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Cronaca

L'Amap lavora al piano di sicurezza dell'acqua: "Nuovi controlli sulla qualità con sistemi d'allarme anticipato"

La prossima settimana prima riunione fra i tecnici dell’azienda e gli esperti dell’Istituto superiore di sanità. Di Martino: "Con la reingegnerizzazione dell'analisi dei dati, le informazioni verranno condivise anche con gestori, enti e istituzioni che si occupano della salute nel nostro territorio"

Creare un sistema integrato di prevenzione di ogni possibile rischio di tipo sanitario e di sicurezza legato all?intero ciclo dell?acqua potabile, che vada oltre e sia posto a monte dell?attuale sistema di costanti e periodici controlli ordinari sulla qualità. Questo l?obiettivo principale del "Piano di sicurezza dell?acqua - Psa" al quale l?Amap lavorerà dai prossimi giorni con il supporto tecnico-scientifico dell?Istituto superiore di sanità.

Il piano, che si basa su una direttiva europea sulla qualità dell'acqua e che segue le indicazioni fornite dall?Organizzazione mondiale della sanità e dal ministero della Salute, "supera il concetto di controllo e monitoraggio come sono oggi intesi - spiega Alessandro Di Martino, amministratore unico di Amap - con una nuova filosofia che mira soprattutto alla prevenzione sotto il profilo tecnico e operativo e ad un appropriato uso della risorsa idrica da parte dei cittadini".

Il Psa, per la cui stesura si terrà la prossima settimana una prima riunione operativa fra i tecnici dell?azienda e gli esperti dell?Istituto di Sanità, si muoverà su quattro assi principali che corrispondono ad altrettanti obiettivi: la prevenzione di emergenze di tipo idrico-potabile, attraverso una valutazione di ogni possibile evento critico nelle sorgenti e negli invasi, agli impianti di potabilizzazione e lungo la rete di distribuzione, tenendo conto anche degli scenari che si stanno delineando con il cambiamento ambientale e climatico in atto; la tempestiva verifica di eventuali eventi di contaminazione, attraverso un sistema di monitoraggio, telecontrollo ed allarme anticipato; la protezione delle aree di captazione e delle sorgenti, con la predisposizione di piani condivisi con tutti gli enti e le istituzioni coinvolte; la messa in atto di condizioni adeguate per favorire la partecipazione dei cittadini in modo consapevole e attivo, migliorando strumenti e procedure di comunicazione ordinaria e di emergenza.

"Tutto questo - spiega ancora Di Martino - avverrà ricorrendo necessariamente ad una reingegnerizzazione dei sistemi di raccolta e analisi dei dati, la costruzione di basi informative tramite le quali condividere informazioni non solo all?interno dell?azienda, ma anche e soprattutto con gestori, enti ed istituzioni che si occupano di monitoraggio e protezione del territorio e della salute nel nostro territorio". Proprio per l?ampiezza del lavoro previsto, in considerazione della dimensione assunta dall?Amap con i 44 comuni serviti nell?area metropolitana, il processo di stesura del piano si svolgerà per gradi, partendo dal sistema acquedottistico dello Jato, che, alimentato dalle acque del lago Poma di Partinico, è a servizio dei comuni di Balestrate, Trappeto, Terrasini, Cinisi, Carini, Capaci e Isola delle Femmine, oltre che di un?ampia parte del capoluogo, con una popolazione servita di circa 150 mila abitanti.

"Così come per il piano di sviluppo e investimenti strutturali - conclude Di Martino - la nostra prospettiva è stata tarata a realizzare un sistema che duri nel tempo, valicando certamente almeno i prossimi decenni anche tenendo conto dell?evoluzione del nostro territorio e delle condizioni climatiche, per dare ai cittadini la garanzia di poter usare una risorsa non soltanto pubblica, ma sicuramente di alta qualità e sicurezza".

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