Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Libertà / Via Filippo Cordova

Il popolo di Almaviva in piazza, fiaccole in mano e un solo desiderio: "Fateci lavorare"

I lavoratori sono partiti da piazza Vittorio Veneto per raggiungere la sede del call center in via Filippo Cordova. La protesta arriva dopo il fallimento dei vertici tra azienda e sindacati, sia a Roma sia nella sede di Sicindustria, e la conferma dei tagli. Ad aprire il corteo il sindaco Leoluca Orlando e l'assessore Giovanna Marano

Da anni vivono con l'ansia di perdere il lavoro, vedono sgretolarsi il loro mondo sotto i colpi delle delocalizzazioni, delle commesse che si riducono. Da anni però lottano e non si arrendono. Sono scesi nuovamente in piazza i lavoratori di Almaviva, che hanno dato vita a una fiaccolata. Sono partiti da piazza Vittorio Veneto per raggiungere la sede del call center in via Filippo Cordova. In mano candele, fiaccole e lumini, alcuni con scritto Sky, Almaviva e Wind 3.

VIDEO | Almaviva, fiaccole e lumini per tenere accese le speranze 

La protesta arriva dopo il fallimento dei vertici tra azienda e sindacati, sia a Roma sia nella sede di Sicindustria. Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl hanno così deciso di organizzare una fiaccolata per riportare l'attenzione sulle centinaia di lavoratori a rischio e, più in generale, sulle condizioni di chi lavora nel settore call center. I lavoratori hanno sfilato con un candela in mano come nella "veglia per il lavoro" dell'aprile 2016. Ad aprire il corteo il sindaco Leoluca Orlando e l'assessore Giovanna Marano.

Operatori Almaviva in piazza per difendere il lavoro

"La vertenza del call center siciliano che mette a rischio oltre 2500 posti di lavoro nei prossimi mesi - dice il segretario nazionale Ugl Telecomunicazioni Stefano Conti - Se non ci saranno segnali chiari e rapidi da parte del governo sulle possibili soluzioni a questa interminabile crisi, che riguarda non solo Almaviva Contact ma tutte le aziende che lavorano in outosurcer per i grandi committenti - afferma Conti - la prossima settimana è previsto anche uno sciopero per l'intero turno dei lavoratori siciliani del settore. Il territorio siciliano è solo il primo a mobilitarsi su una vertenza che non può che essere di carattere nazionale".  

"È inaccettabile - tuona Erasmo Palazzotto, deputato siciliano di Liberi e Uguali - che dopo anni di promesse e dopo tutti i sacrifici chiesti ai lavoratori di Almaviva non si sia riuscito a trovare una soluzione definitiva per un comparto così importante per l'economia del Paese e soprattutto della città di Palermo. Dopo l'incontro con il governo del settembre scorso che ha evitato 1600 licenziamenti, i lavoratori tornano in piazza per rivendicare un diritto fondamentale: il diritto al lavoro. Non è pensabile che si possa continuare con un mercato in cui l'assenza di regole permette ai committenti di chiudere e dirottare all'estero le attività, scaricando solo sui lavoratori il prezzo della competizione. Servono risposte strutturali per rilanciare un settore in forte crisi, impedire le delocalizzazioni e investire sulla riqualificazione dei lavoratori per affrontare le sfide dell'innovazione tecnologica".  

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