Amat, 10 mila euro a due agenzie di stampa e un giornale: in Consiglio opposizioni all'attacco

Con una determinazione del presidente Cimino, la società di via Roccazzo ha affidato a tre aziende editoriali la "divulgazione di comunicazioni istituzionali". Figuccia (Udc): "Uno sperpero di fondi pubblici". Forello (Oso): "Decisione illegittima ed arbitraria"

Il presidente dell'Amat Cimino

Con una determinazione dello scorso 21 aprile, ma pubblicata solo oggi nella sezione amministrazione trasparente, il presidente dell'Amat Michele Cimino ha stipulato una convenzione con due agenzie di stampa (Ansa e Italpress) e un'azienda editoriale (Mercurio Comunicazione) per la "divulgazione di comunicazioni istituzionali aziendali".

Così si legge nell'atto proposto dall'area Mobilità sostenibile della società di via Roccazzo e sottoscritto dal presidente Cimino. L'affidamento dei servizi, per un totale di 9.810 euro oltre Iva, è avvenuto dopo trattativa privata (e relativa presentazione di offerte) con le tre aziende. In questo modo, si legge nella determinazione, l'Amat ha deciso di "affidare la comunicazione che la governace aziendale riterrà giornalmente più opportuna" ad Ansa, Itapress e Mercurio Comunicazione. Società quest'ultima che edita il giornale online ilsicilia.it e che per Amat dovrà occuparsi di "elaborazioni di testi e videoriprese".

"Si tratta di attività d'ufficio stampa" sottolinea Sabrina Figuccia (Udc), che domanda: "Perché non affidarsi all’ufficio stampa del Comune, socio unico di Amat? Perché non cercare tra i propri dipendenti magari qualche giornalista pubblicista, come detta la legge? E poi, perché fare una sorta di trattativa privata soltanto con tre agenzie e non fare un bando pubblico aperto a tutti gli operatori?".

"Un paio di settimane fa - ricostruisce Figuccia - i vertici dell’azienda di via Roccazzo hanno deciso di stipulare una convenzione con alcune agenzie di stampa per divulgare le proprie iniziative, con un impegno di spesa di circa 10 mila euro. Il presidente Cimino & C. hanno avuto davvero un bella idea, soprattutto in momento nel quale la stessa azienda è sull’orlo del fallimento, con i dipendenti rimasti senza stipendi e con la maggior parte dei mezzi chiusi nei depositi per l’emergenza sanitaria. Un bel modo di sperperare fondi pubblici - l’Amat sopravvive grazie ai contributi di Regione e Comune - e soldi dei cittadini, che sovvenzionano l’azienda con il pagamento di biglietti ed abbonamenti (per un servizio che purtroppo tutti i palermitani conoscono bene…) e con le zone blu e la Ztl (almeno per adesso sospesa)".

"Con una sola decisione - conclude Figuccia - i vertici dell’Amat hanno collezionato una bella serie di pessime figure, come sempre sulla pelle dei palermitani. Mi auguro che il sindaco Orlando intervenga per impedire questo scempio". Sulla vicenda interviene anche il consigliere comunale Ugo Forello (gruppo Oso): "La decisione dei vertici dell'Amat oltre che inopportuna, appare del tutto illegittima ed arbitraria. In un momento in cui sono a rischio gli stipendi dei lavoratori della partecipata, sperperare in questo modo circa 10 mila euro è inaccettabile".

"Ancora di più - dice ancora Forello - per la circostanza che fra i dipendenti della partecipata vi siano anche giornalisti che avrebbero potuto svolgere le funzioni di addetto stampa e che, invece, vengono destinati ad oggi a funzioni diverse. Inoltre, attribuire le funzioni e i comunicati stampa alla gestione di un noto quotidiano online siciliano, vicino a una nota forza politica, risulta ancor di più incomprensibile. La società è ormai fuori qualsivoglia forma di controllo analogo del Comune. E' opportuno un intervento urgente dell'amministrazione e dei dirigenti del settore per bloccare e porre nel nulla questa pseudo convenzione con agenzie di stampa. Anche il sindacato unitario dei giornalisti si faccia sentire".

"Trovo quantomai singolare - dichiara Fabrizio Ferrandelli, esponente di punta +Europa in Sicilia - che mentre l'Amat è in sofferenza economica tanto da non riuscire a pagare i dipendenti, si trovino le risorse economiche per esternalizzare parte della comunicazione istituzionale, pur  avendo al proprio interno figure adatte. Il tutto, a quanto pare, senza nessuna procedura di evidenza pubblica. Raccolgo il grido dei sindacati sul futuro dell’azienda, ma allo stesso tempo questo non potrà che partire da una profonda operazione di verità su scelte industriali e critiche gestionali".

Per i consiglieri del M5S Cocetta Amella, Antonino Randazzo, Viviana Monaco, "è quanto meno imbarazzante e vergognoso che un'azienda come l'Amat costretta a ricorrere alla cassa integrazione per i propri dipendenti, priva di liquidità di cassa, in perenne ritardo nel pagamento degli stipendi, decida di investire cosi 10 mila euro. E' un investimento che non migliora né la qualità dei trasporti e né l'immagine dell'azienda. Piuttosto ci si impegni nella risoluzione dell'appalto per il servizio del global service, la cui proroga costa all'azienda quasi 300.000 euro in più di quelli previsti".

In serata arriva la presa di posizione del segretario di Assostampa Palermo, Giuseppe Rizzuto, che dichiara: "L’Amat ha intenzione di firmare​ convenzioni con le agenzie di stampa Ansa e Italpress e con la società Mercurio Comunicazione per una spesa complessiva di circa 10 mila euro. Nelle motivazioni della determinazione del presidente Michele Cimino c’è la necessità​ di 'attivare, temporaneamente, il canale informativo al cittadino'. L’Assostampa Palermo apprezza l’intento dell’Amat in considerazione del fatto che una società di servizio pubblico ha indispensabile bisogno di informare la cittadinanza. Tuttavia la soluzione 'temporanea' non assolve efficacemente all’obiettivo suddetto. E’ necessaria una struttura stabile interna. Nel piano del fabbisogno dell’Amat questa esigenza era contemplata. Si prevedeva la costituzione dell’ufficio stampa con all’interno giornalisti. Non vorremmo che la 'temporaneità' rinviasse sine die questo obiettivo. Torniamo a ribadire che il sindacato unitario dei giornalisti chiede alle pubbliche amministrazioni e alle società partecipate di istituire gli uffici stampa nella forme previste dalla legge 150 del 2000 con pubbliche selezioni e con l’applicazione di contratti giornalistici sottoscritti dalla Fnsi. Aggiungiamo che l’Amat avrebbe potuto attingere a professionalità interne. Assostampa ​Palermo intende avviare un’interlocuzione con la presidenza dell’Amat e vigilerà affinché le convenzioni non vengano utilizzate come escamotage per non applicare i contratti di lavoro giornalistici".

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