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Giovedì, 30 Maggio 2024
Cronaca Malaspina / Via Principe di Palagonia, 135

Violenza al Malaspina, agente aggredito da un giovane detenuto: "Preso a calci nei testicoli"

A denunciare l'episodio è Donato Capece, segretario generale del Sappe, a pochi giorni dall'incendio appiccato per protesta da alcuni "ospiti" ma poi sventato dai poliziotti

Pochi giorni fa la protesta organizzata pochi giorni fa da alcuni giovani detenuti che avrebbero appiccato le fiamme in una cella, adesso un'aggressione a un uomo in divisa. Donato Capece, segretario generale del Sappe, parla di un clima di "altissima tensione" dopo l’ultimo episodio avvenuto al carcere minorile Malaspina. "Un detenuto ha colpito un poliziotto con due calci nei testicoli, tanto che si è reso necessario l’intervento dei sanitari per le cure necessarie. Altri detenuti, tutti stranieri, hanno poi fuoco a ben tre celle".

Per Capece "il carcere minorile di Palermo vive da tempo una cronica carenza di personale. E' grave la sottovalutazione da parte dell’amministrazione della Giustizia minorile dei numerosi eventi critici che avvengono con inquietante periodicità. Le carceri della Sicilia stanno vivendo ormai da tempo momenti di grande difficoltà. Sono continue le aggressioni al personale che si verificano senza che vi sia un intervento da parte degli organi superiori. Non passa giorno senza che si verifichino aggressioni, incendi ed altri gravi eventi critici nei confronti della polizia penitenziaria che presta servizio nelle carceri italiane per adulti e minori e di quello che opera nelle carceri della Sicilia in particolare".

Il segretario generale del Sappe si dice "sconcertato dall'assenza di provvedimenti in merito contro chi si rende responsabile di queste inaccettabili violenze, determinando quasi un effetto emulazione. Aggressioni, colluttazioni, ferimenti così come le risse e i tentati suicidi, sono all’ordine del giorno. Servono fatti! Tutti i giorni i poliziotti devono fare i conti con le criticità e le problematiche che rendono sempre più difficoltoso lavorare nella prima linea delle sezioni delle detentive. Mi riferisco alla necessità di avere nuovi strumenti di operatività come il taser, kit anti-aggressioni, guanti antitaglio, telecamere portatili, per altro promessi da mesi dai vertici ministeriali ma di cui in periferia non c’è traccia alcuna".
 

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