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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Cronaca

"Gennaio e febbraio mai così poco piovosi da cento anni": agricoltori lanciano l'allarme siccità

La Cia Sicilia Occidentale: "A rischio il raccolto del grano nelle basse Madonie e nelle alte si fatica a trovare aree di pascolo". Gravi le conseguenze, sul piano economico, tra Cerda e Sciara, per le coltivazioni di carciofi e broccoli

Anche il mese che sta per concludersi può essere archiviato come il febbraio più asciutto degli ultimi cento anni. Mai però due mesi invernali consecutivi – e fondamentali in Sicilia per accumulare scorte d’acqua - erano stati così siccitosi. A riportare il dato - che ormai più di un campanello di allarme soprattutto nelle province di Palermo, Trapani ed Agrigento - è l’Osservatorio delle acque della Regione Siciliana. Per due mesi consecutivi, in questa parte di Sicilia, non si è praticamente vista una goccia d’acqua.  

“Siamo davanti a un quadro preoccupante, la siccità - spiega Antonino Cossentino, presidente della Cia Sicilia Occidentale - sta compromettendo le nostre colture in corso come il grano, foraggi e ortaggi. Ma ha anche bloccato il lavoro nelle vigne, dove in questo periodo si dovrebbe lavorare ai nuovi impianti. La terra è però dura, spaccata, non si può piantare nulla in questo momento, un problema che stanno vivendo anche i florovivaisti". In provincia di Palermo la siccità ha colpito in maniera diverse le Basse e le Alte Madonie. Nelle prime è fortemente a rischio il raccolto del grano. "Chi ha fatto in tempo a piantare, ha visto germogliare le piantine - continuano gli agricoltori - che però stentano a crescere. L’unica acqua che ricevono arriva dalla brina, vista l’escursione termica di questo febbraio che ha registrato un caldo anomalo di giorno alternato a notti fredde". Nelle Alte Madonie, qualche gelata ha compromesso pascoli e colture foraggere: "Si fatica a trovare aree di pascolo che non siano spelacchiate e gli allevatori sono costretti a comprare fieno fuori stagione. Da queste parti, a preoccupare, è anche l’assenza di neve, una risorsa importante perché a rilascio ritardato: quando nei mesi primaverili calano le piogge e il sole la scioglie, l’acqua va a rifornire le sorgenti".

Gravi conseguenze, sul piano economico, si registrano nei territori tra Cerda e Sciara, per le colture di carciofi e broccoli. I laghetti sono asciutti da settimane, le aziende nei pressi dei corsi d’acqua stanno a fatica portando a compimento le colture. Per tutti gli altri si parla di perdite fino al 70% del raccolto. Tutto secco anche in altre zone interne della provincia, nel corleonese e partinicese. Anche qui terra arida e spaccata come in un deserto. Si salva chi ha accesso alle risorse idriche.

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