Fiumi di fango e morte nel Palermitano, l’esperto: "Catastrofe che si poteva evitare"

A parlare è Fabio Tortorici, presidente del Centro studi del Consiglio nazionale dei geologi arrivato stamattina sull'Isola. "Questo evento mi ricorda Giampilieri. Paghiamo il risultato di tanti anni di abbandono del territorio"

La villetta travolta dall'esondazione a Casteldaccia

Una catastrofe che poteva essere scongiurata. A parlare della tragedia di Casteldaccia, dove a causa dell’esondazione del fiume Milicia ha perso la vita un’intera famiglia, è Fabio Tortorici, presidente del Centro studi del Consiglio nazionale dei geologi. In viaggio da Roma verso le zone del disastro, è proprio il geologo siciliano a commentare una delle più tristi pagine di cronaca dell’Isola degli ultimi anni. “Paghiamo il risultato di tanti anni di abbandono del territorio. Esondazioni, terremoti e in generale tutte le catastrofi naturali non sono prevedibili. Intorno ai fiumi però - spiega a PalermoToday - il rischio di esondazioni è abbastanza elevato, soprattutto se manca una manutenzione ordinaria e straordinaria dei corsi d’acqua e dei canali afferenti”.

fabio tortorici presidente consiglio nazionale geologi sicilia-2Un maltempo che ha il volto assassino e che ha portato via le vite di un’intera famiglia. Nove persone, tra cui donne e bambini, sono morti in una villa in contrada Cavallaro a causa dell’esondazione del fiume che scorre ad Altavilla ingrossato dalle piogge cadute ieri. I soccorritori sono arrivati intorno alla mezzanotte, trovando la villetta sommersa dall’acqua. “Le piogge di questi giorni non hanno nulla di straordinario. Bisogna porre l’accento semmai - prosegue Tortorici (in foto) - sullo smaltimento delle acque superficiali, sulla cattiva manutenzione dei corsi d’acqua. Questo evento mi riporta alla mente la tragedia di Giampilieri, quando nel 2009 un’alluvione colpì Messina provocando morti su morti. Le concause al dissesto idrogeologico sono tantissime. Le variazioni climatiche, la cattiva manutenzione locale, ma anche l’assenza di idrogeologi che monitorano e controllano lo stato delle cose”.

Nell’abitazione a due passi da Palermo, dove si trovavano amici e parenti, solo due persone, un uomo e una bambina, si sarebbero salvate perché uscite per andare ad acquistare dei dolci. Una terza persona che si trovava dentro l'abitazione sarebbe stata trascinata via dall'acqua ma sarebbe riuscita ad aggrapparsi a un albero. Le vittime sarebbero annegate a causa dell’acqua che è arrivata veloce raggiungendo in poco tempo il soffitto. Un destino toccato al fiume Milicia ma che, secondo il geologo, potrebbe toccare domani a qualsiasi altro luogo della Sicilia. “Oggi a Casteldaccia, domani chissà. Intorno al fiume Milicia - racconta ancora a PalermoToday - si sono concentrate le piogge ma sarebbe bastato un colpo di vento per spostare il tutto nel bacino limitrofo. Questo episodio non può essere legato solo ed esclusivamente al torrente Milicia, riguarda tutta l’Isola”.

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Il geologo fa riferimento all’esondazione del fiume Oreto, di fatto contenuta, e al torrente che si è riprodotto in via Porta di Castro, lì dove un tempo sorgeva il Kemonia. “Ci sono dei processi di consumo del suolo, di cementificazione, che nel tempo accrescono le problematiche - conclude il presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi -. Non stupiamoci se con il passare degli anni, questi fenomeni naturali ci colpiscono. L’uomo continua a impermeabilizzare il terreno, creando danni, e nel frattempo non programma interventi a difesa del suolo. Oggi ci sono più costruzioni rispetto al passato, più impermeabilizzazioni del terreno. Che, tradotto, significa che quando aumenta l’acqua piovana questa non scorrere al di sotto ma proprio in superficie”.

Campi distrutti, strage e case allagate

Le reazioni

Dai politici ai sindacati fino al governo, tutti si stringono intorno alla tragedia che ha colpito la scorsa notte la famiglia palermitana. “Solidarietà e cordoglio nei confronti delle famiglie colpite dal nubifragio che ha provocato dieci vittime in provincia di Palermo - dichiarano il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo e la segretaria generale della Camera del Lavoro di Bagheria Adele Cinà -. La Cgil è vicina alle famiglie e alle comunità che stanno vivendo questa tragedia causata dal maltempo e dall’incuria in cui si trova il nostro territorio. Da tempo denunciamo la situazione di degrado delle strade provinciali, impraticabili e senza alcuna manutenzione, lo stato di dissesto idrogeologico della nostra provincia e il proliferare dell’abusivismo edilizio. Una condizione di devastazione generale che oltre a mettere a repentaglio la vita delle persone causa il blocco delle attività prooduttive della nostra area. E’ possibile che ogni volta bisogna attendere lutti e tragedie o il crollo di un pilone nell’autostrada per ottenere la dovuta attenzione? E’ possibile che nessuno affronti seriamente il problema della messa in sicurezza del territorio? Occorrono interventi adeguati e immediati per fronteggiare la situazione e attuare una programmazione seria con l’uso di tutti i fondi a disposizione. Non possono più essere tollerati altri inaccettabili ritardi”. 

La solidarietà dell'Arcivescovo monsignor Corrado Lorefice e della Comunità diocesana. “La triste e sconvolgente notizia della scomparsa di gran parte della famiglia Giordano travolta a Casteldaccia dalla furia delle acque in piena, ha profondamente rattristato l'Arcivescovo, monsignor Corrado Lorefice, il Presbiterio e la Comunità diocesana che si impegnano per una fraterna preghiera di suffragio, di conforto e vicinanza spirituale e umana, anche per quanti hanno sofferto a Vicari e nelle altre zone colpite dalle avversità atmosferiche. L'Arcivescovo esorta tutti coloro che possono, a prestarsi al sollievo dei fratelli e di quanti in questi momenti hanno bisogno di aiuto.

Dal governo regionale arriva il commento dell’assessore Roberto Lagalla. “Come ha ricordato il Presidente Musumeci nel suo commosso messaggio la Sicilia vive oggi una domenica di dolore per le incolpevoli vittime del maltempo e delle alluvioni di queste ultime ore. Al tempo stesso è forte il sentimento di impotenza e di rabbia di fronte all’incuria del territorio e alla violazione dell’ambiente naturale e costruito. Il governo regionale è impegnato nel soccorso e nell’opera di ricostruzione, con senso di responsabilità e pieno coinvolgimento di tutti i rami dell’amministrazione. Personalmente ho voluto raggiungere i luoghi colpiti nel Palermitano e, a Corleone, ho ritenuto di dovermi rendere conto dei danni subiti dalle scuole locali per assicurare il pronto intervento del governo che, già oggi, si riunirà in seduta straordinaria. Infine, un pensiero di profondo cordoglio alle vittime e alle loro famiglie, di forte incoraggiamento alle comunità colpite e di sincera riconoscenza a tutti i soccorritori,con la speranza di non dovere più vivere giornate tristi come quella odierna”.

Il cordoglio arriva anche dal Presidente dell'Assemblea regionale siciliana Gianfranco Micciché: “Sono costernato per le vittime che le avverse condizioni atmosferiche hanno mietuto nelle ultime ore in Sicilia. Sono addolorato per la perdita di tante vite umane come nel caso della villetta nei pressi di Casteldaccia dove hanno perso la vita, tra gli altri, Rachele Giordano di appena 1 anno e Francesco Rughoo di 3 anni”. Miccichè ha fatto arrivare le sue condoglianze anche ai parenti dei tre morti di Cammarata e di Vicari, mentre segue con trepidazione le ricerche del medico scomparso. “La forza degli elementi naturali ha sconvolto il nostro territorio - conclude il presidente dell'Ars -. Ma, spesso, tali immani tragedie sono responsabilità dell’uomo”.

Da Liberi e Uguali, l’onorevole Nicola Fratoianni: “in questo momento di dolore, cordoglio per l'Italia ferita dal Veneto alla Sicilia. La risposta all'emergenza climatica e al dissesto idrogeologico deve essere cura e messa in sicurezza territorio. Ora. Basta con incuria, abusivismo, condoni. Subito”,

Da Forza Italia, la senatrice Urania Papatheu: “La Sicilia è in ginocchio. Anni di disinteresse della politica alla salvaguardia del territorio stanno producendo i drammi che sono sotto gli occhi di tutti. Adesso è il tempo dei soccorsi e della conta dei danni, ma deve essere anche quelle dichiarazioni d’intenti scolpite sulle pietre. Lancio un appello ai deputati e senatori eletti in Sicilia: facciamo fronte comune, massa critica, facciamoci sentire e agiamo all’unisono, pretendendo che il governo nazionale stanzi i fondi necessari per rendere più sicuro il nostro territorio. Basta distinzioni tra destra, sinistra, centro, populisti, nazionalisti, democratici, liberali. Siamo siciliani, salviamo la nostra gente da nuove tragedie. La prossima settimana a Roma incontriamoci, tutti, e mettiamo a punto una strategia comune. Noi rappresentiamo la nazione, ma innanzitutto la nostra terra. Salviamola, assieme”. Nella giornata odierna, era prevista anche una manifestazione di Fratelli d’Italia, proprio a Palermo, che è stata annullata in segno di cordoglio per le vittime.

Dal Pd, il deputato Carmelo Miceli: “Sono momenti terribili per molti cittadini della Provincia di Palermo. Da diverse ore ci sono Comuni senza energia elettrica e isolati a causa di frane e fango che hanno invaso strade già disastrate. Certo, adesso è il momento dei soccorsi e della solidarietà, ma mi chiedo: quando sarà consentito ai paesi dell'entroterra palermitano uk diritto a una viabilità dignitosa? Quando? Considerando che il governo nazionale è 5 Stelle-Lega, quello regionale di centrodestra e che il sindaco della Città Metropolitana è del Pd, posso chiedere a tutti quelli che fanno politica, me per primo, un impegno comune e condiviso affinché, oltre la necessaria dichiarazione di stato di calamità naturale, si proceda, una volta e per tutte, alla immediata risoluzione di quella che, oramai, è diventata una piaga vergognosa?”.

Da Rifondazione Comunista, il segretario provinciale Vincenzo Fumetta: “Il nostro pensiero va, anzitutto, alle vittime che questa notte hanno perso la vita in provincia di Palermo e alle loro famiglie, ciò che è accaduto ci ricorda quanto siamo vulnerabili rispetto ad eventi atmosferici che si ripetono sempre più frequentemente per effetto del cambiamento climatico. Nel nostro Paese ormai da troppi anni si ripetono tragedie simili, occorre che il governo nazionale intervenga stanziando i fondi necessari per un efficace piano pubblico nazionale per il riassetto idrogeologico del territorio che affronti quella che è la vera principale emergenza del Paese e cioè la sua fragilità nei confronti di pioggia e terremoti. Negli anni scorsi Rifondazione Comunista ha fatto già fatto questa richiesta ai precedenti governi e lo chiede anche all'attuale governo che però finora in maniera irresponsabile continua ad approvare sanatorie, più o meno camuffate, di opere edilizie abusive”.

Il deputato regionale Claudio Fava commenta “siamo stanchi di tragedie annunciate. Non possiamo limitarci a piangere i morti e dal giorno dopo non fare nulla. Servono interventi strutturali, serve una nuova consapevolezza e una nuova stagione di cura del territorio della nostra regione. Serve, soprattutto, che la politica passi dal lutto ai fatti. Si convochi immediatamente il Parlamento regionale per discutere degli interventi adottati dalla giunta e per avviare un grande piano di messa in sicurezza, la vera grande opera di cui la Sicilia ha bisogno”. 

Da Sinistra Comune: "Nel giorno più triste, quello in cui si contano le vittime, anche bambini, della furia degli elementi, non possiamo che stringerci al dolore delle famiglie e delle comunità. Da domani invece vogliamo che i mutamenti climatici, ignorati per anni come vera emergenza della nostra epoca da tutti i governi, entrino finalmente come priorità dell'agenda politica regionale e nazionale. La fragilità di un territorio come quello siciliano, aggravata dalla deforestazione e dagli incendi, dall'edificazione incontrollata, da una mancata politica complessiva sulla gestione delle acque e del territorio in cui le direttive UE sul dissesto idrogeologico sono state ad oggi colpevolmente ignorate, devono essere affrontare e risolte. Sinistra Comune sollecitera' l'istituzione di un tavolo metropolitano e di un tavolo regionale dai quali mettere a sistema i temi della resilienza ai mutamenti climatici, del dissesto, della corretta gestione dei corsi d'acqua e degli alvei di esondazione, della sicurezza dei territori e delle vie di comunicazione. Non c'è più tempo per aspettare le prossime disgrazie. Bisogna affrontare l'emergenza e cominciare a risolverla da ora". 

Dalla Lega, il sottosegretario agli Interni, Stefano Candiani e i dirigenti regionali Enti locali Sicilia Fabio Cantarella e Igor Gerlanda: "Dolore e commozione per le vittime del maltempo, che da giorni devasta la Sicilia e siamo vicini al dolore delle famiglie. E’ una tragedia immane che coinvolge persino dei bambini, davanti alla quale si rimane attoniti.  Esprimiamo, inoltre, la nostra solidarietà a coloro che hanno subito ingenti danni, nelle diverse province dell’Isola e un ringraziamento alla Protezione civile, alle forze dell’ordine, ai vigili del fuoco, agli operatori sanitari e ai volontari che in queste ore stanno prestando soccorso in condizioni davvero difficili”.

Anche il mondo del lavoro si stringe intorno alle famiglie della vittime. Cgil Cisl e Uil siciliane chiedono “al presidente della Regione chiediamo di aprire immediatamente il confronto sui temi delle infrastrutture, della viabilità primaria e secondaria e del dissesto idrogeologico. Tristezza, dolore, cordoglio alle famiglie dei dodici morti in Sicilia a causa del maltempo. Ma anche la proposta al governo della Regione di aprire immediatamente il confronto sui temi delle infrastrutture, della viabilità primaria e secondaria e del dissesto idrogeologico”. La nota è firmata dai segretari generali Michele Pagliaro, Mimmo Milazzo e Claudio Barone. “La tragedia che si è abbattuta sull'Isola, interroga tutti. Certo, è il momento di stringerci alle famiglie delle vittime e alle comunità colpite. Ma è anche il caso di riflettere e di agire, qui e ora, per azzerare le condizioni e le situazioni che simili tragedie, le rendono possibili. Chiediamo di imprimere una svolta su questo terreno insediando già in questi giorni un tavolo di confronto che in tempi certi fissi linee di indirizzo e di azione. Siamo convinti che il miglior modo di onorare i morti sia mettercela tutta perché tragedie così immani, non si ripetano più”.

“Il ministro degli Interni Salvini ha dichiarato, travestito da pompiere, che è ora di mettere da parte ogni forma di ambientalismo e quindi ogni forma di pensiero critico sull’esistente. La devastazione della Sicilia di questi ultimi giorni, piuttosto, chiama in questione, ancora una volta, il combinato disposto di anni di incuria, speculazioni edilizie di ogni tipo, inquinamento e l’abbandono delle campagne. Insomma, la solita visione del territorio considerato area di conquista da saccheggiare e poi abbandonare, nell’auspicio che un qualcuno, non ben definito, si occupi un giorno del recupero dei guasti prodotti dall’uomo e dalle sue politiche scellerate Per i morti, prima di tutto, e poi per gli enormi danni ai raccolti, alle strutture produttive alle strade e alle case danneggiate, è doveroso fornire una proposta politica che faccia perno su un’idea nuova del Governo del territorio rispettosa dei vincoli e dei limiti ambientali, che sia in netta discontinuità con le politiche dei palazzinari ben rifocillati all’ombra dei governi di centro destra e di centro sinistra”. A dichiararlo Roberto Bacucco, segretario regionale Pci Sicilia.

“Alle famiglie delle vittime il nostro cordoglio e il nostro sostegno, così come il nostro sostegno vogliamo garantirlo a tutte le donne e gli uomini - dichiara il deputato del Pd Davide Faraone - che hanno subito danni alle loro abitazioni, alle aziende, e poi vogliamo dire grazie alla protezione civile e alle forze dell’ordine che hanno dato una mano Quando in questi giorni abbiamo detto no ai condoni edilizi, quando abbiamo detto no all’abusivismo, no allo smantellamento di ‘Casa Italia’, uno strumento straordinario per la tutela del territorio e per la tutela dell’ambiente, quando abbiamo detto al governo di non rifiutare i soldi dell’Europa per il dissesto idrogeologico, lo dicevamo proprio perché pensavamo che l’ambiente, la tutela del nostro territorio fossero una priorità. Scellerato il governo che di queste politiche non ne fa una priorità”.
 

Le vittime orginarie di Bagheria

Erano residenti a Bagheria Monia Giordano di 32 anni ed il suo piccolo Francesco di 3 anni, rispettivamente moglie e figlio di Luca Rughoo che è riuscito a scampare alla tragedia che si è consumata ieri sera in contrada Cavallaro, tra Casteldaccia ed Altavilla a causa del temporale che avrebbe fatto esondare il fiume Milicia. Di origini bagheresi anche la mamma, di Rughoo, Nunzia Flamia di 65 anni anche lei vittima del maltempo. “Tutta la comunità bagherese è addolorata per la perdita di questi nostri concittadini. Ai familiari va tutta la nostra solidarietà", dice il sindaco di Bagheria Patrizio Cinque che ha sentito telefonicamente Luca Rughoo cui ha manifestato la vicinanza ed il cordoglio di tutta la città di Bagheria. Le vittime bagheresi, dopo i funerali che si svolgeranno a Palermo, verranno tumulate nel cimitero cittadino. Verrà indetta inoltre una giornata di lutto cittadino, nel giorno del funerale, con l'esposizione delle bandiere a mezz'asta in tutti gli edifici della Istituzioni cittadine e un minuto di silenzio in tutte le scuole ed edifici pubblici alle ore 10.30.​

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Commenti (2)

  • Col senno di poi, è tutto facile.

  • chiacchiere chiacchiere chiacchiere e basta sono anni che siamo a rischio idrogeologico finora a parte i discorsi più o meno sinceri per questa tragedia, ne le passate amministrazioni ne le attuali hanno fatto nulla ora ci sono i morti e li commozione e cordoglio a go go ci vogliono i fatti le chiacchiere stanno a zero

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