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Lunedì, 17 Giugno 2024
Beni confiscati / Altavilla Milicia

Il Comune di Altavilla ignora l'accesso agli atti sul Cambio Rotta, l'ex sindaco: "Intervenga il prefetto"

A dicembre Antonino Parisi ha chiesto le carte sulla gestione, da parte del Consorzio Ulisse, di villa Geraci (bene confiscato alla mafia) ma non ha ricevuto risposta. "I 30 giorni previsti per legge sono passati, dove sono bilanci e relazioni?". E riaffiorano i dubbi sullo scioglimento dell'ente nel 2015: "C'è un 'sistema' che s'insinua nella politica..." 

L'ex sindaco di Altavilla Milicia, Antonino Parisi, si rivolge alla prefettura per fare luce sull'utilizzo di villa Geraci, bene confiscato alla mafia che fino a dicembre ospitava il Cambio Rotta: il centro di aggregazione polivalente aperto ai giovani e alle attività socio culturali, recentemente riconsegnato al Comune dopo la revoca della concessione al Consorzio Ulisse, che l'avrebbe trasformato essenzialmente in un locale della movida, come aveva raccontato PalermoToday. Lo scorso 9 dicembre, tramite pec, Parisi ha avanzato al Comune di Altavilla una richiesta di accesso agli atti per visionare i bilanci e le relazioni dal 2012 (anno di affidamento di villa Geraci al Consorzio Ulisse) al 2022, nonché l'eventuale corrispondenza fra il gestore e i soggetti istituzionali a vario titolo interessati.

Altavilla, bene confiscato trasformato in locale della movida

"I trenta giorni di tempo previsti per legge sono passati e non ho ricevuto risposta né di accesso né di diniego - dice l'ex primo cittadino - a oggi non ho contezza nemmeno dell'avvio del procedimento e della nomina del responsabile al quale la pratica è stata assegnata. Ecco perché ho chiesto al prefetto un intervento di diffida, messa in mora e accesso ispettivo nei confronti dell'amministrazione comunale, informando anche la commissione regionale Antimafia: ritengo infatti che in Sicilia sia necessario alzare il livello d'attenzione sulla gestione dei beni confiscati". 

Cosa l'ha spinta a chiedere un accesso agli atti sulla vicenda del Cambio Rotta?
"Tutti i presentimenti che avevo sin dai tempi della mia sindacatura si sono rivelati una triste realtà. Quel bene, villa Geraci, è stato dato in concessione per finalità sociali e invece è stato utilizzato a scopo meramente commerciale e speculativo. Questo ha fatto, sin dall'inizio, il Consorzio Ulisse. Ricordo bene l'inaugurazione del Cambio Rotta alla presenza del viceministro dell'Interno Filippo Bubbico, oltre ai rappresentati di Legacoop, dello stesso Consorzio e del senatore Giuseppe Lumia, ex presidente della commissione nazionale Antimafia: io, allora sindaco da circa un mese, ho notato che non c'era nessun posto letto all'interno della struttura, che da progetto avrebbe però dovuto ospitare un ostello. L'ho fatto presente ai rappresentanti del Consorzio e mi è stato detto che da lì a poco li avrebbero realizzati. Invece, niente di tutto ciò è stato fatto, motivo per cui è scaturita la necessità di vigilare sulla gestione di un bene, villa Geraci, che fa parte del patrimonio del Comune di Altavilla. Attendo con ansia di visionare bilanci e relazioni delle attività svolte dal Cambio Rotta nell'ultimo decennio (2012-2022), nonché le eventuali note di sollecito e di diffida da parte del Comune al Consorzio Ulisse, i progetti di partenariato o patrocinio, i finanziamenti ottenuti dai gestori e quelli erogati dall'ente (anche per l'esecuzione di lavori), la corrispondenza intercorsa negli anni con l'Agenzia nazionale dei beni confiscati alla mafia e quella con prefettura e forze dell'ordine".

L'ex sindaco di Altavilla Antonino Parisi

L'amministrazione comunale di Altavilla avrebbe potuto revocare prima la concessione di villa Geraci al Consorzio Ulisse?
"Secondo me c'erano tutti i presupposti per revocarla già nel 2015. Da sindaco ho chiesto a prefettura e Agenzia dei beni confiscati alla mafia come regolarmi e di dare ausilio al Comune con dei controlli. Non sono stato assecondato e i controlli li ho dovuti sollecitare io a carabinieri e polizia. Dalle relazioni però non emergeva mai nulla di anomalo. Anomalie che invece sono emerse l'unica volta che la polizia municipale è andata al Cambio Rotta su mia disposizione. Ho così cominciato a chiedere al Consorzio Ulisse relazioni e bilanci, come prescrive la legge e il regolamento comunale sui beni confiscati approvato dal Consiglio, visto che fino a quel momento non erano stati prodotti. Di tutte le mie richieste ho informato l'Agenzia dei beni confiscati, che ai tempi mi ha inoltrato una relazione del Consorzio Ulisse di qualche giorno prima senza i bilanci allegati però".  

Il caso del Cambio Rotta: "Il villino Geraci verrà riconsegnato al Comune"

Lei ha appena detto che "c'erano tutti i presupposti per revocare la concessione già nel 2015". Perché, allora, non lo ha fatto quando era sindaco?
"Non mi è stato consentito di arrivarci. Il 4 febbraio 2014 la mia amministrazione comunale è stata sciolta per presunti condizionamenti mafiosi, smentiti sia in sede penale, con l'archiviazione della mia personale posizione da parte del tribunale di Termini Imerese, sia in sede di giustizia amministrativa in primo grado davanti al Tar, che mi ha reintegrato nella carica di sindaco. Com'è noto però il Consiglio di Stato il 10 dicembre 2015 ha ribaltato la sentenza del Tar confermando lo scioglimento del Comune deciso dal ministero dell'Interno su proposta della prefettura. L'allora prefetto Francesca Cannizzo, condannata poi sia in primo che in secondo grado nell'ambito del processo sul cosiddetto 'Sistema Saguto', era giunta allo scioglimento del Comune senza la procedura di accesso agli atti normalmente disposta dalla stessa prefettura, cosa che avviene solo in casi eclatanti, in assenza del pur minimo dubbio. Tutto ciò nonostante due solleciti formali inviati proprio alla prefettura. Non a caso nella sentenza del Tar c'è scritto che le indagini non furono 'né obiettive né terze'. Ho motivo di credere che le attenzioni da me riservate alla gestione di villa Geraci possano rientrare in quota parte nella vicenda dello scioglimento del Comune". 

Da quello che dice sembrerebbe che Altavilla possa essere annoverato nella schiera di Comuni siciliani che, secondo l'ex commissione regionale Antimafia presieduta da Claudio Fava, sono stati "sciolti in modo disinvolto e strumentale"...
"Quella relazione fu prodotta dalla commissione regionale Antimafia alla fine delle audizioni sul ciclo dei rifiuti nell'Isola. Sul tema rifiuti ricordo che durante il mio mandato il Comune di Altavilla è uscito dal Coinres. In quel periodo sono stati toccati altri 'nervi scoperti' come la gestione dell'acqua e appunto i beni confiscati. Ad Altavilla c'è da parecchi anni un 'sistema', simile a quello posto in essere da Antonello Montante, che condiziona e s'insinua nella politica locale. Ecco perché in questa vicenda voglio andare sino in fondo, facendo da libero cittadino quello che mi è stato impedito di fare quando ero sindaco. Lo considero un dovere civico".

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