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Il sottopasso di via Leonardo da Vinci allagato

Il sottopasso di via Leonardo da Vinci allagato

Alluvione del 15 luglio, Orlando: "Rimborsare i cittadini per i danni subiti"

Al Comune sono giunte 450 richieste di risarcimento per la bomba d'acqua del giorno di Santa Rosalia, ma da una lettera del presidente del Consiglio si è appreso che "la Regione non ha avviato alcuna istruttoria". Pressing del sindaco per sollecitare la dichiarazione dello stato di calamità naturale

Il sindaco Leoluca Orlando torna a sollecitare la dichiarazione dello stato di calamità naturale ed emergenziale in merito alla bomba d'acqua che ha colpito Palermo lo scorso 15 luglio. "Alla fine della scorsa settimana, infatti, da una lettera ricevuta dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte - spiegano dal Comune - si è appreso che la Regione non ha avviato alcuna istruttoria della pratica".

"Il primo cittadino - si legge in una nota del Comune - aveva già scritto sia al presidente del Consiglio dei Ministri, sia al presidente della Regione Siciliana, con le note 719039 del 17/07/2020 e 857780 del 28/09/2020, al fine di ribadire la necessità dello stato di calamità per attivare le necessarie procedure di risarcimento dei danni causati dal violento nubifragio che ha colpito la città. Ora la nota della presidenza del Consiglio chiarisce che senza l'istruttoria da parte della Regione, la Protezione civile nazionale non può avviare la procedura per la dichiarazione dello stato di emergenza".

Al Comune sono giunte 450 richieste di risarcimento danni: circa 250 per automobili, poi un centinaio di abitazioni private e infine condomini per danni a parti comuni e imprese per danni a magazzini e merce. Gli importi dichiarati vanno da poche centinaia di euro a 300 mila euro. Circa 100 tra persone e aziende hanno avviato azioni legali contro l'amministrazione comunale, "costretta" a difendersi tirando in ballo l'eccezionalità dell'evento atmosferico e il fatto che lo stesso non sia stato preventivamente copmunicato da chi di competenza (Protezione civile regionale), persino quando le piogge erano già in corso.

Senza la dichiarazione dello stato di calamità naturale, oltre ai 900 mila euro inseriti nella finanziaria regionale non ci sarà alcuna somma disponibile e inevitabilmente si andrà incontro a lunghi ed incerti contenziosi legali. Nel caso invece in cui ci fosse la dichiarazione di calamità, lo Stato stanzierebbe i soldi sulla base delle richieste fatte dagli enti locali. "La dichiarazione dello stato di calamità per i fatti di luglio - dichiara il sindaco Leoluca Orlando - è indispensabile per poter procedere alle pratiche di rimborso dei danni subiti da tanti cittadini. E' una procedura che normalmente dura parecchio tempo e proprio per questo è indispensabile farla partire al più presto, come da me chiesto già il 17 luglio. Per questo ho sollecitato il presidente della Regione, della cui grande attenzione e sensibilità al tema sono certo".  

"Il fatto che la Regione Siciliana non abbia nemmeno avviato la procedura per la dichiarazione dello stato di calamità naturale a Palermo a seguito della bomba d'acqua del 15 luglio è gravissimo - commenta il consigliere comunale Ottavio Zacco -. Centinaia di cittadini fra cui molte imprese hanno subito danni a volte anche per decine di migliaia di euro e dopo oltre tre mesi, nonostante due lettere del Comune, tutto tace. Non mi risulta che per altre zone della regione colpite da analoghe calamità vi siano stati questi ritardi e non vorrei che dietro questa 'dimenticanza' ci siano finalità politiche. Ma almeno adesso è chiaro dove sono le vere responsabilità nel ritardo dei rimborsi".

"Dopo tre mesi dall'alluvione che ha messo in ginocchio Palermo, con centinaia di cittadini che hanno subito danni a case e negozi - intervengono  i consiglieri di Italia Viva Dario Chinnici (capogruppo), Francesco Bertolino, Paolo Caracausi e Carlo Di Pisa - scopriamo che la Regione Siciliana non ha mai fatto richiesta dello stato d'emergenza al Governo nazionale. Un immobilismo incomprensibile e ingiustificabile che non possiamo accettare: senza lo stato d'emergenza, sarà più complicato risarcire i quasi 500 palermitani che
hanno già fatto richiesta di aiuto per le automobili rovinate e le case allagate. Musumeci faccia subito la richiesta, spiegando ai
cittadini perché finora non ha fatto nulla".

"Siamo certi che la mancata risposta, ad oggi, della Regione alla richiesta di dichiarare lo stato di calamità naturale per la città di Palermo, a seguito dell'alluvione di luglio, sia solo il frutto di una svista e del concitato periodo che tutte le amministrazioni pubbliche stanno vivendo" affermano i consiglieri Marianna Caronia del gruppo Misto, insieme ai capogruppo della Lega Igor Gelarda, di Fratelli d'Italia Francesco Scarpinato, di Forza Italia Giulio Tantillo e Sabrina Figuccia dell'Udc. "Dopo aver dato un primo segnale positivo con lo stanziamento di 900 mila euro, comunque non sufficienti per ripagare i danni subiti da centinaia di cittadini, la Regione deve immediatamente recuperare il tempo perso, anche per non alimentare sterili polemiche da parte di chi non si è mai occupato di questa città è che non risolvono alcun problema. Facciamo appello al governatore Musumeci affinché venga immediatamente chiesto al governo nazionale lo stato di calamità e si possa cominciare l'iter per rimborsare i palermitani dei danni subiti".

Articolo aggiornato il 26 ottobre 2020 alle ore 16,27 e alle 18,06// Aggiunte dichiarazioni dei consiglieri

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