Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca Zen

L'agguato allo Zen, la vittima: "Trasferito dalla Reset senza motivo, mi sento emarginato"

Giuseppe Colombo, ferito nella sparatoria del 23 marzo, qualche giorno fa è tornato in servizio, ma gli è stato comunicato che è stato assegnato ad un'altra sede. Il sindacato ha ottenuto il blocco dello spostamento: "Ma sono costretto a stare a casa senza lavorare". La replica: "Nessuna penalizzazione"

E' rimasto vittima assieme al figlio dell'agguato avvenuto allo Zen il 23 marzo e qualche giorno fa, Giuseppe Colombo, dipendente della Reset, è rientrato al lavoro. Ma con una brutta sorpresa: dopo anni in cui ha fatto il portiere in una struttura comunale, è stato improvvisamente trasferito in un'altra sede. Una decisione che sarebbe stata presa "senza alcuna motivazione", secondo Colombo che dopo la sparatoria ha anche collaborato con gli investigatori, raccontando ciò che sarebbe accaduto ed indicando anche i presunti responsabili. "Non solo ho subito quest'attentato - racconta a PalermoToday - ma con questa decisione di trasferirmi mi sento doppiamente vittima, emarginato senza una ragione".

Secondo Colombo, i suoi colleghi e gli altri impiegati degli uffici in cui ha prestato servizio finora sarebbero "spaventati, hanno paura che possa subire altre ritorsioni, e per questo, al posto di sostenermi ed essere solidali con me, si è arrivati a trasferirmi in un'altra sede, peraltro pure più vicino al luogo dove è avvenuta la sparatoria".

Questa ricostruzione viene però smentita dal presidente della Reset, Antonio Perniciaro Spatrisano, che spiega: "Colombo è un dipendente come tutti gli altri e non è stato in nessun modo penalizzato. Se il committente mi chiede di trasferirlo, io procedo. E' stato assegnato ad una struttura che si trova a pochi chilometri  da quella precedente e che, alla luce anche di ciò che è accaduto, può essere pure più sicura per lui". Sui motivi che avrebbero spinto "il committente" a chiedere di spostare Colombo il presidente della Reset non fornisce ulteriori spiegazioni.

Colombo nel frattempo si è rivolto ad un sindacato e al momento è riuscito ad ottenere il blocco del trasferimento, ma così deve restare a casa: "Non posso tornare dov'ero - dice - e neanche andare nella nuova sede, quindi in poche parole non posso lavorare. Non mi aspettavo succedesse questo, visto che alla fine io ho fatto la cosa giusta parlando con gli inquirenti. Adesso mi sento isolato".

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