Aggredita e ferita con le forbici, gravi le condizioni dell'assistente sociale

La donna è stata ricoverata al Civico in codice rosso dopo essere stata colpita da una diciannovenne, poi sottoposta a Tso, in circoscrizione. Il presidente dell'Ordine: "E' la terza volta che la collega è vittima della violenza della giovane". Tre giorni di prognosi per i vigili feriti

E' ricoverata in codice rosso all’ospedale Civico l'assistente sociale aggredita nella tarda mattinata di ieri negli uffici della Quarta circoscrizione in viale Regione Siciliana. S.C., queste le inziali della donna diffuse dal consiglio dell'Ordine della categoria, è stata colpita su tutto il corpo con delle forbici da una 19enne, sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio dopo l'accaduto. Feriti lievemente, invece, i tre agenti della polizia municipale, del nucleo Nopa - che ha sede nello stesso stabile - intervenuti per soccorrere la dipendente comunale. "Sono stati portati al Civico e a Villa Sofia in ambulanza e hanno riportato - fanno sapere dal comando di via Dogali - solo escoriazioni, circa tre giorni di prognosi l'uno".

A quanto pare non sarebbe la prima volta che l'assistente sociale della Quarta circoscrizione viene aggredita: “E’ la terza volta - commenta Gianmario Gazzi, presidente dell’Ordine nazionale degli assistenti sociali - che la nostra collega siciliana è vittima della violenza della giovane donna appena maggiorenne che l’ha raggiunta in ufficio, ha incendiato la porta, messo a soqquadro i locali e poi l’ha colpita con un paio di forbici. Dobbiamo aspettare il morto perché le istituzioni intervengano?”.

Il nuovo episodio di violenza ha fatto scattare ancora una volta l'emergenza sicurezza negli uffici comunali. "La misura è colma e – affermano i consiglieri dell’Ordine – non si può continuare così. Non è possibile rischiare di morire durante lo svolgimento del proprio lavoro. E’ necessario che i professionisti possano condurre la propria attività in tutta sicurezza. Non abbiamo mai smesso di lanciare il nostro grido di allarme a vari livelli. Continueremo a farlo perché non è possibile lavorare col timore di essere aggrediti". 

Gli assistenti sociali chiedono un incontro con l’amministrazione comunale di Palermo per discutere dell'accaduto l’episodio che ha visto protagonista una loro collega, a cui va tutta la loro solidarietà. "Abbiamo partecipato ad una ricerca, in ambito nazionale, che ha ad oggetto proprio l’aggressività nei confronti degli assistenti sociali, i risultati - concludono - sono allarmanti. Continueremo a portare sui tavoli istituzionali tali dati e a chiedere con forza che vengano assunte decisione atte a garantire la sicurezza dei professionisti".

"Venite a vedere - dice un'operatrice sociale - in che condizioni lavoriamo negli uffici dei servizi sociali delle otto circoscrizioni, cinque giorni su cinque. Siamo sempre da soli. A giro a tutti è capitato di dover affrontare qualcuno e subire qualche violenza, con l'emarginazione sociale che c'è in giro. La gente si infila nelle stanze, siamo con le porte aperte. Gli uffici sono alla mercé di tutti. Senza la volontà dei pubblici dipendenti, gli uffici non aprirebbero". 

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