ma le zone "scoperte" o che, secondo cittadini e consiglieri comunali subiranno il contraccolpo, sono anche altre. "Gravissima la soppressione della linea 675 per l’ospedale Cervello - spiega il consigliere del Pd Luisa La Colla - così come quelle che congiungono la borgata di Vergine Maria con la città e la Molara con le zone limitrofe". E lo dichiara a pochi giorni dell’avvio del servizio tram, sostenendo che "per di più non è ancora efficiente e il progetto vada completato con nuove vetture da acquistare". Il tram, infatti, secondo la consigliera dem, "non serve tutta Palermo e non è quindi sufficiente: bisogna integrare con i bus, non eliminarli. Tanti anziani e ragazzi usano da sempre questo mezzo e non può essere bastevole pensare al car sharing o al bike sharing, seppur utilissimi, per affermare che Palermo sia una città dalla mobilità sostenibile".

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Gianni Dragna-2Di giovani e over 65 torna a parlare anche Gianni Dragna per il quartiere Zen, che conta quasi 40 mila abitanti: "Hanno sospeso le linee 961 e 662 e così facendo hanno messo in difficoltà tantissimi palermitani. Se studiare è un diritto lo è anche potersi muovere su dei mezzi pubblici funzionanti. Hanno pensato agli studenti che dovranno andare a scuola o agli anziani che vanno solo in bus per arrivare in centro, magari a fare delle visite di controllo dal medico curante?". Oltre alle linee soppresse, quelle restanti sembrerebbero non rispondere alle esigenze del quartiere Zen: "Hanno lasciato solo la linea 619, utilizzando le vetture piccole dove praticamente mancherà l’aria. Devono riattivare - aggiunge Dragna - la 662 e gli autobus devono essere quelli da 12 metri. I residenti dello Zen non chiedono nulla a questa Amministrazione perché tanto sanno come ragiona".

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