Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Almaviva perde la commessa Ita, 570 lavoratori senza garanzie per il futuro

La new company del trasporto aereo ha affidato il servizio di assistenza clienti alla società milanese Covisian. Nel comunicato ufficiale con cui si annuncia il risultato della gara, nessun accenno alle clausole di salvaguardia per i lavoratori del call center di Palermo: l'appello di Orlando e Marano al governo nazionale

Adesso il futuro fa davvero paura per i 621 lavoratori di Almaviva Contact, 570 nel call center di Palermo, che fino a oggi sono stati impiegati nell'assistenza clienti di Alitalia. La new company Ita-Italia trasporto aereo, sorta dalle "ceneri" di Alitalia, al termine della procedura competitiva avviata all'inizio di agosto, ha scelto, infatti, la società milanese Covisian per la fornitura del servizio. Alla gara ha partecipato anche la società Almaviva Contact. E in assenza di certezze sulla continuità occupazionale dei dipendenti di Almaviva, dal Comune di Palermo lanciano l'allarme: "Stupisce che Ita, nei comunicati ufficiali, non abbia fatto cenno alle salvaguardie occupazionali previste dalla nostra legislazione", scrivono il sindaco Leoluca Orlando e l'assessore al Lavoro Giovanna Marano. 

A stupire anche la precisazione che, nell'attesa che la società aggiudicataria avvii il servizio, "si aprirà un breve periodo di interim durante il quale tale attività verrà svolta da personale di Alitalia in amministrazione straordinaria". Ita "ritiene l'area del Customer Center un elemento fondamentale nella relazione con il cliente per la quale è importante assicurare la massima efficienza e sostenibilità. Per questo motivo, nella scelta del fornitore, si è tenuto conto della necessità di erogare tale servizio dall'Italia e della flessibilità nel gestire la curva dei volumi di telefonate in funzione delle esigenze della compagnia da questa fase iniziale di transizione alla fase di piena operatività, il tutto offrendo soluzioni digitali e innovative".

A breve, tra l'altro, Ita avvierà una consistente digitalizzazione del servizio e "metterà a disposizione una piattaforma virtuale a supporto dell'operatività del Customer Center che utilizzerà nuove tecnologie in ambiente cloud sviluppate da aziende leader di mercato, come la piattaforma Salesforce per la gestione della relazione con i clienti e l'infrastruttura Amazon Web Services per le attività telefoniche, che consente l'impiego anche dell'intelligenza artificiale per migliorare tempi di risposta e qualità nella soluzione delle problematiche del cliente".

Ma nella nota nessun accenno al destino dei lavoratori che attualmente curano il servizio per Almaviva Contact. "Chiediamo al ministro del Lavoro, Andrea Orlando, di prendere in mano questa grave e delicatissima situazione e gli chiediamo che sia prioritariamente esercitata la clausola di salvaguardia occupazionale", è l'appello di Orlando e Marano.

Intanto, dal 26 agosto partirà una campagna di raccolta di candidature per le figure professionali da inserire successivamente nelle aree operative di volo e di terra e in quelle di staff. Il processo di raccolta delle candidature avverrà online, sul sito web https://cving.com/ita-jobs. E per il 25 agosto, alle 10.30, ha convocato le parti sociali con l'obiettivo di avviare la negoziazione di nuove condizioni di lavoro in linea con le prassi di mercato. 

Le reazioni

"Ad oggi l'inerzia del ministro del lavoro, Andrea Orlando, e del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgietti, è inaccettabile. Fare un'operazione di questo tipo, in pieno agosto, con una neonata società a completa partecipazione pubblica, senza neanche garantire il confronto e il dialogo con le parti sociali e i lavoratori è di una gravità inaudita. Ci sono in gioco 621 famiglie che tra Palermo e Rende non conoscono il loro destino. Sto contattando ancora una volta tutti i ministeri per una convocazione urgente”, dichiara il parlamentare nazionale del Movimento 5 Stelle, Adriano Varrica.

"Nell’indifferenza generale, oltre 500 posti di lavoro sono a fortissimo rischio. È fondamentale che i Governi nazionale e regionale si attivino immediatamente per il rispetto della clausola sociale e il passaggio nella società vincitrice del servizio di assistenza. Occorre evitare una beffa atroce per i lavoratori e le lavoratrici cha hanno già pagato un prezzo altissimo con continue rinunce e sacrifici e che oggi rischiano di essere dimenticati", dice il presidente della commissione Antimafia Claudio Fava.

“Per la nuova compagnia Ita è un pessimo inizio - dicono Marianna Caronia e Igor Gelarda della Lega - a maggior ragione se si pensa che nasce grazie ai fondi stanziati dallo Stato. Non è pensabile che il primo passo della nuova società sia quello di costringere alla disoccupazione 500 lavoratori e lavoratrici palermitani. Per questo chiediamo che il Governo nazionale e quello regionale si attivino subito per l'applicazione delle clausole sociali, previste da una legge nazionale nata proprio a seguito di situazioni analoghe che hanno coinvolto il settore dei call center".

Preoccupazione è espressa da Slc Cgil e Cgil Palermo: "Permangono e si rafforzano le nostre preoccupazioni per il futuro dei lavoratori di Palermo.  Riteniamo pertanto dirimente l'apertura nei prossimi giorni di un tavolo istituzionale, già opportunamente richiesto dalle segreterie nazionali. Un tavolo che deve dare risposte concrete ai lavoratori garantendo loro una continuità occupazionale. Ita è una azienda pubblica e come tale no può sfuggire all'applicazione delle clausole sociali previste per legge e dal contratto nazionale".

"Pensare di licenziare 500 persone in questo momento storico è pura follia: se Ita, la nuova compagnia area sorta sulle ceneri di Alitalia, intende fare quadrare i conti sulla pelle dei lavoratori di Almaviva, facendo macelleria sociale, sbaglia di grosso. Abbiamo chiesto al governo nazionale di attivarsi immediatamente perché sia scongiurato questo pericolo che sarebbe fatale per Palermo", commenta il capogruppo di Italia Viva al Consiglio comunale Dario Chinnici.

Per il deputato nazionale Pd Carmelo Miceli "sul caso, che sicuramente muoverà l'attenzione del governo nazionale, dovrebbe subito attivarsi anche il governo regionale, dimostrando di avere a cuore il lavoro dei siciliani in questi mesi già messi duramente alla prova dalla pandemia".

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