Cronaca Libertà / Via Enrico Albanese

Ucciardone, detenuto ferisce poliziotto con un'arma artigianale

L'agente in servizio alla casa circondariale di via Enrico Albanese ha riportato una profonda ferita al braccio, poi suturata con otto punti. M5S: "Episodio non casuale. Abbiamo constatato la carenza di adeguate misure di sicurezza e di personale. La direttrice intervenga"

Detenuto aggredisce poliziotto all'Ucciardone. Il fatto è accaduto domenica scorsa, quando un carcerato della nona sezione, reparto di massimo sicurezza, si è scagliato contro un agente con un'arma rudimentale, provocandogli un brutto taglio al braccio destro suturato successivamente con otto punti. L'aggressore, dentro da un anno per una condanna per tentato omicidio, soffrirebbe di disturbi psichici.

La brutta vicenda ha avuto inizio quando il detenuto è andato in escandescenza, attirando l'attenzione degli agenti di polizia penitenziaria. Questi ultimi si sarebbero avvicinati alla cella per calmarlo, ma l'uomo, da dietro le sbarre, avrebbe cercato di accoltellarlo con un'arma fabbricata artigianalmente: pare si sia trattato di un pezzo d'alluminio della vecchia finestra della cella. Stando alle relazioni di medici e psichiatri, l'uomo soffrirebbe di alcuni disturbi psichici. Per la fortuna dell'agente, il colpo non è andato perfettamente a segno, provocandogli "solo" un grosso taglio al braccio. Per la direttrice della casa circondariale, Rita Barbera, si è trattato di uno spiacevole episodio, uno di quelli che, purtroppo, "può capitare".

"Sicurezza inesistente"

Per le deputate palermitane del M5S Chiara Di Benedetto, Giulia Di Vita e Claudia Mannino, si è trattato di un caso di "aggressione per nulla casuale, figlio della carenza di sicurezza e personale". "Il rischio è che diventino sistematici, se le condizioni del carcere rimarranno quelle che sono attualmente. Durante un'ispezione - si legge in una nota - abbiamo visto lo stato in cui si lavorano gli agenti: pochissimi metri quadrati, non più di otto-nove, circondati su tutti i lati da grate e a strettissimo contatto con i carcerati. Ci piacerebbe che la direttrice cercasse di collaborare, piuttosto che giustificare l'ingiustificabile".

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