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Lunedì, 4 Luglio 2022
Cronaca Isola delle Femmine

Si sentono male dopo una giornata al mare, torna l'alga tossica tra Isola e Capaci

Una decina di persone sono state colpite da nausea, brividi e problemi respiratori. Giallo sui divieti di balneazione: l'Arpa, già a metà giugno, avrebbe comunicato lo sforamento dei limiti di guardia ma non sarebbe stato preso alcun provvedimento a tutela dei bagnanti. Valori fuori norma anche in un tratto della costa a Vergine Maria

Dopo una giornata al mare si sono sentiti male, tra nausea, brividi, dolori muscolari e problemi respiratori. Sintomi tipici di un'intossicazione dovuta al contatto con l'"alga tossica". A Isola e Capaci, però, di cartelli che avvisassero i bagnanti dei potenziali rischi, nonostante i risultati dei campionamenti dell'Arpa, non c'era neanche l'ombra. Per capire se qualcosa non abbia funzionato nella catena delle istituzioni coinvolte bisogna andare per gradi.

A metà giugno i livelli relativi della "alga tossica" (nome scientifico Ostreopsis ovata) hanno superato nella costa di Isola delle Femmine la soglia massima delle 30 mila cellule per litro. Il valore registrato grazie ai campionamenti dell’Arpa è risultato il doppio (60.320 cell/l) rispetto a quello per cui scatta l'allarme. L’amministrazione comunale però, nonostante le comunicazioni ufficiali, non avrebbe emanato alcuna ordinanza imponendo il divieto di balneazione vicino al punto in cui sono stati effettuati i prelievi, ovvero nella zona di Costa corsara. Dove oggi, dopo gli ulteriori esami eseguiti ieri, il dato appare preoccupante: 107.680 cellule per litro.

A segnalare il problema alla redazione di PalermoToday sono stati alcuni bagnanti dopo una domenica trascorsa al mare. "Siamo stati nella zona di Capaci (in un tratto non lontano da Costa corsara, ndr) e di sera - spiega Salvatore Fazio - la mia famiglia, ma anche gli amici che erano con noi, si sono sentiti male: respiro affannato, qualche linea di febbre, dolori articolari e asma. Abbiamo pensato che non fosse necessario andare in ospedale ma abbiamo comunque assunto del Bentelan". Stessa storia, tra nausea e sintomi influenzali, per un’altra coppia che aveva trascorso la giornata in un punto della costa che si trova a metà strada tra Capaci e Isola.

Foto campionamenti Arpa Sicilia

campionamenti acqua arpa sicilia-2

I risultati del monitoraggio eseguito dall’Arpa Sicilia, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, sarebbero stati comunicati il 23 giugno scorso alla capitaneria di porto, ai vari uffici competenti dell’Asp, all’assessorato regionale Territorio e ambiente e all’Amministrazione comunale di Isola che però, come si evince anche dall’albo pretorio, non avrebbe firmato alcun provvedimento per impedire a bagnanti e turisti di fare un tuffo in mare. Nulla invece è stato comunicato al comune di Capaci, dove però la "alga tossica" sarebbe arrivata spinta da maree e correnti.

L’ultimo campionamento dell’Arpa (eseguito lunedì 28 giugno) ha evidenziato una concentrazione fuori limite anche a Palermo. Il prelievo, come indicato sul sito dell’agenzia regionale, è quello della spiaggia che si trova vicino alla Tonnara Bordonaro, a Vergine Maria, dove il valore evidenziato dai test è risultato pari a 40.480 cell/l (+10.480 oltre il limite). Possibile dunque che a giorni anche il sindaco Leoluca Orlando decida di firmare un’ordinanza che porterà all’installazione della segnaletica per avvisare i bagnanti del rischio. Valori nella norma invece a Terrasini (960), Sferracavallo (15.840), Barcarello (1.120) e Aspra (8.640). Ora bisognerà capire cosa non abbia funzionato nella catena istituzionale delle comunicazioni.

Cos’è l’Ostreopsis ovata

"E’ una microalga marina, una specie tipica - si legge sul sito dell’Arpa Sicilia - del clima caldo e tropicale, da molti anni ormai presente anche sulle coste italiane. Quando si verifica la fioritura dell’alga nei mesi più caldi, le acque in superficie possono presentare colorazioni anomale e talvolta chiazze schiumose biancastre e in alcuni casi si possono verificare morie di pesci. L’alga non è visibile ad occhio nudo, cresce su substrato roccioso e sulle macroalghe. In presenza delle fioriture e di condizioni meteo-marine che favoriscono la formazione di aerosol marino si possono presentare episodi di malessere nei bagnanti o nelle persone che stazionano lungo il litorale. La sintomatologia riscontrata è simil-influenzale e colpisce prevalentemente i soggetti predisposti quali gli allergici e gli asmatici. ?Questi effetti sono dovuti all’azione di una tossina a volte prodotta da Ostreopsis e veicolata dall’aerosol marino".

Modalità di intossicazione e sintomi

“Al momento - si legge su Epicentro-Istituto superiore di sanità - sono state osservate due principali modalità di intossicazione per l’uomo, per via alimentare o per via aerea. Nel primo caso l’intossicazione avviene a causa del consumo di molluschi, crostacei o pesci contaminati: la sintomatologia si manifesta con vomito, diarrea, dolori agli arti, spasmi muscolari e difficoltà respiratorie. Finora è stato registrato un unico caso letale dovuto a ingestione di pesce contaminato, in Madagascar nel 1994. La seconda modalità di intossicazione, associata frequentemente all’uso ricreativo delle acque marine, è l’inalazione di aerosol contenente frammenti di cellule di alghe marine o tossine: i sintomi, che in genere si presentano a distanza di 2-6 ore dall’esposizione, sono febbre alta, mal di gola, tosse, dispnea, cefalea, nausea, rinorrea, congiuntivite e lacrimazione, vomito e dermatite".

I dati dei campionamenti al 28 giugno 2021

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