Cronaca

"Aggrediti da un detenuto", tre agenti penitenziari finiscono al pronto soccorso

L'episodio di violenza è avvenuto ieri al palazzo di giustizia. L'autore del gesto doveva partecipare ad un processo ma avrebbe iniziato ad insultare un viceispettore donna. I suoi colleghi sono intervenuti, ma hanno avuto la peggio. Per loro la prognosi è di una settimana. La Fns Cisl: "Le condizioni di lavoro sono ormai inaccettabili"

Tre agenti penitenziari sono stati aggrediti ieri mattina al palazzo di giustizia da un detenuto in attesa di partecipare ad un processo, che poi è stato rinviato. Per due sovrintendenti capo e un assistente capo, che sono stati curati in ospedale, la prognosi è di una settimana.

A denunciare l'episodio di violenza è il segretario generale della Fns Cisl Palermo Trapani, Salvatore Turco, proprio nei giorni in cui un centinaio di appartenenti alla polizia penitenziaria (compreso un ispettore palermitano) sono sotto inchiesta per i maltrattamenti, le lesioni e le torture che avrebbero inflitto ai detenuti del carcere di Santa Maria Capua a Vetere, in provincia di Caserta, ad aprile dell'anno scorso.

Gli agenti feriti sono effettivi al Pagliarelli ma in servizio al nucleo traduzioni e piantonamenti. E proprio mentre stavano scortando un detenuto che doveva prendere parte ad un'udienza sarebbe scoppiata la lite. L'uomo avrebbe iniziato ad insultare pesantemente un viceispettore donna, sostenendo che non gli sarebbe interessato che fosse appunto una donna e che indossasse la divisa. I colleghi sono quindi intervenuti per interrompere lo scontro, ma hanno avuto la peggio.

"Quanto avvenuto è la riprova di come il sistema penitenziario dimostri delle lacune così evidenti da consentire episodi violenti - afferma Turco in una nota - ormai, dopo i noti fatti di Santa Maria Capua a Vetere, l'utenza crede di rimanere impunita a ogni sua azione invocando la solita difesa del 'sono stato aggredito' e questo è dovuto ad anni di progressiva edulcorazione della politica penitenziaria che ha reso il lavoro degli agenti più difficile e rischioso non solo all'interno delle carceri, ma anche all'esterno, con servizi di traduzione sotto scorta che diventano obiettivo di possibili aggressioni e/o fughe".

Secondo il sindacato "non è più tempo di indigniazione fine a se stessa, ma di impegno serio, responsabile e veloce da parte di tutta l'amministrazione penitenziaria che non può più solo limitarsi a prendere atto delle inaccettabili aggressioni, ormai quotidiane, subite dai colleghi, quasi sempere costretti a ricorrere, come anche in questo caso, alle cure del pronto soccorso".

Infine la Fns Cisl manifesta "sentimenti di vicinanza e solidarietà ai colleghi aggrediti e alle loro famiglie, augurando loro una pronta guarigione", rimarcando che "il senso di isolamento e la percezione di abbandono stanno determinando rabbia e frustazione, una situazione che rischia di avere un'incidenza dannosa sul loro equilibrio psicofisico". 

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