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Cronaca

Stop alle agevolazioni sulla Tari? Diciannove associazioni sul piede di guerra: "Inaccettabile"

Enti che gestiscono beni confiscati, commercianti vittime di racket e onlus contro la violenza sulle donne protestano contro l'ipotesi di eliminare gli sconti per cercare di far quadrare i conti in rosso del Comune: "Preoccupante che si voglia penalizzare chi s'impegna per la collettività e che non si colpiscano invece i grandi patrimoni"

Associazioni sul piede di guerra dopo la proposta di azzerare le agevolazioni Tari agli enti che gestiscono beni confiscati, ai commercianti vittime di racket e a vittime di violenza e marginalità sociali per cercare di rimettere ordine nei conti in rosso del Comune. Un'ipotesi (comunque già bocciata in commissione Bilancio) che 19 associazioni definiscono "inaccettabile e preoccupante".

Addiopizzo, Agesci Conca D'oro, Al Reves società cooperativa sociale, Arci Palermo, Centro Impastato, Centro Paolo e Rita Borsellino, Centro Pio La Torre, Ciss, Emmaus, Fablab Palermo Aps, Fondazione Costa, Fondazione Falcone, Hryo, Legacoop Sicilia, Libera Palermo, Lega navale, Le Onde Onlus, No mafia memoria e Solidaria cooperativa sociale hanno infatti sottoscritto una nota congiunta in cui mettono in evidenza come "al rischio di dissesto finanziario del Comune si risponda con proposte che vorrebbero far cassa a spese di chi andrebbe piuttosto sostenuto".

Per le associazioni "ancora una volta, invece di colpire i grandi patrimoni, si preferisce gravare su chi è più fragile o chi sia adopera per il bene pubblico, non riconoscendone l'impegno di utilità collettiva, per di più allo scopo di racimolare una cifra non determinante".

E aggiungono: "La gestione di un bene confiscato è un impegno che associazioni e enti del terzo settore portano avanti con responsabilità, consapevoli di come dal riuso sociale di ciò che ha rappresentato la roccaforte del potere mafioso si costruiscano occasioni di riscatto e sviluppo per il nostro territorio. Ma è allo stesso tempo un impegno spesso gravoso e ricco di ostacoli che andrebbe supportato da adeguate politiche di sostegno e rilancio, non di certo affossato da passi indietro che colpiscano le, poche e già deboli, misure di sostegno esistenti".
 

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