Cronaca San Giuseppe Jato

Gli imprenditori agricoli lanciano l'allarme cinghiali: "Aziende devastate, situazione insostenibile”

I giovani di Confagricoltura chiedono alla politica regionale di farsi carico del problema, individuando gli strumenti più idonei al contenimento della popolazione dei suidi selvatici e alla salvaguardia dell’incolumità pubblica. Il titolare di un'azienda agrituristica a San Giuseppe Jato: "Molti ospiti lamentano incontri serali spaventosi"

"Le aziende agricole siciliane sono devastate dai cinghiali e anche l'incolumità pubblica è a rischio". A lanciare l'allarme sono i Giovani di Confagricoltura secondo i quali il problema è ormai strutturale e interessa l'intera Regione. “Il fenomeno - dichiarano - sta assumendo contorni sempre più preoccupanti e persistenti. Non è più tempo, pertanto, di definirla emergenza. Se in passato - continuano - gli areali maggiormente interessati dalle incursioni di detti animali si trovavano in prossimità di boschi e aree protette, in particolar modo nei territori madoniti e nebroidei, negli ultimi anni si registrano avvistamenti persino in aree dove, a memoria degli agricoltori, non se ne era mai trovata traccia".

Le segnalazioni di aggressioni da parte di suidi selvatici e danni agli agricoltori siciliani quest'anno, dunque, si sono moltiplicate. "Questi animali - affermano i Giovani di  Confagricoltura - si riproducono a velocità insostenibile per i territori che li ospitano e sembrano non essere più intimoriti dalla presenza umana. Sono all’ordine del giorno incursioni vicino ad abitazioni, vigne, orti e affollati agriturismi, causando danni materiali e, purtroppo, come ampia cronaca testimonia, persino lesioni gravi ai cittadini malcapitati.

Emanuele Savona, titolare di un'azienda agricola e agrituristica a San Giuseppe Jato, nel 2021 è stato vittima di un’invasione di cinghiali che ha azzerato la produzione di lenticchie e compromesso quella dell'uva da tavola e del pomodoro. "A giudicare dalla vastità del danno stimiamo - afferma - che siano stati almeno una ventina. Il problema non è solo di prodotto vendibile ma purtroppo sta diventando un problema di tutela dell’incolumità delle persone. Molti sono gli ospiti dell’agriturismo che lamentano incontri serali spaventosi. Io personalmente ho dovuto correre per mettermi in salvo da un branco di cinghiali che mi ha inseguito mentre percorrevo il vialetto di casa. Urge l’apertura indiscriminata della caccia al cinghiale perché - conclude - trattasi di una razza pericolosa per l’uomo e per l’economia delle nostre aziende agricole. Un cinghiale femmina arriva a fare anche 30 cuccioli l’anno e non è più una condizione sostenibile”. 

Per questo secondo i Giovani di Confagricoltura la politica regionale deve farsi carico attivamente della problematica, individuando gli strumenti più idonei al contenimento della popolazione dei suidi selvatici e alla salvaguardia dell’incolumità pubblica. Inoltre si auspica che, data la portata dei disagi subiti, si prevedano misure economiche strutturali a ristoro delle aziende agricole siciliane colpite, fin quando il fenomeno non verrà opportunamente ricondotto a confini accettabili.
 

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