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La polizia davanti al liceo Garibaldi

La polizia davanti al liceo Garibaldi

"C’è una bomba al liceo Garibaldi", intervengono artificieri e unità cinofile

A rispondere alla telefonata arrivata all'istituto di via Canonico Rotolo è stato un collaboratore scolastico che ha subito allertato il 113. I poliziotti hanno impedito l'ingresso in centrale, mentre nella succursale le lezioni sono iniziate regolarmente

Allarme bomba al liceo Garibaldi, la centrale resta chiusa. A chiamare la polizia stamattina è stato un collaboratore scolastico, l’unico presente nell’istituto a quell’orario, che ha risposto al telefono: dall’altra parte della cornetta qualcuno ha segnalato la presenza di un ordigno esplosivo, rendendo necessario l’intervento di artificieri e cinofili. "Ipotizziamo possa essersi trattato di una ‘bravata’ - spiega a PalermoToday la collaboratrice del dirigente scolastico Silvana Della Ratta - di qualcuno che voleva saltare un’interrogazione. L’ingresso in centrale è stato impedito dagli agenti per questioni di sicurezza, mentre in succursale le lezioni si sono svolte regolarmente”.

La dirigente ha subito inviato un fax al Provveditorato degli studi per spiegare l’accaduto e come mai gli studenti, che stamattina si trovavano davanti ai cancelli di via Canonico Rotolo, fossero dovuti tornare a casa. Alla fine degli accertamenti, però, l'esito è stato negativo.

Ieri i liceali del Garibaldi, insieme ai ragazzi Cannizzaro, si sono visti sequestrare gli striscioni (foto in basso) che avevano portato lungo le strade di Palermo in occasione della venticinquesima commemorazione delle vittime della strage di Capaci (GUARDA VIDEO). “Da educatore dico che è stato un episodio spiacevole, anche perché - commenta Dalla Ratta - non era la prima volta che lo esponevano. E che io sappia non gli è ancora stato restituito”.

“Gli striscioni non sono piaciuti - ha dichiarato uno degli studenti coinvolti - e sono stati definiti offensivi. In realtà il messaggio era diverso, ovvero che i partecipanti al corteo erano la vera antimafia, e non tutti quelli che vedono queste giornate come passerella o come trampolino per una campagna politica”. Nello striscione del Garibaldi c’era scritto: “Non siete Stato voi, ma siete stati voi. Progrosso sociale è già antimafia, stop ipocrisia”, con sotto la firma del Collettivo Garibaldi. Ad essere censurata però, quanto nella la prima parte, è stata una citazione della canzone del rapper pugliese Caparezza "Non siete Stato voi".

In una giornata delicata come quella di ieri, alla quale hanno partecipato decine di migliaia di persone ma anche contestata da alcuni per la sua "ipocrisia" e la sua "vuota retorica", il dissenso non sarebbe stato gradito. "Lo Stato democratico - ha commentato la deputata nazionale del M5S Chiara Di Benedetto - rispetta e tutela sempre le espressioni del dissenso. Chiederò conto al ministro dell'Interno Marco Minniti di questa vicenda, perché a nessuno può essere consentito di proibire la libera manifestazione del pensiero, anche quando i relativi contenuti non dovessero piacere agli apparati pubblici".

(foto in basso tratte dal profilo Facebook "Collettivo Garibaldi")

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