Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca Tribunali-Castellammare / Foro Italico Umberto I

Almaviva, in attesa dello sciopero assemblea al Foro Italico: "In gioco le sorti di 570 famiglie"

L'incontro è stato indetto dai sindacati che chiedono ai rappresentanti delle istituzioni e della politica di partecipare per ribadire che Palermo non può permettersi di perdere questi posti di lavoro. La vertenza è scoppiata dopo che Ita, la nuova Alitalia, ha affidato l’assistenza clienti a Covisian senza l’inserimento delle clausole di salvaguardia sociale

Lavoratori Almaviva in protesta al Politeama - Foto d'archivio

In attesa dello sciopero, programmato per il 9 settembre, i sindacati hanno indetto per mercoledì un'assemblea al Foro Italico per discutere del futuro dei lavoratori Almaviva Contact. Il dibattitto si terrà, dalle 16 alle 20, altezza di via Lincoln. Cgil Cisl Uil Palermo, Ugl, insieme alle segreterie territoriali di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom uil e Ugl Tlc invitano a partecipare anche i rappresentanti delle istituzioni e della politica per ribadire che Palermo non può permettersi di perdere questi posti di lavoro. 

“In gioco - spiegano – ci sono le sorti di 570 famiglie. È inaccettabile che un’azienda di fatto pubblica, Ita (al 100% di proprietà del ministero del Tesoro) - continuano - bandisca una gara di questa entità con modalità privatistiche, non rispettando la legge sulle clausole sociali, mettendo in pericolo in prima battuta il posto di lavoro di 621 lavoratori del Sud e inoltre creando un pericolosissimo precedente che mette a rischio l’intera temuta di un settore che da un ventennio costituisce il più fertile polmone occupazionale del sud ed in particolare della Sicilia”. 

La vertenza è scoppiata dopo che Ita, la nuova Alitalia, ha bandito una gara d’appalto per la gestione dell’assistenza clienti finora svolta da Almaviva, assegnandola poi a Covisian senza l’inserimento delle clausole di salvaguardia sociale. “Una vertenza cittadina che - affermano le sigle sindacali - coinvolge il territorio produttivo della città di Palermo, la tenuta occupazionale di tante famiglie e ricadute sociali insostenibili, visto anche l’attuale momento storico che vede questa regione perdere una parte rilevante del proprio Pil e un incremento esponenziale dei livelli di disoccupazione".

Da qui l’esigenza di indire un confronto cittadino utile a determinare un’assunzione di responsabilità di tutta la rappresentanza politica eletta sul territorio a sostegno della vertenza. "Siamo consapevoli della complessità del passaggio dalla vecchia compagnia di bandiera alla nuova e - concludono i sindacati - del tentativo di esibire alla comunità europea una connotazione di forte discontinuità, ma questo non può essere il pretesto per destrutturare un sistema regolatorio posto a tutela dei livelli occupazionali, in assenza del quale le conseguenze per Palermo sarebbero estremamente gravi ed insostenibili”.
 

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