Amap, i sindacati: "Ingiustificato il ricorso alla cig per i lavoratori dell’azienda"

Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Palermo intervengono sulla vertenza Amap e sul ricorso alla cassa integrazione da parte dell’Azienda per 348 dipendenti

“Riteniamo ingiusto che l’Azienda continui a fare ricorso per i lavoratori dell’Amap, alla cassa integrazione che avevamo siglato, in quanto giustificata, solo per la prima fase di emergenza Covid. La dirigenza continua ad agire unilateralmente senza ascoltare le parti sociali”. Cosi i sindacati di Amap, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Palermo, intervengono sulla vertenza Amap e sul ricorso alla cig da parte dell’Azienda per 348 dipendenti.

“Le  motivazioni del mancato rientro dei lavoratori non sono state chiarite da parte di Amap e di certo non hanno a che fare con l’emergenza Covid. I dipendenti infatti svolgono un servizio fondamentale di pubblica utilità per la città,  che non si è mai fermato, nonostante la mancanza in alcuni casi dei dispositivi di sicurezza. Adesso è giunto il momento, con il rispetto di tutte le misure per la sicurezza, di far ripartire tutte le attività aziendali. Allo stesso tempo, noi abbiamo dato la disponibilità per la ricerca di soluzioni che utilizzino strumenti diversi per la turnazione del personale, ma non siamo mai stati ascoltati” commentano Nino Musso coordinatore provinciale Filctem Cgil, Andrea Perrone segretario Femca Cisl e Maurizio Terrrani segretario Uiltec Palermo.

I sindacati aggiungono, “riteniamo, inoltre, sia inaccettabile il massivo ricorso alle esternalizzazioni da sempre perpetrato dall’Azienda, come quella legata al pronto intervento sulla rete fognaria che raggiunge i 34 comuni dell’interland palermitano. Siamo dell’idea che, prima di continuare a utilizzare l’intervento di un ammortizzatore sociale, sia indispensabile saturare il personale con il rientro di una serie di attività che possono essere svolte dai lavoratori di Amap. Purtroppo, con rammarico, apprendiamo che la dirigenza ha deciso in maniera risolutiva e unilaterale di percorrere una strada, che a noi appare incomprensibile. Se non verremmo ascoltati dovremo avviare a tutela del futuro dei lavoratori e del servizio importante che svolgono per la città, iniziative di protesta”

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