Raid contro tre nigeriani a Ballarò resta impunito, assolti gli unici due imputati

Così ha deciso il gup per Emanuele Campo e Giovanni Castronovo, accusati di tentato omicidio per una spedizione punitiva avvenuta a febbraio 2016. Il pm aveva chiesto per loro 12 anni ma l'impianto accusatorio non ha retto

Il tribunale di Palermo

Assolti dall’accusa di tentato omicidio gli unici due imputati per l’incendio che avrebbe potuto uccidere tre nigeriani a Ballarò. Resta un caso irrisolto e senza responsabili quel pomeriggio di follia risalente a febbraio 2016, in vicolo Vannucci. Per il giudice per le udienze preliminari Ermelinda Marfia sia Emanuele Campo che Giovanni Castronovo non sono gli autori del raid punitivo contro quei tre uomini “colpevoli” di aver rimproverato alcuni ragazzini che disturbavano il loro riposo. Il pm Vittorio Coppola aveva chiesto per entrambi una condanna a 12 anni.

Il processo celebrato con rito abbreviato prende piede dopo l’episodio dell’incendio. Secondo quanto ricostruito in aula alcuni ragazzini stavano giocando in strada, calciando il pallone contro un cancelletto in metallo riconducibile alla loro abitazione. Sarebbe bastato redarguirli per provocare una reazione violenta. Il gruppo di giovani infatti si è allontanato ed è tornato poco dopo coi rinforzi. In vicolo Vannucci sono comparse dal nulla una quindicina di persone, alcune delle quali armate di spranga e pronte a punire l’affronto. “I neri sono dentro”, avrebbe urlato qualcuno tra la folla.

I tre nigeriani terrorizzati per il raid si sono rifugiati in casa. Qualcuno però ha pensato di cospargere il portone d’ingresso con della benzina e di appiccare un incendio con l’obiettivo di stanarli. O, ancor peggio, di farli morire tra le fiamme. Le vittime della spedizione riuscirono a salvarsi guadagnandosi la fuga attraverso una finestrella interna che conduce in un cortile. Dopo l’accaduto le tre vittime - un 44enne, un 37enne e un 27enne - sono state portate in ospedale per accertamenti, la folla “assetata di sangue” ha fatto perdere le proprie tracce e sono state avviate le indagini.

Tre le persone individuate dalle forze dell’ordine quali autori del raid: Alessandro Cutrona (scagionato un anno dopo), Emanuele Campo e Giovanni Castronovo. Tutti e tre sono stati coinvolti nell’operazione di polizia Maqueda che portò a dieci arresti e, ad aprile scorso, a otto condanne. Ma quel pomeriggio in vicolo Vannucci, come stabilito dal giudice, non c’era nessuno dei due. Entrambi erano stati riconosciuti in alcune foto dalle vittime che poi, guardando attentamente, avevano cambiato idea.

A Campo, difeso dall’avvocato Fabio Cosentino, e ad altri otto è stato notificato a fine novembre un avviso di garanzia in relazione al violento pestaggio ai danni di tre giovani extracomunitari. “Il mio assistito Emanuele Campo - spiega Cosentino - è stato accusato di averli feriti ma dimostreremo che in quell’occasione si trovava a casa ai domiciliari con tanto di braccialetto elettronico”.

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Nelle foto in basso, da sinistra, Emanuele Campo e Giovanni Castronovo

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