Aiesec presenta Global Family: ecco come ospitare uno studente straniero in casa

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Promuovere l'integrazione. Sempre. È questo il leitmotiv di Aiesec International. L'associazione universitaria formata da giovani studenti volontari che si adopera nel no-profit in 126 paesi e che è stata fondata nel secondo dopoguerra con il fine ultimo di favorire la cooperazione internazionale fra i popoli. Aiesec ha all'attivo anche una prestigiosa partnership con l'Onu e i suoi progetti, nel tempo, hanno ottenuto numerosi riconoscimenti, fra cui il premio Carlo Magno per la gioventù. Questa associazione è presente anche a Palermo con la sua sede all'interno del dipartimento di Economia presso l'Università degli Studi. Tra i numerosi progetti che ha in cantiere Aiesec Palermo per il periodo estivo c'è il Global Family, ossia la possibilità di ospitare all'interno della propria famiglia, qualora i requisiti soddisfino gli standard necessari, per sei settimane, giovani studenti universitari stranieri che effettuano uno stage di un mese e mezzo nel capoluogo siciliano presso scuole e organizzazioni non governative.

Chi nei mesi scorsi è stato coinvolto, a vario titolo, nel progetto Global Family promuove a pieni voti questa esperienza. Parliamo, ad esempio, di Ausilia, diciottenne studentessa all'ultimo anno del Liceo Scientifico “Madre Teresa di Calcutta” di Cammarata, in provincia di Agrigento.
Ausilia per sei settimane ha ospitato Tamta, diciannovenne studentessa proveniente dell'Università di Tbilisi, in Georgia, che nei mesi di gennaio e febbraio scorsi, proprio a Cammarata, ha insegnato la lingua inglese ai ragazzi del Madre Teresa, affiancandosi ai docenti dell'istituto agrigentino.

Ausilia ricorda così questa esperienza: “Il mio personale Global Family è stato un qualcosa di veramente positivo ed entusiasmante. Ricordo con piacere quei giorni trascorsi con Tamta. Comunicavamo sempre in inglese e, grazie a questo, adesso il mio livello di conoscenza rispetto a questa lingua è decisamente migliorato. Con lei ho migliorato l'inglese, ma a lei ho insegnato la ricetta del Tiramisù, un dolce di cui va ghiotta, e così un giorno ci siamo cimentate ai fornelli preparandone uno. Tamta mi parlava spesso del suo paese. Adesso so molto sulla Georgia. Vorrei dire che è un'esperienza che consiglio vivamente ai ragazzi, specialmente se vogliono scoprire nuove culture e migliorare la conoscenza delle lingue straniere. Adesso ho un'amica in più. Ci sentiamo ancora sui social network. E magari un giorno, quando avrò un po' di tempo libero, andrò a trovarla a Tbilisi”.

Se anche a voi è piaciuta la storia di Ausilia e Tamta, se anche voi volete dare un tocco di internazionalità alla vostra famiglia, questa estate partecipate al progetto Global Family promosso da Aiesec Palermo. Come fare? Iniziate a compilare il form che troverete su www.aiesec.it/global-family/

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