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Domenica, 22 Maggio 2022

VIDEO | Ex Almaviva, si infiamma la protesta: lavoratori occupano la sede di via Ugo La Malfa

Si scaldano gli animi degli operatori dopo che Ita nei giorni scorsi ha disertato la convocazione del ministero del Lavoro. Chiedono la riapertura immediata del tavolo romano con sindacati, governo e Covisian per scongiurare il licenziamento di 543 persone e le dimissioni del manager Alfredo Altavilla

Continua la protesta delle lavoratrici e dei lavoratori Covisian e Almaviva per la commessa Ita. Stamani i lavoratori hanno occupato la sede di Covisian in via La Malfa  “vista la totale assenza di Ita e l’incapacità del Governo di portare la stessa al tavolo di confronto”.

“Un grido disperato quello delle lavoratrici e dei lavoratori di Covisian e Almaviva che continuano a lottare senza tregua per rivendicare l’immediata riapertura del tavolo di confronto tra sindacato, Governo, Ita e Covisian per scongiurare i licenziamenti di 543 lavoratori”, spiega Francesco Assisi segretario generale Fistel Cisl Sicilia. “Non c’è più tempo, il Governo deve immediatamente convocare tutte le parti al tavolo obbligando il rispetto degli accordi sottoscritti il 21 ottobre 2021 in sede ministeriale tra sindacato e Covisian. Palermo non si può permettere di perdere un solo posto di lavoro, e ad oggi ci sono 543 licenziamenti in atto, nessuno può giocare con il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie. L’operazione Ita in Italia, di fatto è una grande ‘truffa sociale’, solo in operazione economica finanziaria a danno degli italiani”.

“Questa manovra scellerata - continua Tania D’Agostino, segretario organizzativo Fistel Cisl Sicilia - , mette a rischio tutto il settore dei call center chiunque si sentirà autorizzato a non rispettare le leggi dello Stato e i contratti collettivi che regolano il lavoro e garantiscono la continuità lavorativa, creando solo disperazione e disoccupazione considerando che solo in Sicilia il settore coinvolge più di 15.000 famiglie”.

Dalla Fistel aggiungono “invitiamo tutte le Istituzioni nazionali e locali a tutelare il lavoro sano e produttivo in Italia, per restituire dignità alle lavoratrici e ai lavoratori che da più di 20 anni con grande senso di responsabilità e dedizione contribuiscono a creare valore per il nostro Paese. Le azioni di lotta per la difesa dei posti di lavoro nel nostro territorio continueranno fino a quando non si raggiungerà una soluzione definitiva alla vertenza che metta in sicurezza il futuro dei lavoratori palermitani”. Il segretario generale Cisl Palermo Trapani Leonardo La Piana conclude “si rischia uno scossone sociale in un territorio come Palermo dove date le condizioni economiche questi licenziamenti causerebbe una ulteriore e profonda crisi. Si intervenga con decisione per far rispettare gli accordi e la clausola sociale, questi lavoratori non possono di nuovo rivivere questo incubo”.

“Ita continua a sfuggire alle sue responsabilità con un atteggiamento sprezzante nei confronti delle istituzioni – dichiara il segretario generale Slc Cgil Palermo Marcello Cardella - Ci risulta che ad oggi non abbia risposto alla convocazione della commissione Lavoro della Camera, mentre Covisian non intende rispettare l'accordo firmato in sede ministeriale il 21 ottobre. I lavoratori e le organizzazioni sindacali continueranno la mobilitazione fino a quando tutti i 543 lavoratori non vedranno garantito il loro futuro occupazionale”.

Anche la politica mantiene i riflettori accesi sulla vicenda. La ministra e il sottosegretario del lavoro del Governo Conte 2, Nunzia Catalfo e Steni Di Piazza, unitamente al deputato palermitano Adriano Varrica, scrivono al ministro Orlando.  "Non si può più attendere oltre - dichiarano gli esponenti M5S - chiediamo al ministro Orlando di convocare entro la settimana il tavolo di crisi, alla presenza del ministero dell'economia e delle finanze, di quello dello sviluppo economico e di ITA Airways. Al netto del comportamento di Covisian, abbiamo una società a completa partecipazione pubblica che non sta facendo nulla per salvaguardare oltre 500 posti di lavoro a Palermo. Tutto ciò é vergognoso e il Governo deve lavorare ad una soluzione immediata e assumersi le proprie responsabilità".

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